lunedì, 20 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Legge di bilancio, una manovra azzardata
Pubblicato il 06-08-2018


ministero-economia-1Il premier Giuseppe Conte ha riunito i principali ministri del governo a Palazzo Chigi per avviare il cantiere della legge di Bilancio, mentre le vendite sui titoli di Stato italiani hanno portato lo spread con la Germania fino a toccare i 270 punti base.

Nel pomeriggio, il responsabile dell’Economia Giovanni Tria, si è detto soddisfatto dell’esito del lavoro, spiegando che gli obiettivi di bilancio sono compatibili con l’avvio di flat tax e reddito di cittadinanza, cavalli di battaglia di Lega e M5S. La dichiarazione del ministro Tria è stata in controtendenza a quanto ha dichiarato fino a pochi giorni fa nonostante la congiuntura manifesta segnali in rallentamento.

Il presidente del Consiglio, in una nota diffusa dopo la riunione, ha detto: “Oggi abbiamo deciso la programmazione economico-finanziaria che presenteremo nel prossimo mese di settembre”.

Al vertice hanno partecipato il sottosegretario alla presidenza del consiglio Giancarlo Giorgetti (Lega), il vicepremier Luigi Di Maio (M5s), i ministri dell’Economia Giovanni Tria, degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, per gli Affari europei Paolo Savona ed Elisabetta Trenta.

Il leader della Lega Matteo Salvini, vicepremier e ministro dell’Interno, era assente perché impegnato a Milano Marittima.

Conte ha spiegato: “Abbiamo operato una ricognizione dei vari progetti di riforma che consentiranno all’Italia di avviare un più robusto e stabile processo di crescita economica e di sviluppo sociale, rendendosi più competitiva sul mercato globale. Abbiamo esaminato i mutamenti del quadro macro-economico e le condizioni del bilancio a legislazione invariata”.

Ieri, in Borsa, la mattinata è iniziata male per i titoli italiani. Alcuni trader e analisti hanno spiegato il rialzo dei rendimenti in atto già da ieri con il perdurare dei timori sulla tenuta del governo e del bilancio pubblico.

Dal picco di 270 punti, il differenziale di rendimento tra Btp e Bund decennali è sceso a quota 251, comunque sopra i 246 di ieri. Il tasso sul benchmark a 10 anni è al 2%.

Christoph Rieger di Commerzbank ha commentato: “Il timore è che Tria sia costretto alle dimissioni, evento che porterebbe alla fine del governo, a nuove elezioni e ad un ulteriore rafforzamento della Lega. L’alternativa, sempre sgradita al mercato, è che il governo vari un bilancio in contrasto con le norme europee e apra un conflitto con la Commissione”.

Salvini, intervistato da Sky, escludendo scenari di crisi, ha detto: “La legge di Bilancio conterrà primi passi su Flat tax, smontaggio della legge Fornero e stralcio delle cartelle esattoriali. Abbiamo un’economia salda. Tanti investitori esteri non vedono l’ora di investire da noi”.

Tria ha confermato in Parlamento l’intenzione di aumentare il deficit del 2019, visto nel Def di aprile allo 0,8% del Pil in termini tendenziali, senza rivedere in peggio il saldo strutturale, calcolato al netto del ciclo e delle una tantum. Il mese scorso, due fonti vicine alla situazione hanno riferito a Reuters che il governo potrebbe alzare il deficit/Pil 2019 all’1,3 o all’1,4%. Ma nella maggioranza e nel governo c’è anche chi spinge per obiettivi più ambiziosi.

Savona ha proposto di negoziare con l’Europa margini in bilancio sufficienti a finanziare 50 miliardi di investimenti pubblici.

Il quadro è reso incerto anche dalla congiuntura economica meno favorevole del previsto. Il Pil nel secondo trimestre è cresciuto di 0,2 punti percentuali in termini congiunturali dopo il +0,3% del primo. Ed Istat ha avvertito che prosegue l’attuale fase di contenimento dei ritmi di crescita economica.

Il Def stima un Pil a +1,5 nel 2018 e a +1,4 nel 2019, contro rispettivamente l’1,2 e l’1% indicati dal Fondo monetario internazionale il 16 luglio. Il governo aggiornerà il quadro macro e obiettivi di bilancio a fine settembre. La manovra sarà presentata al Parlamento e Commissione europea nel mese di ottobre.

Dunque, nella prossima finanziaria verrebbero inserite, nonostante le frenate fatte dal Tesoro, nei giorni scorsi, anche la flat tax e il reddito di cittadinanza, i due cavalli di battaglia dei gruppi di maggioranza del governo guidati da Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Più avanti si vedrà se questo accordo, che vede la Lega e il Movimento 5 Stelle su posizioni sensibilmente diverse, riuscirà a tenere nonostante le pressioni dell’Unione europea, le esigenze di bilancio e le incursioni in parlamento.

Ieri pomeriggio, è durato in tutto un paio d’ore l’incontro sulla manovra economica che dovrà essere presentata in autunno, e dopo il ritorno dalle ferie estive sarà il principale scontro politico.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, subito dopo le parole di Tria, ha twittato: “L’Italia sta morendo di tasse. Nella prossima manovra economica parte la rivoluzione fiscale. A qualcuno all’estero non PIACERÀ? Pazienza, non ci faremo fermare da qualche rimbrotto”.

In un video pubblicato su Facebook, Matteo Salvini ha anche detto: “Non mi interessa se qualcuno all’estero dice che non si può fare, si dovrà fare. Questo è il governo del cambiamento: non ha paura di due rimbrotti e minacce che arrivano da qualche parte”. Poi ha elencato le priorità: “Riduzione delle tasse, revisione della Fornero, stralcio delle cartelle fiscali di Equitalia e pagamento dei debiti della pubblica amministrazione nei confronti dei privati”.

Il deputato di Forza Italia, Renato Brunetta, in una nota, ha dichiarato: “Il vertice tra rappresentanti del governo tenutosi oggi sui contenuti della prossima legge di bilancio non ha per nulla risposto alle domande che il mondo politico e i mercati avevano posto all’esecutivo guidato da Giovanni Conte. Stando ai comunicati rilasciati a margine dell’incontro, sembrerebbe essere prevalsa la linea anti-europeista dei vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, che prevede l’introduzione, già nella prossima manovra, del reddito di cittadinanza, della flat tax e l’abolizione della legge Fornero, da finanziare attraverso un maxi ricorso al deficit pubblico. Sembra quindi che il governo intenda procedere nella sua azione di sfida aperta alla commissione europea, alla quale chiede di sforare i parametri europei di finanza pubblica, incurante del monito del ministro dell’Economia Giovanni Tria, il quale ha detto apertamente che i soldi per finanziare il faraonico programma economico giallo-verde non ci sono per nulla. Questo atteggiamento non farà altro che spargere ulteriore benzina sul fuoco dei mercati finanziari, che si attendevano parole ben diverse, di rassicurazione sui conti pubblici che, però, non sono arrivate. Non ci resta, a questo punto, che aspettarci un altro round di svendite dei nostri titoli di Stato”.

Intanto, anche quest’anno ad agosto sarà sospeso l’invio delle cartelle e delle comunicazioni fiscali ad agosto. Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ha detto: “Nell’ottica di una sempre maggiore attenzione verso i cittadini, l’amministrazione finanziaria ha deciso di sospendere ad agosto l’invio di oltre un milione di atti. È un segno di riguardo nei confronti dei contribuenti, con l’obiettivo di ridurre al minimo eventuali disagi in un periodo particolare dell’anno. Saranno invece comunque avviati gli atti cosiddetti inderogabili. L’amministrazione non sospende ovviamente la sua attività interna ma si muove in una logica di buon senso e di semplificazione dei rapporti con famiglie, imprese e professionisti”.

Per realizzare il programma, il governo giallo-verde, dunque, avrebbe trovato i 50 miliardi necessari seguendo il percorso indicato da Savona. Così il ministro dell’Economia Giovanni Tria avrebbe dato il via libera. Non sappiamo se la Commissione dell’UE ha dato il via libera alla richiesta del governo Conte che ha delineato la nuova legge di bilancio. Inoltre, sulle prospettive congiunturali influirà l’effetto dei dazi, ma anche la cessazione del Qe della Banca Centrale Europea. Già si stanno manifestando i primi segnali di rallentamento sull’economia europea ed anche su quella italiana.

In sintesi, nella migliore delle ipotesi, è una manovra molto azzardata, che si appresterebbe a varare il governo giallo-verde. Va ricordato, inoltre, che per ogni rialzo dello spread pari a cento punti base (cioè 1%), gli italiani pagheranno un costo aggiuntivo di 18 miliardi per interessi sul debito pubblico.

Salvatore Rondello

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