giovedì, 20 settembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

ATENE CAMMINA DA SOLA
Pubblicato il 20-08-2018


grecia ueSono stati anni lunghi e faticosi, quelli che hanno accompagnato la crisi di un decennio che ha messo in ginocchio la Grecia. Oggi Atene uscirà ufficialmente dal terzo ed ultimo piano di aiuti internazionali che ne hanno evitato la bancarotta e l’uscita dall’euro, a costo di pesantissime riforme.
“Per la prima volta dal 2010 la Grecia sta in piedi con le proprie gambe”, ha annunciato in una nota Mario Centeno, presidente del consiglio direttivo del Meccanismo europeo di stabilità (Mes) che ha guidato l’ultimo programma di aiuti internazionali (il primo nel 2010, nel 2012 e infine nel 2015). Secondo Centeno, anche ministro delle Finanze del Portogallo e presidente dell’Eurogruppo, si tratta del risultato “degli sforzi straordinari del popolo greco, della buona cooperazione con l’attuale governo di Atene e degli sforzi dei partner europei”.
Pierre Moscovici, commissario Ue all’Economia ha affermato: “Per l’Eurozona, questo giorno traccia una linea simbolica sotto una crisi esistenziale”. E Jean-Claude Juncker, presidente dell’esecutivo comunitario ha detto: “Ho sempre lottato affinché la Grecia rimanga al centro dell’Europa. Mentre Atene inizia un nuovo capitolo della sua storia, troverà sempre in me un alleato, un compagno e un amico”.
È terminato l’ultimo programma di aiuti, il terzo, approvato nell’agosto del 2015, che consisteva in un prestito da 86 miliardi di euro da erogare in cambio dell’approvazione di una serie di misure di austerità da parte del governo attualmente guidato da Alexis Tsipras. Dopo l’Irlanda nel 2013, la Spagna e il Portogallo nel 2014 e Cipro nel 2016, la Grecia è l’ultimo paese dell’Unione Europea a lasciare la tutela del cosiddetto “memorandum” e potrà tornare a ottenere denaro prendendone in prestito sui mercati internazionali.
Nei tre programmi di aiuti che si sono succeduti – nel 2010, nel 2012 e infine nel 2015 – infatti i creditori internazionali della cosiddetta Troika, composta da Ue, Bce e Fmi, hanno prestato ad Atene un totale di 289 miliardi di euro. Ma nonostante si parli di crescita per la Repubblica Ellenica, i problemi per gran parte della popolazione restano gravi – disoccupazione, riduzione drastica di salari e pensioni, difficoltà per il settore della sanità, fuga all’estero di quasi mezzo milione di greci – e nelle parole del governatore della Banca Centrale di Grecia, Yannis Stournaras, resta “molta strada da fare” per risanare l’economia.
Negli ultimi otto anni, per evitare il rischio di bancarotta e sotto la pressione dei creditori, in Grecia sono state approvate diverse misure molto pesanti: aumento delle imposte, riduzione della spesa, revisione del sistema pensionistico, riduzione dei salari pubblici tra il 10 e il 40 per cento, privatizzazione di alcuni settori. In alcuni momenti particolarmente critici, il governo greco ha anche fatto ricorso a misure emergenziali, come il controllo sui capitali imponendo limiti ai prelievi giornalieri dai conti correnti che avevano causato code e panico agli sportelli delle banche.
Tuttavia ci sono elementi che portano a una svolta positiva, secondo i dati Ocse: la crescita del Pil, nel 2018, sfonderà il muro del 2%, arrivando al 2,3% nel 2019 (ma è calato del 26% negli anni della crisi), mentre il rapporto tra debito e Pil, tra un anno e mezzo dovrebbe scendere sotto alla soglia del 170%, arrivando al 168,3%, con un avanzo primario di bilancio del 4,5%.
Infine la disoccupazione, secondo l’ente di statistica greco Elstat, era sceso al 19,5% a maggio scorso, dopo aver toccato punte del 28% nel 2013. La Grecia vede ora risorgere anche l’export, che cresce a ritmi del 5% annuo, ma entro il 2019 si prevede che anche la domanda interna salga del 2,9%, così come la spesa pubblica, destinata ad espandersi dopo i tagli sanguinosi degli ultimi anni. Il turismo, linfa vitale dell’economia ellenica, supererà i 30 milioni di visitatori nel 2018, un record.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento