venerdì, 17 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

L’ossimoro a Cinque stelle
Pubblicato il 11-08-2018


Hanno inventato, a proposito di vaccini, uno slogan che é tutto un programma: l’obbligo flessibile. Come possa essere flessibile e non obbligatorio un obbligo é questione che neppure i bizantinismi morotei riuscirebbero a spiegare. Le convergenze parallele, termine peraltro coniato da Eugenio Scalfari sull’Espresso del 1960 a seguito del voto congiunto, ma parallelo, di Psi e Pdium al governo Fanfani dopo l’esperienza tragica di Tambroni, sono robe da neofiti e un senso ce l’avevano, L’obbligo non obbligatorio significa solo che si stabilisce che l’obbligo non c’è. Ossimoro per ossimoro Di Maio a proposito di Marcinelle ha poi commentato che per evitare stragi come quella belga bisogna che l’emigrazione non ci sia. Ottimo. Se l’emigrazione non ci fosse stata, gli italiani non sarebbero andati in miniera e non sarebbero morti. Magnifica intuizione. Un mio parente, morto in guerra, ad esempio, se non ci fosse stata la guerra non sarebbe morto in guerra. E quel povero camionista che trasportava gas a Bologna se avesse trasportato cioccolatini forse sarebbe ancora vivo. Pensa ad Amatrice oggi come sarebbe senza il terremoto. E soprattutto dove sarebbe Di Maio oggi senza il movimento Cinque stelle…

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Commenti all'articolo
  1. E’ normale, e anche opportuno, che un esponente dell’opposizione cerchi di evidenziare le contraddizioni della maggioranza, delle quali gli ossimori sono per così dire un’iperbole, ma mentre le “convergenze parallele” furono all’epoca considerate da molti una locuzione “raffinata”, per rappresentare una particolare fase politica – motivando nel contempo le soluzioni allora adottate – tanto da far dire che “un senso ce lo avevano”, altri ossimori non sembrano meritare la stessa “indulgenza”, come a dire che siamo tutti uguali ma qualcuno lo è più degli altri (secondo lo spirito che tradizionalmente riconosciamo ne “La fattoria degli animali”).

    Paolo B. 14.08.2018

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