giovedì, 20 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

La tenuta dei conti e del governo Conte
Pubblicato il 20-08-2018


Nonostante le rassicurazioni del ministro Tria sulla prossima legge di bilancio, i dati non sono rassicuranti per corrispondere alle promesse elettorali del governo giallo-verde sicchè la diplomatizzazione dei contrasti al momento delle scelte dovrà necessariamente vedere dei vincitori e dei perdenti, con le conseguenze anche politiche che potranno discenderne. Fondamentale sarà la posizione della componente intermedia che sempre più sta emergendo tra le due preminenti della Lega e del M5stelle. Qualche nome non guasta per identificare quella che potrebbe fare da ago della bilancia. A partire dal Presidente Conte a Tria a Moavero, allo stesso Savona col suo piano imperniato sugli investimenti, specie infrastrutturali di assoluta urgenza come ha dimostrato la tragedia di Genova, come il terreno più adeguato su cui tentare una mediazione con la UE.

Qualcuno potrà obbiettare che si tratta di vasi di coccio tra i due di ferro,Lega e M5stelle ma non tiene in debito conto che il punto di coesione della terza forza è di essere quirinalizia,strettamente legata al ruolo di garanzia di Mattarella, esercitato con assoluta fermezza nei confronti di Savona per avere ammesso di poter ricorrere ad un piano B, quello dell’uscita dall’euro di fatto destabilizzante per l’intera zona Euro. Questa terza forza, pressocchè senza numeri in Parlamento, si giova di punti di riferimento internazionali: dal termometro dello spread a quello delle associazioni di rating che in autunno si pronunceranno sulla salute dei conti pubblici in Italia e non ultimi i battiti di colpo dei mercati sulla capacità di mantenere almeno per un decennio gli impegni assunti per onorare i prestiti ricevuti. Si tratta di far fronte a vere e proprie scosse di assestamento del bilancio dello Stato messo in sicurezza da scelte destabilizzanti se sommate fuori da un quadro interno ed internazionale di compatibilità.

Di fronte a questa dinamica che rischia di vanificare gli sforzi già compiuti nella scorsa legislatura e di tornare indietro come al gioco dell’oca,i movimenti sussultori nella maggioranza, che suscitano sconcerto negli stessi elettori che l’hanno legittimata, risultano aggravati per la mancanza dell’unità e della autorevolezza di un’opposizione che vada al là della correzione di bozze dell’azione governativa e disegni una proposta alternativa sia nei contenuti che nel sostegno parlamentare facendo esplodere le contraddizioni nei gruppi di maggioranza. Un cuneo è possibile aprire in questa direzione piuttosto che arroccarsi sull’eredità passata con l’auspicio implicito che vadano a sbattere così si vedranno che hanno avuto torto gli elettori ad accordare la loro fiducia a degli incompetenti improvvisatori. Ammesso che questo dovesse accadere magra consolazione per chi erediterebbe un Paese ancor più prostrato di quello lasciato. Di qui nasce l’obbligo morale prima che politico di mettere le basi di una maggioranza alternativa per impedire che il Paese vada alla deriva.

 

 

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