giovedì, 20 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

MINACCE E STALLO
Pubblicato il 24-08-2018


diciottiPresidio-720x491Sono giorni di stallo in cui l’Italia continua a perdere credibilità agli occhi del mondo, ieri il segretario del Psi, Riccardo Nencini ha affermato: “Quel che preoccupa di più è l’inerzia del presidente del Consiglio. Il ministro dell’interno viola palesemente la legge tenendo bloccata la nave italiana Diciotti e da Palazzo Chigi rimbomba un silenzio terrificante”. Riccardo Nencini sottolinea: “Craxi impose al Presidente degli Stati Uniti il rispetto del diritto internazionale. Basterebbe un filo di quel coraggio, e di quella autonomia, per restituire onore all’Italia”.
Intanto è alta tensione sulla Nave Diciotti, ancora ferma al Porto di Catania con i migranti a bordo, alcuni di loro stamattina hanno iniziato lo sciopero della fame, mentre la Cgil ha chiesto di mandare i medici a bordo, ma la richiesta è stata respinta. “Immigrati della Diciotti in sciopero della fame? Facciano come credono – ribatte però il ministro degli Interni Matteo Salvini – In Italia vivono 5 milioni di persone in povertà assoluta (1,2 milioni di bambini) che lo sciopero della fame lo fanno tutti i giorni, nel silenzio di buonisti, giornalisti e compagni vari”.
Nel frattempo, secondo quanto riportato dal Guardina, i magistrati della Procura di Agrigento sono intenzionati a raggiungere il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, a Roma, per interrogarlo a proposito della presunta detenzione illegale di migranti a bordo della nave della Guardia Costiera. Al momento, però, la procura di Agrigento non conferma la ricostruzione e fonti del Viminale hanno smentito la notizia, precisando che non sono in programma interrogatori del ministro.
A difendere Salvini, l’altro vicepremier Luigi Di Maio, accusando l’Ue: “L’Europa nasce intorno a principi come la solidarietà, se non è in grado di ridistribuire 170 persone allora ha un serio problema”, ha detto ospite di Agorà. Parole pronunciate mentre a Bruxelles stava per prendere il via la riunione degli sherpa sulla questione migranti. Un vertice finito, ancora una volta, con un nulla di fatto. Di Maio ha confermato il possibile taglio dei 20 miliardi di contributi all’Unione: “Non vogliamo essere presi in giro. Diamo 20 miliardi ogni anno all’Ue e ce ne rientrano poco più di 10. Vogliamo anche contribuire al bilancio, ma se c’è un progetto, una volontà di aiutarci in maniera reciproca. Altrimenti io con 20 miliardi altro che quota 100 per superare la Fornero, faccio quota 90 o 80…”.
Ma da Rimini, dove è in corso il meeting di Comunione e Liberazione, interviene il ministro degli Esteri Enzo Moavero che stronca la minaccia di Di Maio all’Ue: “Versare i contributi è un dovere legale. Ci confronteremo su questo e altre questioni”. Tuttavia il ministro resta vicino alle posizioni del Governo. “Sono convinto – ha sottolineato Moavero – che per gestire i flussi migratori occorra spostare l’attenzione dalla foce (gli sbarchi) alla sorgente, vale a dire ai paesi d’origine. Qui l’Unione deve investire, e tanto, per portare pace e democrazia, nonché per migliorare le condizioni socio-economiche ed eliminare le cause che inducono a lasciare la propria terra natale”. Per quanto riguarda invece i paesi “è indispensabile un’azione Ue, a fianco delle agenzie Onu, per assistere i migranti lungo i drammatici esodi verso il nostro continente e ove possibile, aiutarli a rientrare”.
Dall’Europa non gradiscono i toni. “Le minacce non aiutano a trovare le soluzioni”, dicono i portavoce della Commissione Europea al briefing di mezzogiorno rispondendo alle domande dei giornalisti sul caso Diciotti, mentre è in corso a Bruxelles la riunione fra gli sherpa di 12 paesi, fra cui l’Italia, per trovare una soluzione durevole alla questione degli sbarchi dei migranti. “La commissione lavora intensamente per trovare una soluzione per la Diciotti” – hanno detto i portavoce – “in Europa le minacce non servono a niente, l’unico modo di risolvere questioni in Europa è lavorare insieme in maniera costruttiva. Sono gli stati membri che devono trovare una soluzione e la commissione li aiuta a trovare un terreno comune. Lo facciamo sempre e anche in questo caso concreto”.
Il presidente del Consiglio interviene su Fb subito dopo la fumata nera nella riunione europea sull’immigrazione: “L’Italia è costretta a prendere atto che l’Europa oggi ha perso una buona occasione: in materia di immigrazione non è riuscita a battere un colpo”. E ancora: “È noto a tutti che l’Italia sta gestendo da giorni, con la nave Diciotti, una emergenza dai risvolti molto complessi e delicati. Ancora una volta misuriamo la discrasia, che trascolora in ipocrisia, tra parole e fatti”. Quindi avverte: “L’Italia ne trarrà le conseguenze”.
Intanto le bandiere rosse del sindacato sventolano al porto di Catania. La Cgil manifesta solidarietà ai migranti della Diciotti con un sit-in. “Più passano le ore e più mi convinco che questa vicenda sia un’arma di distrazione di massa, sulla pelle dei migranti. Non c’è nessuna invasione, viene agitata perché il governo, e Salvini in primo luogo, sa che è meglio parlare di questo che dei veri problemi del Paese: dal lavoro alla fuga dei capitali”, dice Alfio Mannino, organizzatore della protesta.

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