giovedì, 18 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Rai in stallo. Nencini: “Non conoscono la democrazia”
Pubblicato il 02-08-2018


Riforma-Rai

“Sono ancora in attesa di indicazioni dell’azionista e nel frattempo continuerò, nel pieno rispetto di leggi e regolamenti, a coordinare i lavori del cda come consigliere anziano”. Così Marcello Foa, dopo lo stop subito ieri. Dopo la nomina a presidente della Rai, ieri in Commissione di Vigilanza Rai sono mancati i 2/3 dei voti richiesti in Commissione. Hanno votato in 23: 22 i sì (il quorum era 27) 13 del M5s, 7 della Lega e due di Fdi. Non hanno partecipato al voto Pd, Leu e Forza Italia. Una scheda bianca.

La proposta di Foa è comunque respinta al mittente. Marcucci, capogruppo del Pd a Palazzo Madama si dice pronto ad andare dal Capo dello Stato . “Se l’occupazione abusiva di Marcello Foa in Rai continuerà, siamo pronti a chiedere al Capo dello Stato di riceverci. Le prerogative del Parlamento nella effettività della carica di presidente sono chiare, e il governo M5S e Lega le sta stravolgendo. Si deve procedere subito ad una nuova candidatura che passi dal Cda e venga votata dalla Vigilanza”.

Oggi il Cda di è riunto nuovamente, ma non è ancora emerso un nome alternativo per la presidenza. La situazione, dunque, è in completo stallo: il cda non ha al momento indicato un nome alternativo a Foa e di conseguenza la Commissione di Vigilanza, che ha già bocciato il primo candidato, non può procedere a una nuova nomina. Il vertice dell’azienda radiotelevisiva resta di conseguenza “zoppo”.

Quello che balza all’occhio è comunque la sistematica occupazione di poltrone da parte di Lega e 5 Stelle. “Stanno facendo in fretta – commenta il segretario del Psi Riccardo Nencini – in meno di due mesi stanno rinnovando presidenze e amministratori delegati. Sulla Rai però questa cosa si è fermata. Ma la Commissione vigilanza Rai è il Parlamento. El Parlamento che dice no. È inutile insistere su un nome. È il Parlamento, attraverso la Commissione, che ha detto che quel nome non va bene. Ergo deve trovare un nome in grado di raccogliere il consenso dei terzi indicato della legge. Tutto il resto è distonico rispetto alle procedure di democrazie parlamentare”.

Il deputato Pd Michele Anzaldi rincara la dose: “Il cda Rai non sarà legittimamente costituito e in carica finché non sarà nominato un presidente che entri formalmente nelle proprie funzioni attraverso il voto favorevole dei 2/3 della Vigilanza Rai. Quanto alla circostanza che Foa possa comunque presiedere il cda, secondo il diritto e la prassi che in assenza di un presidente e di un vicepresidente un cda sia presieduto dal consigliere anziano, in questo caso non si applica, poiché la commissione di Vigilanza non ha dato il proprio assenso proprio al fatto che il consigliere Foa sia presidente e quindi possa presiedere il consiglio”.

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