giovedì, 20 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Psf, con dimissioni Hulot cade maschera di Macron
Pubblicato il 29-08-2018


Il più popolare dei ministri del governo francese, Nicolas Hulot, responsabile dell’Ambiente, si è dimesso ieri a sorpresa, con questo assestando un duro colpo al presidente Emmanuel Macron e all’immagine ‘ambientalista’ che ha cercato di proiettare al suo mandato sin dal suo arrivo all’Eliseo. Hulot, senza preavvertire né il presidente né il premier Eduard Philippe, ha annunciato le dimissioni in radio, a France Inter: “Ho preso la decisione di lasciare il governo. Non voglio mentire oltre, non voglio mantenere l’illusione che la mia presenza al governo significhi che siamo all’altezza delle sfide” in tema ambientale. Il ministro dimissionario ha elencato una serie di politiche, tra cui la restrizione all’utilizzo di alcuni pesticidi, su cui si sono registrati solo “piccoli passi”. E “questi piccoli passi sono sufficienti? La risposta è no”, ha ammesso l’ex giornalista impegnato sin dagli anni Novanta nelle battaglie sull’ambiente.

Dimissioni del ministro francese dell’ecologia Nicolas Hulot: la posizione del partito socialista francese

nicolas hulotIl partito socialista francese (PSF) ha definito il gesto di Hulot una scelta coraggiosa e denuncia il tradimento, del partito la Rèpublique en marche! che ha abbandonato ogni riferimento al progressismo e all’ecologia. Il PSF aggiunge che le maschere sono cadute una ad una: ecologia, fiscalità, politiche migratorie. La lista degli arbitraggi perduti da l’ex ministro è stata troppo lunga e l’impotenza ad agire insopportabile: il rinvio dell’interdizione del glifosato, l’importazione di 300 000 tonnellate per anno di olio di palma, il rinvio del ribilanciamento del mix energetico, l’applicazione anticipata della CETA e il rifiuto di trasformare in principio costituzionale la difesa dei beni comuni contro le multinazionali; inoltre le scelte a venire sull’energia minacciavano di essere ancora più negative.
Secondo il PSF l’allarme di Nicola Hulot deve essere ascoltato, poiché l’emergenza ecologica esige un nuovo modello di sviluppo che dia priorità a un’economia circolare, a basse emissioni di carbonio, allo sviluppo di energie rinnovabili, alla lotta contro il riscaldamento globale e allo sviluppo di un approccio che leghi le questioni ambientali a quelle sanitarie. Occorre raggiungere una rivoluzione dei modi di produzione.
Il Partito Socialista Francese intende prendere parte a questo dibattito perché il sociale e l’ecologia sono intimamente legati. Sono sempre gli individui, le regioni, i paesi più deboli ad essere le prime vittime, mentre il modello di sviluppo liberistico ha voltato le spalle all’essenziale: la conservazione dell’umanità, la qualità della vita e la salute delle persone.

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