giovedì, 13 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luciano Masolini:
Nenni va sempre ricordato
Pubblicato il 07-08-2018


Fra i tanti protagonisti che hanno reso bella la storia del socialismo italiano sicuramente un posto centrale spetta pure alla figura di Pietro Nenni, autentico ed indimenticabile leader al quale tengo veramente tanto. Un esempio da tenere sempre ben presente e pure tutto da seguire, e non solo per quel suo bel modo di intendere la politica, ma anche per quei tanti suoi meravigliosi lati umani che ben lo contradistinguevano. Una vita interamente ed intensamente socialista quella del leader romagnolo – a parte un momento repubblicano -, le cui innate socialisteggianti idee maturarono in lui proprio fin da ragazzino. Quelle stesse che lo porteranno poi – quando non aveva ancora trent’anni – ad aderire appunto convintamente al Partito socialista. Partito a cui rimarrà fedele per sempre.

A proposito dei prodromi di questa sua scelta riascoltiamo ciò che rilasciò detto al nostro compianto Giuseppe Tamburrano (nato il 10 agosto del 1929, deceduto lo scorso anno), in quella ormai storica intervista che questi gli fece a fine anni Settanta. Da me già menzionata in altra occasione: “Avevi ventinove anni quando hai preso la tessera del Psi in una sezione del Partito a Parigi dove eri stato inviato dal direttore dell’ Avanti!, Serrati (direzione che tenne dal 1915 al 1922, nda). Hai deciso di entrare nel Partito, se non erro, nel marzo del 1921 il giorno in cui, dopo la strage anarchica del teatro Diana, una colonna di fascisti era diretta minacciosamente verso la sede dell’Avanti!. Andasti anche tu ma per difendere il giornale dei socialisti, e Serrati, colpito dal tuo gesto che in momenti così duri era di disinteresse se non di coraggio, ti chiese di lavorare come corrispondente parigino del giornale”.

Questa fu la risposta: “Il processo di avvicinamento al Partito socialista era già molto avanzato, tanto che avevo pubblicato nel febbraio del 1921 l’opuscolo “Lo spettro del comunismo” nel quale esponevo le ragioni politiche e
culturali della mia evoluzione. L’episodio a cui ti riferisci è casuale, ma significativo. Quella sera del 23 marzo Milano offriva lo spettacolo di una città terrorizzata e scatenata contro i socialisti. Al teatro Diana un gruppo di anarchici individualisti per protesta contro l’arresto di Malatesta (imprigionato al suo rientro dall’esilio londinese, Malatesta faceva lo sciopero della fame nel carcere di San Vittore) aveva fatto esplodere una bomba che doveva uccidere il questore Gasti e invece dilaniò decine di innocenti. I socialisti non c’entravano per niente con la strage: anzi una bomba anarchica era destinata all’Avanti!. Ma i fascisti sfruttarono l’episodio in funzione antisocialista. Io non ebbi esitazioni: in quelle condizioni non c’era altro da fare che difendere pubblicamente i socialisti e l’Avanti!”. E’ sempre un piacere risentire la bella voce di Nenni, fra l’altro così vera e profondamente sincera. Ma anche assai stimolante e sempre così tanto appassionatamente travolgente.

Luciano Masolini

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