giovedì, 15 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

La paura di perdersi
Pubblicato il 30-08-2018


E se, dico se, a tutto ciò che sta accadendo dessimo un senso prepolitico? Ok. Salvini è pronto a issare la bandiera nera su Palazzo Chigi (anche se è Ministro degli Interni, ma è un dettaglio). Ok. Salvini incontra Orbàn e tra di loro si chiamano “eroi”, e con Putin e Trump una pacca sulla spalla e via, come si fa tra veri uomini. Va bene. Il disegno di lanciare un’opa sull’Europa per destrutturarne le fondamenta liberali e rivolte al futuro è palese ed era già un punto strategico dell’asse con il M5S che fu.

Per tutta l’estate abbiamo visto Salvini a dorso nudo per tutte le spiagge di Italia a  dire “ci penso io a difendervi da chi vuole strapparvi l’identità” (per non parlare dei due Fontana che dicono cose del tipo “le donne tornino a fare le mamme..etc etc.”). Tutto agosto passato non a fare il Ministro degli Interni ma a prodursi in una serie di proclami che da un lato hanno avuto come risultato l’emergere della parte peggiore degli istinti maschili dall’altro una straordinaria  (e voluta) perdita di investimenti stranieri, aumento vertiginoso dello spread e crollo della fiducia del nostro Paese. Le dichiarazioni scioviniste, le minimizzazioni degli episodi di violenza, l’emergere di una cultura machista da primo novecento ci fanno pensare anche a un altro aspetto…..

Questo rincorrere un’identità smarrita, anzi, cancellata, di più…..rubata serve a alimentare un odio che travolgerà chi lo prova , ed è, inoltre la spia di un’estrema insicurezza verso sé stessi. In particolare ciò che emerge è un’Italia dove il “maschio”  si sente terribilmente sopraffatto dagli eventi della contemporaneità e dove l’emancipazione liberale, la concorrenza, la libertà, il movimento, la “gettatezza” della vita, i mutamenti sociali e del lavoro hanno definitivamente azzerato l’ego maschile di un Paese che adesso vuole ritornare indietro di mille anni sui diritti civili in nome della Cristianeità (ma quale?) e del passato rurale dove erano ben chiari le divisioni dei ruoli e dei sessi.

E così, come sempre, il maschio rivela tutta la propria incapacità a affrontare il mondo che cambia al punto di fermare il treno e di far scendere tutti.

E mentre l’occidente (e non solo) si è mosso per anni verso l’emancipazione e i diritti civili (che comportano responsabilità e doveri), il “piccolo uomo” smarrito è ritornato da mammina per reclamare “L’uomo forte!”. Ma chi?

Massimo Ricciuti

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Commenti all'articolo
  1. Il titolo di questa riflessione “La paura di perdersi” mi sembra abbastanza illuminante, nel senso che noi possiamo dare qualsivoglia giudizio ed interpretazione di quanto sta oggi avvenendo sulla scena politica, ma poi dobbiamo fare i conti con gli “umori” del Paese.

    Qui si parla, in maniera critica, e forsanche a ragion veduta, di “sciovinismo”, ma occorreva allora “tener a bada” quel “nichilismo” che ha via via svuotato, se non annullato, molti dei nostri tradizionali valori, che erano per noi punti di riferimento.

    Nel “vuoto” di valori che si è creato c’è chi ha paura di perdersi, e si va probabilmente convincendo che lo “sciovinismo” sia ora l’unico antidoto verso il “nichilismo” (non si può francamente dargli torto, e forse bisognava pensarci prima, visto che il tempo c’è stato).

    Paolo B. 31.08.2018

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