venerdì, 19 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Le merci pericolose sono mine vaganti
Pubblicato il 07-08-2018


Nel giorno della Trasfigurazione del Nostro Signore, alle ore 13,45 un’autocisterna carica di gpl, all’altezza di Borgo Panigale di Bologna, ha tamponato un tir, che finisce contro una bisarca ferma in coda. Dopo pochi minuti l’autocisterna esplode e provoca l’inferno sull’A14. In effetti tragedie del genere ci costringono a capire meglio i lati oscuri che politica e istituzioni traducono in dibattiti estenuanti, che non seguono mai le esigenze della società. I precedenti incidenti sono ancora raccapriccianti: a gennaio, in A21, un camion piomba su una Kia con dentro 5 persone, tutte morte con l’autista del tir. Spinta sotto un’autocisterna di gasolio, la Kia esplode. In provincia di Terni, sull’A1, nel luglio 2016, una Fiat Punto alimentata a metano viene tamponata da un tir. Nell’impatto la vettura prende fuoco: tre le vittime. L’apocalisse di Bologna di lunedì 6 agosto 2018, nel bilancio di fine giornata conta un morto, cento feriti e tra questi, ustionati, i primi esponenti delle forze dell’ordine che erano accorsi per prestare soccorso. L’autocisterna, guidata da Andrea Anzolin,42 anni, di Agugliara (Vicenza) che lavorava per un’Impresa di Lonigo, si scaglia a tergo di una bisarca carica di auto, preceduta da un camion che si scoprirà poi essere carico di solventi. L’Anzolin ha centrato in pieno la colonna quasi ferma per traffico intenso. Mentre i mezzi investiti si accartocciavano è partita una prima esplosione con vampate di fuoco. Il carico di solventi è bruciato subito. Di lì a poco subentra l’esplosione del gpl che, detonando, provoca lo smembramento dell’autocisterna che si è aperta a metà con crollo parziale del tratto autostradale.

Il muro di fuoco, con temperatura attorno ai 1000 gradi Celsius, fà crollare il ponte dell’A14, saltano in aria le auto del vicinato, rendono inagibili le case di prossimità e causano decine di sfollati. Le ripercussioni gravi sulla viabilità mostrano uno scenario di guerra che difficilmente potrà essere ripristinato in poco tempo. Lo schianto ha fatto il giro del mondo sui siti giornalistici, dalla Bbc a El Pais, al francese Le Monde. Il disastro richiama l’assioma per prevenire tragedie del genere. Le merci pericolose sono mine vaganti. Le regole di prevenzione non danno sicurezza. La vigente normativa mondiale ADR è una norma internazionale osservata da tutta la filiera, dallo speditore al caricatore, all’imballatore fino al ricevente destinatario. Il problema fondamentale della tracciabilità del trasporto di materie esplosive, gas, materie liquide infiammabili, materie comburenti, materie tossiche, materie radioattive, materie corrosive ed altre materie pericolose richiederebbero il supporto tecnologico per radiolocalizzare la flotta da una sala operativa e far viaggiare i mezzi di notte.

Manfredi Villani

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Commenti all'articolo
  1. Viaggiare di note, ok.
    Però fu di notte la strage di Viareggio il 29.6.2009, quando un treno deragliò in piena città e il gas bruciò un quartiere, con trentadue morti e tantissimi feriti.

  2. Caro amico e compagno Moreno Bucci,condivido il tuo commento del 02/02/2017 sulla strage di Viareggio del 2009.Certamente quello non fu soltanto uno “spiacevole episodio”.La sicurezza intrinseca del trasporto merci per ferrovia non può paragonarsi al caos del trasporto stradale su tir,furgoni,autocisterne.Le percorrenze su strade dei trasporti eccezionali di merci pericolose richiedono sempre tracciabilità e scorta.Manfredi Villani.

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