giovedì, 13 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

L’Europa che pensa al futuro
Pubblicato il 03-08-2018


Pochi mesi e ci saranno le elezioni europee. La vulgata la conosciamo… “l’Europa non esiste”, “la UE è un colabrodo in mano alle banche” , “riprendiamoci la sovranità” etc. etc. etc. Invece è tempo di sostenere a alta voce l’importanza delle Istituzioni europee! Per farlo occorre conoscere come funzionano il Parlamento Europeo, la Commissione, e cosa effettivamente producono. Per farlo basta semplicemente cliccare sul web (cosa che pare essere una delle poche cose che tutti riescono a compiere senza problemi) e trovare i siti che portano fin dentro le stanze e i cassetti della UE…una volta effettuato il login si scoprono tante cose…e si conosce anche “l’agenda” delle sedute del Parlamento, i verbali e anche i documenti su cui la Commissione sta lavorando. E allora è tempo di dire che davvero “l’Europa c’è”!.

La Commissione Europea è al lavoro (dal 2015) sul delicatissimo tema della regolamentazione di un sistema di previdenza integrativa di carattere transnazionale e paneuropeo.

Con il PEPP (Prodotto Pensionistico individuale Paneuropeo) entriamo nel vivo di uno dei “needing” che sono più avvertiti dalle nuove generazioni che vedono un futuro sempre più evanescente e istituzioni lontane dai loro bisogni.

Ma finalmente si può segnalare a testa alta che la UE è invece vicina e attiva più di quanto ci si possa immaginare. E, smentendo tutte le fake che rindondano sui social e nei bar, possiamo dimostrarlo.

Perché il PEPP?
Il documento che presentiamo è frutto di un’impostazione di carattere liberale e di una sinergia con le anime più avanzate dl gruppo ALDE e S&D (sinergia che bisogna implementare) . In pratica si afferma che dopo l’esplosione della più grande crisi economica dal 1929 a oggi la qualità del tenore di vita della classe media (e non solo) si è notevolmente ridotta. Assicurarsi un futuro decente è diventato il bisogno profondo più urgente da affrontare. Chi vuole risparmiare di più per la pensione deve poter contare su una maggiore scelta di prodotti previdenziali individuali adeguati e fondati su investimenti sui mercati dei capitali. Un’ulteriore sfida di politica pubblica è la necessità di assicurare a lungo termine redditi da pensione sufficienti combinando pensioni pubbliche, pensioni aziendali e professionali e pensioni individuali.

La frammentazione del mercato impedisce ai fornitori di pensioni individuali di massimizzare la diversificazione del rischio, l’innovazione e le economie di scala, il che limita la scelta e l’attrattiva e fa aumentare i costi per quanti risparmiano a fini pensionistici. Inoltre, alcuni dei prodotti pensionistici individuali presentano carenze e la loro disponibilità e portabilità TRANSFRONTALIERA sono limitate, mentre è quasi inesistente l’attività transfrontaliera di fornitori e risparmiatori.

Cos’è il PEPP?
Un’iniziativa della UE sulle pensioni individuali potrebbe perciò integrare le attuali norme divergenti a livello nazionale e dell’UE creando un quadro PANEUROPEO per le pensioni (ovviamente per chi desidera avvalersi di questa opzione di risparmio supplementare).

Tale iniziativa (che non sostituirà gli schemi per ora esistenti nazionallmente) introdurrà un nuovo quadro per il risparmio volontario garantendo un’adeguata tutela dei consumatori per quanto riguarda le caratteristiche essenziali del prodotto. Inoltre incoraggerà i fornitori a investire in modo sostenibile nell’economia reale nel lungo periodo in linea con le obbligazioni a lungo termine del prodotto pensionistico paneuropeo (il PEPP, appunto).

La proposta intende creare un marchio di qualità per i prodotti pensionistici individuali europei e può, inoltre, contribuire alla creazione di un mercato unico delle pensioni individuali e promuovere la concorrenza fra fornitori a vantaggio dei consumatori.

Il testo di ben novanta pagine è un ottimo esempio di concretezza e offre una cornice in cui intervenire con strumenti adeguati alle sfide della contemporaneità.

Le paure non vanno agitate per strumentalizzare i cittadini. Se ci sono problemi (che ci sono e che sempre ci saranno) che si sappia che esistono soluzioni. Soluzioni magari non sufficienti e ancora da mettere a fuoco. E esistono istituzioni che vanno migliorate e rinnovate per renderle più vicine di quanto possano apparire. A noi e alle nuove generazioni serve più Europa.

Massimo Ricciuti

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Commenti all'articolo
  1. Nonostante le continue rassicurazioni in proposito, l’impressione di molti sembra essere quella secondo cui i fermi sostenitori dell’Unione Europea – che si dicono purtuttavia consapevoli e convinti della necessità di qualche sostanziale cambiamento nelle sue iniziative ed azioni – si rivelano poi non in grado di concepire e portare a compimento un tale proposito e disegno .

    Può essere una errata impressione di “quei molti” ma sarebbe comunque sbagliato non tenerne conto – perché genera un sentimento di sfiducia verso le Istituzioni europee, alimentando nel contempo il cosiddetto sovranismo – e il miglio modo per smentirla resta pertanto quello di dimostrare che c’è invece la capacità di imprimere all’Europa una “svolta” chiara e ben riconoscibile .

    Per chi si oppone al “sovranismo”, il tempo che ci separa dalle elezioni europee andrebbe pertanto speso, a mio avviso almeno, non tanto a “dire che davvero l’Europa c’è”, e a sostenerne ad alta voce l’importanza, bensì a dimostrarlo coi fatti, ossia attraverso le misure adottate, perché, diversamente, non ci si potrà poi lamentare se il voto andrà alle forze definite, poco benevolmente, come “nazionaliste”.

    Paolo B. 04.08.2018

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