mercoledì, 21 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

LA RISPOSTA
Pubblicato il 27-08-2018


crollo-ponte-morandi-la-rivelazione-de-lespresso-tpiit_2078131Dopo le polemiche seguite al crollo del Viadotto Morandi, la Società Autostrade risponde rendendo “accessibile” sul suo sito la documentazione che regola la concessione dei tratti autostradali. La documentazione pubblicata da Autostrade riguarda il testo originale della Convenzione, stilata allora con l’Anas, approvata unitamente agli allegati della legge 101 del 2008, e tutti gli atti aggiuntivi successivi con i relativi allegati. La gran parte di questi documenti era stata già pubblicata sul sito web del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il 2 febbraio 2018, mentre la totalità dei documenti stessi era stata già resa disponibile nella scorsa legislatura (maggio 2017) ai membri della Commissione Lavori Pubblici del Senato per consultazione viene ora pubblicato anche il cosiddetto Piano Finanziario.
La pubblicazione, sottolinea Autostrade, non è prevista da “nessuna norma interna o prassi internazionale” ma è una scelta della stessa società. “In questo modo – prosegue la nota di Autostrade per l’Italia – la società rende noti tutti gli elementi che regolano la concessione, compreso il cosiddetto Piano Finanziario”.
Dopo la pubblicazione dei documenti, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, su Facebook, ha però precisato: “Già venerdì scorso avevo dato mandato alla dirigenza del Mit di tirare fuori tutti gli atti, gli allegati e il Piano finanziario connessi alla convenzione. E ciò malgrado le fortissime pressioni interne ed esterne in senso contrario che stavo subendo e continuo a subire”. Toninelli, pubblicando la lettera con la quale ha chiesto al ministero di attivarsi per la pubblicazione, sottolinea che la decisione di Autostrade non sarebbe un gesto “spontaneo e dettato da un autonomo desiderio”, arrivato dopo “20 anni di segreti e di omissis” ma un effetto “dell’azione politica del Governo del cambiamento”.
Inoltre il ministro Toninelli in audizione alle commissioni riunite VIII di Camera e Senato in seguito al crollo del Ponte Morandi a Genova, ha affermato: “Bisogna smettere di inseguire le emergenze e bisogna ricominciare a programmare gli interventi per evitare che eventi di questo genere vengano a determinarsi”.
Il ministro ha anche detto: “Disporrò il potenziamento del servizio ispettivo che opera presso il Ministero, valutando anche il ripristino di quella Agenzia che avrebbe avuto una maggiore autonomia e che i Governi precedenti non hanno voluto istituire, in modo da assicurare una rigorosa e puntuale vigilanza sull’operato dei concessionari e sul rispetto dei vincoli che la legge e le convenzioni pongono a loro carico”. “Questa sciagura ci impone di adottare nuove misure rispetto al passato”, ha detto: “Dobbiamo allestire una banca dati, a livello centrale, che possa acquisire tutte le informazioni riguardanti lo stato e la manutenzione di tutte le nostre infrastrutture. Per ogni infrastruttura dovremo avere certezza dell’intervento di manutenzione da ultimo adottato e di quelli programmati. Dovremo essere in condizione di poter operare tempestivamente nella segnalazione degli interventi di riammodernamento del nostro patrimonio infrastrutturale, graduandoli secondo un preciso ordine gerarchico di importanza e di urgenza”.
Per la Società invece viene spezzata una lancia da parte del Governatore della Liguria, Giovanni Toti: “Autostrade può chiamare imprese statali. C’è l’esigenza di abbattere e ricostruire il ponte Morandi nel più breve tempo possibile e di farlo in totale sicurezza. Per le norme vigenti questo spetta a Autostrade che dovrà provvedere con celerità, accollandosene ovviamente tutte le spese”. “Per questo abbiamo chiesto alla società concessionaria di presentare alla struttura del Commissario un piano dettagliato – ha spiegato Toti – Ciò avverrà entro questa settimana. Nulla vieta che Autostrade coinvolga e affidi la realizzazione dell’opera, o parti di questa, a società pubbliche di ingegneria e costruzioni, alcune delle quali sono presenze storiche sul territorio genovese. Autorevoli esponenti del Governo lo hanno auspicato e lo auspico anche io, né la società Autostrade lo ha mai escluso”.
Intanto è in corso in procura a Genova una riunione tra il procuratore capo Francesco Cozzi, l’aggiunto Paolo D’Ovidio e i consulenti nominati Malerba e Buratti.

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