martedì, 13 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Fausto Carmelo Nigrelli:
150 migranti e la sinistra che non c’è
Pubblicato il 27-08-2018


Questa è una breve, triste cronaca.
Da ieri sera sono ufficialmente orfano. Sono politicamente orfano.
Ieri sera sono andato con mia moglie al porto di Catania dove alle 17 era indetto un presidio antirazzista. Ho fatto un’ora di autostrada e, in ritardo per il traffico nella tangenziale e lungo la strada di accesso alla città, alle 18 ero al varco 4, sul molo di levante, il più lungo dei tre che costituiscono il porto etneo.
All’ingresso dell’area portuale poca gente, poi, man mano che ci avvicinavamo al molo, abbiamo incontrato gruppi sempre più numerosi, festosi, vocianti. Giovani, molti giovani e persone di mezza età, ex sessantottini, direi. Per la maggior parte le due generazioni più rappresentate, ma c’erano nutriti gruppi di ex baby boomer come me, e di figlia della pantera (il movimento studentesco del 90), un po’ più giovani.
Le bandiere. Innanzitutto le bandiere: c’erano quelle di LeU, di Potere al popolo, di Rifondazione, del Partito comunista, dell’USB – numerose –, dei Red militant, di Legambiente – tante -, Emergency – qualcuna -, dell’Unione degli studenti e degli universitari di Link.
E le divise. Non quelle di poliziotti e carabinieri, ma quelle degli scout. Tante, davvero tante. E le t-shirt che sono come le divise: quelle che inneggiavano a Gaza libera e quelle, immancabili, con Che Guevara; quelle con le frasi pacifiste o della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e quelle del gay pride. Ma, per la prima volta, vedevo le t-shirt con le frasi di Papa Francesco, e quelle con le frasi del vangelo e, ancora, quelle del “festival francescano”. Un bel meticciato culturale, esemplare per una società che vuole essere del tutto meticcia, integrante e integrata.
A un certo punto ho realizzato. Ho percepito l’assenza. Nessuna bandiera del Pd, nessuna dei sindacati tradizionali: niente della CGIL, niente della UIL. Mi sono girato a 360 grafi: forse mi erano sfuggite. Non era possibile che la sinistra storica, quella a vocazione maggioritaria, i rappresentanti dei lavoratori, i riformisti non ci fossero. Non c’erano.
Ho incontrato un paio di colleghi, un giovane fotografo, qualche mio studente, un architetto conoscente e ho chiesto se avessero visto qualcuno del Pd, qualche sindacalista, qualche bandiera. «Orlando, c’è stato Leoluca Orlando, ma poi è andato via». «C’è un ex deputato regionale del Pd, mi hanno detto, ma non l’ho riconosciuto». «Era venuto un gruppetto del Pd con una bandiera, ma li hanno fischiati quelli dei centri sociali e se ne sono andati subito». «Si, all’inizio c’era qualche bandiera della CGIL. Avranno timbrato il cartellino».
E io? Sono rimasto, un po’ smarrito, un po’ sentendo un clima analogo a quello delle manifestazioni a Comiso, nel 1982, contro i missili cruise. Solo che allora avevo vent’anni. Anche mia moglie.
Poi ho ascoltato il giovane che dal palco incitava la folla e scandiva slogan e mi sembrava motivato e capace di arringare tutta quella gente. Duemila? Tremila? Tanti? Pochi? Abbastanza.
Però, a un certo punto ha cominciato a dire che «noi manifestanti stasera dormiremo tranquilli, con la coscienza a posto per esserci battuto per i diritti dei migranti mentre le poliziotte e i poliziotti no, perché sono stati servi dell’assassino Salvini» e un gruppo di giovani ha gridato contro i poliziotti: Servi! Servi!
Ancora una volta! Non è possibile! E Pasolini non ha insegnato niente? «io simpatizzavo coi poliziotti», scrisse ai tempi di Valle Giulia. E anche io ieri sera.
La mia sinistra non c’era e questa non è la mia sinistra. E io sono orfano.
Ma questo non è importante. La sinistra che manca, quella afasica, che non prende parte, che ritiene che è sufficiente una comparsata sulla nave con le telecamere d’ordinanza o il tweet o controtweet di buon mattino, la sinistra cioè che ha consegnato l’Italia a Salvini e Di Maio, continua a non stare in mezzo alla gente; continua a non alzare le bandiere che il suo popolo chiede, continua a non rappresentare i valori che ha incarnato e di cui c’è ogni estremo bisogno.
La sinistra che non c’era lascia il palco a chi grida contro i poliziotti – comportamento duale a quello di chi grida contro i migranti. E condanna l’Italia a un nuovo Ventennio.

Fausto Carmelo Nigrelli

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