lunedì, 20 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Scieri, un arresto per il parà morto 19 anni fa
Pubblicato il 02-08-2018


scieri

C’è un arresto per concorso in omicidio nei confronti del 26enne siracusano, parà di leva, trovato morto il 16 agosto di 19 anni fa nella caserma Gamerra di Pisa, centro di addestramento della Folgore. Si tratta di Alessandro Panella, caporale e capocamerata di Cerveteri a cui era stato assegnato Scieri. Panella è anche cittadino americano. Venerdì 3 agosto stava per rientrare negli Stati Uniti con un biglietto di sola andata dopo aver saputo delle indagini che lo riguardavano. Di qui la necessità della Procura di procedere all’arresto per evitare la fuga. Il caso Ammoddio è stato riaperto grazie ai lavori della Commissione di inchiesta parlamentare guidata da Sofia Amoddio.

“Sul caso Emanuele Scieri bisogna arrivare alla verità”, ha detto il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta. “In questo momento il mio primo pensiero va alla famiglia Scieri. Il ministero della Difesa in particolare è a completa disposizione della magistratura, verso la quale nutre piena fiducia, per fare luce sull’episodio“. Diciannove anni da quella morte – che alcuni cercarono di archiviare come un suicidio o incidente – la squadra mobile di Firenze ha ottenuto un risultato che potrebbe fare luce sulla lunga scia di sospetti e fatti poco chiari che, fin dall’inizio, si sono addensati su quella tragedia.

Gli amici e i familiari di Emanuele non hanno mai voluto credere all’ipotesi di una morte accidentale o, tantomeno, voluta dal giovane. E voci sempre più insistenti hanno parlato, a più riprese, del clima di nonnismo e di un “sistema di disciplina fuori controllo” che vigeva nella caserma. Un’ipotesi, questa, che ha preso sempre più corpo durante i lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte del giovane, presieduta dalla parlamentare Sofia Amoddio. “”Quella su Emanuele Scieri – ha spiegato Amoddio, ex deputata Pd – è stata la prima commissione d’inchiesta parlamentare in Italia che ha portato alla riapertura di un caso e poi a un arresto”.

Il sindaco di Siracusa Francesco Italia ha preannunciato intanto che il Comune si costituirà parte civile in un eventuale processo. “I clamorosi sviluppi giudiziari che stiamo apprendendo in queste ore non ci restituiranno Lele, ma renderanno sicuramente giustizia alla sua memoria e saranno di conforto alla sua famiglia e ai tanti amici che non hanno mai creduto alle versioni ufficiali rese finora. Oggi è un giorno migliore – dichiara – come sindaco di Siracusa, a nome dell’intera Giunta comunale, devo ringraziare innanzitutto Sofia Amoddio che insieme alla deputazione cittadina si è impegnata per la costituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sulla vicenda, e che da Presidente della stessa ha portato avanti un lavoro attento e puntuale che ha trovato riscontro nella svolta giudiziaria odierna”.

Emanuele Scieri, dunque, per la procura di Pisa è stato ucciso. E poteva essere salvato: il tempo ci sarebbe stato ma il giovane “è stato lasciato agonizzante a terra”, ha spiegato il procuratore capo Alessandro Crini. Per la procura il parà, 26 anni, una laurea in giurisprudenza prima della leva, è morto perché vittima di violenti atti di nonnismo. Quella sera del 13 agosto 1999, per la procura, Scieri fu prima svestito e poi percosso con pugni e calci. Poi fu costretto a salire su una scala alta 10 metri, utilizzata per l’asciugatura dei paracadute da dove, “in conseguenza degli atti di violenza e minaccia in atto”, precipitò.

Secondo gli inquirenti Panella e gli altri indagati nascosero il corpo di Scieri sotto un tavolo per non farlo notare. Tanto che il parà vennne trovato solo tre giorni dopo, il 16 agosto.

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