venerdì, 17 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luigi Mainolfi:
Gli algoritmi non producono sviluppo
Pubblicato il 07-08-2018


Ormai, i cosiddetti politici usano le parole (Pil, Debito pubblico, crescita e spread) , come arma, per lottare i loro avversari. Sembrano aspiranti spadaccini, che si agitano goffamente. Quelli, che non hanno una visione chiara dei processi economici, vanno al mercato dell’informazione e prendono, a buon mercato, i primi argomenti che trovano, purché utili a supportare qualche accusa, populista o anti-populista. L’economia diventa argomento da Bar dello sport. So bene che, da quando l’economia virtuale ha emarginato, anche a livello teorico, quella reale, le impressioni valgono più delle realtà e le armi per smontarle sono spuntate. Il populismo è anche frutto delle maggiori difficoltà, che si incontrano, quando si vogliono interpretare i fenomeni economici. Difficoltà, che spingono i più ad essere vittime di frasi ad effetto. Per favorire lo sviluppo occorre avere chiaro l’obiettivo; conoscere gli ostacoli che bisogna superare; avere conoscenza adeguate per neutralizzare le Fake News prodotte e divulgate per influenzare l’opinione pubblica e disorientare le forze politiche. La prima cosa che bisogna avere chiara è : “ non confondere lo sviluppo della società con la crescita di qualche suo settore e nemmeno con il progresso”. Questo è frutto della deleteria logica delle comodità. La crescita, che è un concetto quantitativo, molte volte, diventa nemica dello sviluppo. L’ultimo Rapporto Svimez , relativamente al Mezzogiorno, conferma questo assunto. Lo sviluppo riguarda tutte le esigenze della vita, non solo quelle economiche, e le relazioni tra territorio e popolo. In altre parole, deve essere evoluzione armoniosa della società, da conseguire in una logica democratica e solidale. A tal fine, deve essere la Politica a guidare l’economia e non viceversa. Quando l’economia prevale sulla politica, può concretizzarsi una Legge economica, seconda la quale: “la crescita fa aumentare le diseguaglianze” e fa diventare mostruosa la società, come una persona, della quale cresce solo una parte del corpo. Trovo, il mio ragionamento in sintonia con l’articolo di Galli della Loggia, “ Una scelta di sinistra: arginare il progresso”. Quando l’economia era reale e l’attività bancaria era un servizio, era facile progettare, concretizzare e correggere. La politica aiutava a programmare, a modificare e a creare consensi intorno alle scelte. I cicli economici avevano periodi lunghi ( anche 50-70 anni) e l’andamento era lento e sinusoidale. L’evoluzione dei cicli veniva influenzata dagli effetti moltiplicatori, che potevano essere positivi o negativi. La loro conoscenza favoriva interventi anticiclici, per passare dalla crisi alla ripresa. Purtroppo, verso gli anni ’80 del secolo scorso, iniziò la marcia trionfale del virtuale contro il reale. Gli imprenditori più importanti iniziarono a spostare i loro interessi sul finanziario-assicurativo. Cresceva l’esigenza di servizi immateriali, come coperture assicurative, spostamenti di capitali, fondi pensioni, attività culturali e artistiche, ecc. Diventava sempre più appetibile spostare ricchezza, invece che produrla. Tutto sotto il dominio del “ demoniaco barometro” delle varie Borse. Lo scrittore Emile Zola, con spirito profetico diceva ;- “ La Borsa è la riunione di tutti i delitti e crimini commerciali, ciarlataneria, frode, monopolio, accaparramento, concussione, infedeltà, ricatti e truffe”. La Borsa fa cambiare gli umori ai giocatori, non la realtà. L’utilizzo degli algoritmi ha dato un’altra accelerazione al potere della virtualità e al cambiamento repentino delle tendenze economiche e politiche. La durata dei cicli economici si è gradualmente ridotta, fino a diventare impercettibile. I comportamenti economici ( spostamenti di capitali ) e l’affidabilità di Paese ( Spread) vengono influenzati tempestivamente dalle impressioni create dalle dichiarazioni dei potenti del mondo e dagli “algoritmi da laboratorio”. Chiedo scusa, se ripeto un concetto espresso da Martelli, al Convegno “ Governare il cambiamento”, del 1982 : Il mondo diventerà come l’oggetto misterioso del film “2001, Odissea nello spazio”. E, così è andata. Se, ultimamente, c’è chi parla di “ Cannibalismo del globalismo”, una ragione di deve pur essere. D’altra parte, i mercenari, gli spostamenti di popoli, lo sbandieramento della propria potenza nucleare, la perdita di fiducia nella democrazia, l’uccisione e l’arresto di oppositori, focolai di guerre di Religioni, fanno temere la rinascita del pensiero, secondo cui “ l’uomo è lupo per l’altro uomo” . La Guerra a rate, di cui parla il Papa, non è conseguenza di conflitti economici ? Una volta si conquistavano territori e fonti energetiche, adesso si concquistano attività, imprese e mercati. L’Italia sta diventando una colonia, non potendo cedere territori, sta cedendo intelligenze e creatività. Purtroppo, le forze politiche di maggioranza e di opposizione si limitano a fare battute e ad evidenziare i presunti difetti dell’altro. I cittadini non hanno scelta e considerano valido il detto: “scart fruscio e pigli primera”. Mi permetto di rivolgermi ai giovani:- Reagite. Non rassegnatevi. Cercate di costruire il vostro futuro. Agli anziani chiedo:- Aiutiamo i giovani a coltivare la speranza e diamo loro dei buoni esempi.

Luigi Mainolfi

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