sabato, 17 novembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Scrive Massimo Ricciuti:
Cambio di fase
Pubblicato il 23-08-2018


Dal disastro di Genova (con il conseguente dibattito nazionalizzazione v/s privatizzazione), l’imbarcazione Diciotti impossibilitata a sbarcare nel proprio Paese. il Ministro Savona che dichiara che in realtà il “piano B è in fondo il “piano A”…. la prefigurazione che tra poche settimane i mercati cattivi ci colpiranno perché “vogliono fermare il cambiamento”… Moavero, Tria da un lato, il Ministro Della Paura dall’altro. Il ginepraio della vicenda delle responsabilità Autostrade, le ricostruzioni che smentiscono un po’ tutti (in primis Salvini). Il caos dominante e la assoluta assenza delle opposizioni tracciano uno scenario da brividi. Le voci si rincorrono, si smentiscono, post vengono cancellati, le dichiarazioni degli esponenti dei partiti al governo fanno il paio con il silenzio altrui. Ce ne è abbastanza per essere davvero preoccupati. Settembre è alle porte e ancora non è chiaro quale sarà l’effettivo atteggiamento del governo sul Def e con quale mood cercherà di interloquire con l’Unione Europea. Nel frattempo Putin è stato a Vienna è ha ballato il valzer come fosse a un ricevimento a casa propria. Nel frattempo la Grecia inizia finalmente a fare i primi passi da sola. A costi salatissimi , come pure ha ammesso la “Trojka”. Ma che almeno serva da lezione per come si curano le malattie e per come si fanno scelte scellerate da parte di chi governa in “nome del Popolo Sovrano” a colpi di democrazia diretta contro “gli altri” (UE).

Qualcuno avrà imparato la lezioncina?

E’ di ieri la dichiarazione del Procuratore Capo di Agrigento che ipotizza ipotesi di reato pesanti a carico di esponenti del governo per la vicenda Diciotti (sequestro di persona)….ma perché tutto questo? Perché sta accadendo l’impossibile? Perché stiamo di fronte a un vortice definito di emozioni invece di essere al centro di un vivacissimo confronto politico?

Crediamo che la questione sia da ricercare sicuramente nelle responsabilità di un partito che si è appiattito sul “presente” invece di prospettare una visione della società declinata al futuro (quando ci ha provato, nel 2014 , gli è stata concessa una bella dose di fiducia..ma subito dissipata).

Allora il punto è chiaro che va ricercato in un’opzione strategica che proprio a causa di una certa “leggerezza” ha fatto sì che non da oggi si mettessero radici a una comunità basata sull’atteggiamento vittimario, sul rancore, sulla sfiducia dall’altro da sé e , peggio, in un sentimento di violenta chiusura verso ogni ipotesi di apertura e di modernità. E allora ecco l’emergere del NO come simbolo dei nostri tempi. No a tutto. No Gronda,. No Tav. No Tap. No vaccini…etc etc etc. Un NO irrazionale e assolutamente pre-politico. E come si fa a contrastare con la politica l’epoca del risentimento e delle “passioni tristi”?

Bernard Henry-Levy si è posto pochi giorni fa l’interrogativo e ha giustamente sollecitato tutte le forze che si riconoscono in un ipotesi di futuro a darsi una veloce mossa. Prima della scadenza elettorale europea.  La tornata del 2019 rischia di costituire il punto di non ritorno e la fine dell’occidente per come l’abbiamo conosciuto e per come vorremmo anche cambiarlo in positivo

Andrè Glucksmann con “L’odio” ripercorre tutte le tappe che hanno portato l’occidente sull’orlo dell’abisso.

Bisogna avere l’umiltà di comprendere che siamo entrati in una inedita “Era Politica” e bisogna fare un grande bagno di umiltà, di studio e soprattutto di generosità, mettendo le reciproche identità di provenienza al servizio di un’aggregazione che a cerchi concentrici coinvolga, presto, tutti gli anti-sovranisti d’Italia (e non solo)…non mancano gli appelli per la costruzione di un legame transnazionale. Occorre capire che siamo in una “Fase di Transizione Permanete” e in questo rock’n roll bisogna stare dentro. Occorre una nuova sintassi, un nuovo lessico, un “riformismo emotivo” che riconduca alla ragione con una forte proposta di cambiamento palpabile, popolare e riconoscibile.  Occorre utilizzare il concetto di “fiducia” al posto del sentimento del “rancore”.

Occorrerebbe riconoscere che non esiste una ricetta buona e una cattiva per tutto, ma che ogni problema a una sua soluzione, una sua chiave. Occorrerebbe umilmente sapere che ci sono momenti per fare certe scelte in un certo modo e altri momenti per agire in modo diverso. Che le idee si basano sulla voglia di cambiare in modo concreto, avendo cura della coesione sociale. Occorre unire chi si crede “diverso”. Sapendo che ognuno è diverso e ognuno ha legittimamente il diritto alla propria felicità e ai suoi desideri. Occorre evitare di usare il termina “proteggere”. Occorre iniettare il virus della speranza partendo da segnali concreti. Questo è il riformismo ai tempi del sovranismo!

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento