mercoledì, 21 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Leonardo Scimmi:
La Grosse Koalition tra populismi
Pubblicato il 20-08-2018


Per chi non lo avesse ancora capito c’è il rischio che dopo Genova il PD sparisca.
Che il PD sia visto ed è visto come il rappresentante dello status quo e responsabile di tutto.
Nessuno ricorda Berlusca Bossi o D’Alema. Il tempo oggi assai veloce macina tutti. La colpa politica ricade sul PD. In più occorre dire che l’azzardo di chi riteneva di accoppiare Lega e 5 Stelle in un unico soggetto non funziona, per ora.

In Italia abbiamo una Grosse Koalition tra populismi di destra e populismi di sinistra che di fatto tagliano fuori tutti gli altri ed esprimono il cambiamento.

Quindi coprono tutto verticalmente ed orizzontalmente finché reggono. La situazione è seria. Ciò detto il PSI non ha le forze necessarie, non sa usare facebook, non usa e- mail, è assolutamente autoreferenziale solo perché qualcuno è stato deputato 50 anni fa si sente depositario della scienza, quando 50 anni fa bastava stare in lista per entrare in Parlamento. Oggi ci vogliono preferenze….vere o virtuali. Salvini aveva oltre 200.000 preferenze alle europee.

Quindi resta il PD che dovrebbe trovare una strada. La strada del liberalismo e della modernità e dell’Europa, anche cristiana può aiutare. Il rischio è in primis abbandonare il fianco sinistro. Ma quel fianco pieno di livore rabbia giustizialismo e statalismo, è sinistra? E quel fianco che applaude Di Maio al funerale di genova è recuperabile?

Non credo. Credo sia meglio parlare ai riformisti e liberali del nostro paese, rischiare di essere minoritari oggi per essere utili domani. Oggi dobbiamo portare l’italia in linea coi paesi avanzati dove ci sono infrastrutture moderne mercati avanzati e trasparenti stati sociali funzionanti e sostenibili. Non inseguiamo nessuno, siamo noi stessi, il popolo capirà da che parte va il mondo e saprà accettare sacrifici se sente di essere ben guidato.

Lasciamo passare questa febbre e siamo pronti con risposte chiare e giuste.

 

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Commenti all'articolo
  1. Questo articolo offre, a mio avviso, un qualche spunto di riflessione, a cominciare dal Governo in carica, la cui durata dipende verosimilmente dalla sua capacità nel gestire i problemi che sta incontrando il nostro Paese, e se saprà trovare le giuste risposte al riguardo c’è da supporre che avrà vita piuttosto lunga, e potrebbe altresì cambiare l’italica geografia politica, come oggi la conosciamo.

    E a quel punto diverrebbe di fatto ininfluente che “il PD sparisca”, pur se ciò non esimerebbe comunque i partiti d’opposizione dal tentativo di dar vita ad una entità che possa configurarsi come realistica alternativa di governo, e il discorso vale soprattutto oggi dal momento che siamo ancora in una fase interlocutoria, e di collaudo, quanto a tenuta della coalizione giallo-verde.

    Nel concepire o ipotizzare una tale entità, mi sembra che anche qui si faccia sostanzialmente conto sul PD, seguendo la logica dei numeri, ma a me pare che se dovesse cedere l’Esecutivo giallo-verde vi sia una parte del PD che guarderebbe con favore ad un accordo coi 5-Stelle, il che al momento pare rendere il più grosso partito della sinistra poco sensibile alle proposte dei suoi tradizionali alleati “minori”, ivi compreso il PSI.

    Fossi in quest’ultimo, alla luce delle considerazioni avanti fatte, io punterei piuttosto a caratterizzarmi “con risposte chiare e giuste”, come scrive Leonardo, e di chiaro stampo liberal-riformista, e tali da marcare la distanza da chi è invece incline a “livore, rabbia, giustizialismo e statalismo”, e lo farei proprio nei mesi che ci separano dalle elezioni europee, dove si corre col sistema proporzionale, così da vedere “l’indice di gradimento”, e su quello impostare poi le alleanze di scala nazionale.

    Paolo B. 21.08.2018

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