mercoledì, 15 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Nicola Comparato:
Quella diga sul Baganza
Pubblicato il 08-08-2018


La cassa d’espansione sul torrente Baganza, in provincia di Parma,  è un  progetto voluto dall’ AIPO, l’ Agenzia Interregionale per il fiume Po. Questa costruzione,  la diga artificiale che molti amano definire EcoMostro, sta dividendo le persone tra favorevoli e contrari. La cassa, dalle dimensioni di 16 metri di altezza, con una lunghezza di 1,3 km e una capienza di 4,7 milioni di metri cubi d’acqua , pensata per prevenire le alluvioni , in realtà può provocare seri danni all’ ambiente , procurando forti disagi alle persone . In più , secondo il parere di molti , questa mega costruzione , dal costo di 55 milioni di euro non garantisce massima sicurezza alla località parmense di Colorno . A detta di alcuni cittadini , il ponte di Colorno è di dimensioni ristrette , ragion per cui l’acqua potrebbe fuoriuscire inondando il paese abitato . A conti fatti , la cassa può portare vantaggi solo alla città di Parma , penalizzando i cittadini e i comuni di Felino e Sala Baganza . Tra gli abitanti c’è comunque chi si dice favorevole al progetto senza considerare le gravi conseguenze che comporta tutto ciò . Nella frazione di Casale di Felino , paese dove sorgerà la cassa , c’è molta preoccupazione riguardo all’impatto ambientale e paesaggistico del progetto . Nessuno dei residenti vuole dire Addio al paesaggio che da sempre li accompagna , per colpa di un muro di 16 metri che si eleva dinanzi alle loro case . Per questo i cittadini hanno proposto come soluzione , la costruzione della diga di Armorano , sopra Calestano . Un’ altra valida opzione potrebbe essere la costruzione di tre casse più piccole , minor spesa e maggiore tutela ambientale . Altre località a rischio , oltre a quelle già citate sono Berceto e Terenzo . Sulla cassa d’espansione si è espressa anche la Dottoressa Rosina Trombi , storica Socialista ed ex vicesindaco del comune di Felino :
” Il PSI di Pedemontana ha espresso la sua posizione in un ordine del giorno posto al Consiglio dell’Unione da Manuel Magnani , consigliere del PSI a Collecchio … in sostanza a tutti sta a cuore la tutela di Parma e Colorno ma nello stesso tempo vorremmo la tutela delle popolazioni a monte della cassa …. Quando nel 2011 si è votato il protocollo tra i vari comuni interessati non vi era l’ipotesi di un’opera così mastodontica, impattante sull’ambiente e sull’abitato a monte…. Nel progetto presentato nel marzo 2017 a Felino si è constatato il costo esorbitante ma non sono state previste tutele lungo tutto l’asse che con l’alluvione dell’ottobre 2014 si sono rese evidentemente necessarie per la tutela del territorio e delle industrie di Felino, Sala Baganza, Calestano e Collecchio…. La preoccupazione a Felino è inoltre legata alla gestione della cantieristica e realizzazione dell’opera relativamente ai disagi alla viabilità e all’ambiente dove sorge l’abitato di Casale…. Speriamo che la recente costituzione del Patto di fiume possa prendere in considerazione e rispondere alle preoccupazioni di cui sopra. ”
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