giovedì, 20 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scalfari mette il carico da 11 sui ‘dolori’ del Pd
Pubblicato il 30-08-2018


scalfariNon bastava Veltroni a ricordare quante strade interrotte avesse percorso il Centrosinistra in Italia, in particolare quel Pd che mostra più ossa rotte che muscoli. Adesso interviene anche Eugenio Scalfari e lo fa incitando Veltroni invece di invitarlo a una riflessione che vada oltre le continue prese di posizione contro i dem.
“Walter Veltroni ha scritto ieri su questo giornale uno splendido articolo fondato su tre punti capitali: la democrazia, la sinistra italiana, l’Europa”, scrive in un editoriale il fondatore di Repubblica e afferma: “Non è un’intervista quella di Veltroni: è il suo pensiero, gli ostacoli che ha incontrato e di nuovo sta incontrando, il modo per superarli con la memoria di quanto è accaduto e con la volontà di creare un mondo nuovo tenendo presenti i pregi e i difetti di quello antico”. Ancora una volta la proposta è quella di riprendere da capo, dal passato, da come dice lui stesso ‘dall’antico’. Un invito che suona stonato da chi per primo acclamava il leader della rottamazione. Nello stesso tempo mentre ancora si guarda indietro o al massimo si tenta di scaricare le colpe sul capro espiatorio di turno, nessuno si accorge del segretario reggente. Maurizio Martina ha fatto ‘qualcosa di sinistra: è andato in questi giorni all’Ilva, dove la situazione sta superando ogni soglia di criticità tra fondi agli sgoccioli, operai senza certezze e un ministro del Mise che invece di cercare soluzioni crea problemi (si veda il caso della Gara). Una buona opposizione avrebbe fatto le pulci a un Governo che giustamente sposta continuamente l’attenzione su qualche dozzina di disperati in arrivo.
In queste ore però un altro giornalista prova a fare le analisi di una sinistra che sembra perdere continuamente colpi, Enrico Mentana, scrive sul suo account Facebook: “In tutte le fasi di crisi rispunta perentoria la ricetta: “La sinistra torni a fare la sinistra!”, come quando si va a cercare un vecchio vestito perché si dice che possa tornare di moda. Senza pensare che un adulto non può tornare bambino, nell’illusione di poter guardare il mondo con occhi più innocenti. Se la sinistra di governo è stata punita contemporaneamente in tutta Europa in modo tanto brutale la diagnosi è chiara: quel modello di partito e quel riformismo di governo non funzionano, non bastano, e quei gruppi dirigenti ne visualizzano la disfatta. Ogni palliativo, ogni maquillage, ogni ritorno al passato lascia il tempo che trova: ci vuole aria nuova, gente nuova, ma soprattutto idee nuove, e non per concorso”.

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