mercoledì, 15 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Mario Guidetti: I socialisti presentino in tutti i consigli comunali un odg sul risparmo energetico
Pubblicato il 12-08-2018


Cari consiglieri socialisti,
ritenendo di trovare la Vostra condivisione, proponiamo di portare in Consiglio il sottoriportato Ordine del Giorno – a livello nazionale. Sarebbe la prima indicazione al Governo per una diversa ed equa fiscalità, un sostegno alle famiglie e, come effetto conseguente, potrebbe rappresentare una ripresa dei consumi con ovvi benefici per l’economia.
Ritengo sia importante che tale “stimolo” provenga da sinistra, una sinistra che “ne ha bisogno”, un là alla prossima campagna elettorale.

CONSIGLIO COMUNALE DI…….

ORDINE DEL GIORNO

Il Consiglio Comunale di …………….., riunito nella seduta del ______

PREMESSO CHE

1. La semplice osservazione delle dinamiche economiche di questi ultimi anni fa emergere l’amara considerazione che la carenza delle risorse economiche grava maggiormente sulle famiglie.
2. Mentre tutti i lavoratori hanno una associazione o sindacato di categoria che li tutela per i loro diritti nel rapporto di lavoro, non esistono enti associazioni che tutelano i cittadini per i loro diritti nelle pareti domestiche.
3. Molti indicatori statistici quali il numero e la tipologia dei protestati, ovvero delle persone insolventi con gli istituti di finanziamento, ovvero i debitori che subiscono pignoramenti mobiliari, dimostrano che in grosse difficoltà economiche non ci sono solo grandi e medie realtà imprenditoriali.
4. Il fatto che i pignoramenti o i protesti siano attivati ormai anche per piccoli importi dimostra infatti che ormai in fase recessiva sono cadute piccolissime realtà individuali come piccoli artigiani o piccoli imprenditori o professionisti o addirittura famiglie.
5. Non si tratta di un fenomeno sociale negativo di estensione e diffusione della insolvenza premeditata e dolosa ma, piuttosto, dell’indicatore che, ormai, anche soggetti che svolgono lavoro dipendente stentano a trovare le risorse per arrivare a fine mese.
6. Ai problemi di queste persone, è opportuno dare ascolto, cercare di capire e se possibile dare risposte o soluzioni.
7. Il quadro critico potrebbe essere affrontato attraverso la riduzione della spesa delle famiglie.
8. Un sistema per la spesa delle famiglie potrebbe essere quello di ridurre i costi per il consumo di beni di prima necessità.
9. Nelle bollette dell’energia elettrica, del gas, e dell’acqua potabile si applica l’Iva del 10% e viene calcolata non solo sul costo della fornitura ma anche sui costi accessori e delle accise includendo nella base imponibile le addizionali regionali e le accise.
10. Tale computo è ingiusto ed iniquo e tra l’altro l’illegittimità del medesimo computo è stata pronunciata in una serie di sentenze di merito fondate su un principio alla base del quale si puo’ affermare che un’imposta non costituisce mai base imponibile per un’altra (salvo deroga esplicita), concetto già ribadito dalla Cassazione con l’ordinanza 3671 del 1997.
11. Tuttavia, la stessa Enel in una nota scritta dello scorso gennaio aveva giustificato l’inclusione di addizionali e accise, puntualizzando che “la fornitura di gas ed energia elettrica – operata sul territorio nazionale e nell’esercizio dell’attività d’impresa – è soggetta ad Iva da applicarsi all’ammontare complessivo dei corrispettivi dovuti dal cliente al venditore.”
12. Per quanto riguarda invece le forniture di gas o metano, inoltre bisogna osservare che, la normativa in vigore, distingue tra uso per cottura ed uso per riscaldamento ponendo l’Iva agevolata al 10% solo per la quota destinata alla cottura mentre per la quota di consumo destinata al riscaldamento resta all’aliquota del 22% .
13. Essendo complicato, visto che la fornitura è unica, scorporare la quota di consumo per la cottura da quella per il riscaldamento, si è deciso che, per il primi 480 metri cubi all’anno, l’aliquota è del 10% mentre per i metri cubi successivi è quella ordinaria.
14. Fatte queste premesse è lapalissiano dedurre che una riduzione notevole sulla spesa annuale delle famiglie verrebbe garantita assoggettando tutte le forniture di acqua, elettricità e gas, per uso domestico, alla aliquota IVA agevolata del 4%.
15. Infatti, a differenza dei soggetti con partita IVA che possono detrarre l’IVA pagata per forniture energetiche dal calcolo della IVA sui loro incassi, le famiglie non possono detrarre tale imposta che resta quindi tutta a loro carico pagandola per intero.
16. Una riduzione della imposta quindi dal 22% (o in alcuni casi dal 10%) al 4% porterebbe un risparmio secco di notevolissima entità sul bilancio annuo di una famiglia.
17. Ulteriore misura che porterebbe risparmio sarebbe la limitazione della applicazione dell’IVA alla sola fornitura del prodotto escludendone le accise, i canoni, gli accessori .
18. Si pone il problema dell’ambito di applicazione di tale provvedimento che deve essere un intervento di solidarietà per chi ha bisogno.
19. Non appare giusto limitare la esclusione, dal calcolo IVA, di voci che nulla c’entrano con la fornitura in quanto è un discorso di equità generale indipendentemente dal reddito goduto.
20. Cosa diversa è per la IVA agevolata al 4% o per la deducibilità.
21. Per la agevolazione della aliquota dell’IVA puo’ essere considerato giusto prevedere la limitazione alla “Prima Casa” la cui identificazione è già prevista nel nostri sistema fiscale.
22. La deducibilità delle spese energetiche puo’ essere invece limitata sempre alla “prima casa” e solo per soggetti rientranti in fasce di reddito basse.
23. Allo scopo di dare forza ad una voce di richiesta di sensibilizzazione del Governo per assumere mezzi, strumenti e provvedimenti destinati a tal fine.

Tanto esposto e premesso il

CONSIGLIO COMUNALE DI…………………….

Approva il presente

ORDINE DEL GIORNO

Con il quale si

IMPEGNA

Il Sindaco a promuovere, anche mediante trasmissione della presente delibera, i passi opportuni presso il Governo ed i Ministri competenti, affinchè si proceda con appositi ed idonei strumenti legislativi volti a

• Abbattimento del costo delle forniture di, acqua potabile domestica, energia elettrica, risorse energetiche per il riscaldamento e la cottura ad uso domestico, utenza telefonica incluso ADSL mediante riduzione dal regime IVA vigente (10% o 22% a seconda dei casi) all’aliquota Iva speciale del 4% unificata per tutte le forniture di servizi essenziali limitatamente alla prima casa
• Limitare l’addizionale Iva solo alla quota relativa al costo della fornitura ed escludendo, esentandole dall’addizionale Iva, le voci relative alle accise e agli altri costi accessori.

Il Presidente del Consiglio Comunale dispone la trasmissione della presente delibera alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed al Ministero della Economia.

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