giovedì, 20 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

NEL LIMBO
Pubblicato il 22-08-2018


Diciotti-a-Catania.jpg_997313609Stallo completo per la nave della Guardia costiera «Ubaldo Diciotti». La nave è ormeggiata a Catania con a bordo 177 dei 190 migranti soccorsi a Ferragosto dalla Guardia costiera italiana. I migranti e il personale di bordo, però, non possono scendere dalla nave. A quanto si apprende da fonti del Viminale, non ci sarebbe da attendersi novità nemmeno nelle prossime ore: la decisione resta quella di negare lo sbarco. “O l’Europa inizia a fare sul serio ricollocando gli immigrati – ribadisce via Twitter il ministro Salvini – oppure inizieremo a riportarli nei porti da dove sono partiti”.
“Io ho dato l’ok a fare entrare nel porto di Catania la nave della Guardia costiera ma sono d’accordissimo con Salvini ad aspettare” un segnale dell’Europa “perché monitoriamo costantemente lo stato di salute dei passeggeri e dell’equipaggio sulla Diciotti che hanno viveri, i medici, hanno costante controllo”, ha fatto sapere il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, allineandosi alle direttive del ministro degli Interni, soprattutto sulla responsabilità de La Valletta. “Malta che doveva intervenire non l’ha fatto – ha sostenuto Toninelli – era mare maltese e siamo intervenuti noi, quindi l’Italia ancora una volta ha salvato vite umane ma non possiamo gestire da soli i flussi migratori”. Ma oggi il Governo di Malta ha risposto all’Italia, affermando di aver “sempre partecipato ai meccanismi di solidarietà” e rimarcando di essere stato “il primo Stato membro dell’Ue a rispettare i propri impegni riguardo al meccanismo di solidarietà della Commissione europea verso Italia e Grecia”.
Salvini intanto continua il suo pressing su Bruxelles e alla fine è arrivata una prima risposta dalla Commissione Ue: “Gli sforzi per trovare una soluzione che consenta lo sbarco e la ridistribuzione dei migranti presenti a bordo della Diciotti sono in corso”, ha riferito un portavoce della Commissione europea, Alexander Winterstein. L’esecutivo comunitario lavora per “trovare una soluzione per questa questione concreta”, ha spiegato.
Ma la situazione resta di profondo “imbarazzo” per una nave della Guardia costiera che si vede negare i porti dal governo del suo Paese, tanto che è intervenuto sulla questione il luogotenente Antonello Ciavarelli, delegato Cocer della Guardia Costiera italiana. “Ci sono tanti colleghi – dice Ciavarelli – che in questi giorni mi stanno scrivendo per esprimere disagio – ha detto – Sui social ci stanno attaccando: attaccano la Guardia costiera, ci sono richieste al governo di destituire il comandante generale, l’ammiraglio Giovanni Pettorino. Paragonano la nave Diciotti a quella di una Ong, il nostro operato a quello degli scafisti. Sono attacchi ingiusti…”, ha detto il militare, che ha poi definito “incomprensibile” e “imbarazzante” la scelta del governo di tenere l’imbarcazione della Guardia Costiera al largo di Lampedusa per giorni: “La nave Diciotti è una nave militare dello Stato italiano e le viene impedito di ormeggiare in un porto italiano! Noi militari ovviamente obbediamo al governo, però ci aspettiamo anche una politica più risoluta nel dare disposizioni!”.
Ma contro il pugno fermo dell’Esecutivo anche un appello dei magistrati. L’Associazione dei Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia (AIMMF) in un comunicato ricorda che “gli obblighi internazionali assunti dall’Italia richiedono che la condizione dei soggetti vulnerabili” – i minori, i minori non accompagnati, i genitori singoli con figli minori – “debba essere tenuta in particolare considerazione”e per questa ragione “le misure di accoglienza debbono essere adottate senza ritardo”, “tenuto conto delle vicende dolorose e spesso traumatiche che li hanno già segnati”. I minori presenti sulla nave sono già in Italia, per questo non possono essere espulsi – continua il comunicato – e “l’autorità di pubblica sicurezza è tenuta a dare notizia subito al Tribunale per i minorenni perché possa essere nominato loro un tutore”. Insomma, per legge italiana e per gli obblighi internazionali che l’Italia ha, i minori e i soggetti vulnerabili devono “sbarcare immediatamente perché sia possibile l’apertura di procedimenti giudiziali a loro tutela e l’inserimento in strutture di accoglienza adeguate”.

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