giovedì, 18 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Andrea Zirilli:
Droga, criminalizzare il consumo non ha senso
Pubblicato il 03-08-2018


Per poter provare ad ipotizzare delle risposte all’uso non terapeutico di sostanze psicoattive, bisogna analizzare il fenomeno del consumo e quello del traffico secondo due angolazioni differenti: nei confronti del traffico illecito secondo un’ottica repressiva, mentre nei confronti del consumo con una risposta sempre più orientata verso azioni di riduzione del danno. Questo orientamento è finalizzato ad assicurare una tutela di tipo sanitario ai tossicodipendenti e si accompagna necessariamente alla “depenalizzazione” del consumo. Si passa così da una criminalizzazione della figura del consumatore ad una “sanitarizzazione” dello stesso, finalizzando ogni strategia e azione alla tutela della salute pubblica. Anche se purtroppo permane nell’immaginario collettivo l’idea del tossicodipendente come portatore di pericolosità sociale, oggi il consumatore deve essere visto come un soggetto che necessita di cure e supporto, non come un deviato da punire. Va quindi obbligatoriamente distinta la figura del consumatore (che spesso è anche piccolo spacciatore), anello debole del circuito della dipendenza (che necessita di cure e non sanzioni), dalla figura del trafficante.

Andrea Zirilli

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