domenica, 16 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Settembre, é tempo di migrare?
Pubblicato il 01-08-2018


Il vero problema non é lasciare governare questo pessimo esecutivo. Chi ne mette in discussione la legittimità? Semmai evitino di ritenersi un governo eletto dagli italiani visto che non solo l’Italia non è una repubblica presidenziale e con le elezioni si elegge solo il Parlamento, ma i due partiti si erano presentati contrapposti in campagna elettorale marcando con tratto deciso i segni del loro contrasto. Governino dunque. Il vero problema é che a settembre l’Italia rischia il tracollo. Lo ha paventato l’intelligente sottosegretario Giorgetti. I mercati potrebbero andare in ebollizione. Lo sostengono oggi Giavazzi e Alesina sul Corriere, richiamando il fatto che un terzo del nostro debito pubblico é in mano agli stranieri.

Altrove si guarda all’Italia, almeno in Europa, con sospetto e una certa diffidenza. Gli investitori non si fidano più di noi. Hanno torto? Tra promesse folli come la flat tax (50 miliardi), il reddito di cittadinanza (per Di Maio 17 miliardi, per Boeri il doppio), la riforma della Fornero (15-20miliardi), che Di Maio vorrebbe decidere subito indebitando a dismisura l’Italia, e le dichiarazioni di Grillo sul referendum anti euro, aggiungendovi la sospensione, o almeno la ridiscussione, della Torino-Lione e le decisioni a proposito dell’Ilva, il fine estate sarà caldo e molto. Germania, Francia, Spagna, Portogallo e Grecia, tutti paesi che hanno i socialisti o i liberalsocialisti, al governo, ci guardano un po’ come gli altri paesi guardavano all’Italia fascista. Con diffidenza, ma anche col fondato timore che l’esperimento italiano si possa espandere altrove.

E noi saremo costretti o a veder contraddette le facili promesse elettorali (ma a questo punto andrà in crisi il governo) o a rotolare tutti insieme sempre più a fondo. Già i primi segnali sulla disoccupazione che a giugno é cresciuta, dopo un calo progressivo che durava almeno da tre anni, ci parlano da soli. Poi il calcolo degli effetti del decreto Di Maio forniti dall’Inps (8mila disoccupati in più per i prossimi tre anni) fanno il resto. Certo se l’opposizione resta ancorata a vecchi riti e slogan siamo alla frutta. Il Pd si divide perché una sua parte, per fortuna ancora minoritaria, vorrebbe recuperare i Cinque stelle e Forza Italia invece é ancora interessata a recuperare la Lega. Poi c’è, o c’era, Leu che per odio verso il Pd sta conducendo un’opposizione morbida. Bravi. Così non si fa. Se continuano così il rischio é che anche nel baratro gli italiani insistano, magari accusando i mercati, l’Europa e i governi precedenti, a preferire i pentaleghisti. Ma la colpa sarà solo di un’opposizione imbelle.

Sullo sfondo l’ancora di salvezza sotto il giogo di Trump e di Putin, contro la stessa esistenza di una unione europea, dove anzi alcuni paesi cosiddetti sovranisti, oltre all’Italia, l’Ungheria, la Slovacchia, la Polonia, protette da una Csu tedesca ancorata agli interessi bavaresi, giocano ormai, e non solo sull’immigrazione, una partita in proprio. L’Italia sta cosi cambiando i suoi connotati. Da paese europeo che dialoga con le nazioni poste a sud del Mediterraneo, sta divenendo un paese alleato con la destra americana che impone dazi all’Europa e alla Russia che conquista impunemente un territorio di un altro paese. Un’Italia che rompe i suoi vincoli tradizionali con gli altri paesi a democrazia liberale europea, chiude i suoi porti, alimenta odii verso i diversi, é una miccia potenzialmente esplosiva. Non so davvero quanto possa durare. Il consenso, adesso, é altissimo. Se a settembre, come diceva D’Annunzio, sarà anche per noi l’ora di migrare, vedremo…

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Commenti all'articolo
  1. Mi viene in mente Bettino Craxi quando diceva che era impossibile trovare un dialogo con Enrico Berlinguer perché era contrario perfino alla televisione a colori. Berlinguer il progressista, il capo del partito della classe operaia …!? Se potesse parlare oggi, Bettino direbbe la sessa cosa su chi è contrario alla TAV. Dicono che vogliono investire sui treni dei regionali dei pendolari. Ecco, Berlinguer voleva investire nella televisione in bianco e nero! La verità è che il livellamento verso il basso è un’economia sovietica che produce automobili stile Trabant. Un’economia che muore di fame e di stenti provocati da una sconfinata imbecillità. Se fossi costretto scegliere fra i ladri e gli imbecilli, sceglierei senz’altro i primi. Onestà, onesta!
    Forse Di Luigi Di Maio deve solo fare della melina per accontentare i suoi matti. Poi, alla fine, si farà convincere da Matteo Salvini, da Giovanni Tria, da Mattarella che non è proprio il caso. Però questa storia, che nei partiti ognuno ha i propri matti da accontentare, mi fa un po’ schifo. Onestà, Onestà … Ma quanto ci costano questi matti? Forse è meglio rinchiuderli, con buona pace di Basaglia!

  2. Fuor dalle rime sapientemente evocate dal Direttore, il mese di settembre, insieme a tutto l’autunno, è a mio avviso il tempo in cui le forze che hanno lungamente guidato il Paese, fino alle urne 4 marzo – se intendono realmente proporsi come verosimile alternativa al Governo in carica – sappiano avanzare proposte concrete ed attendibili per i problemi rimasti irrisolti, e ai quali loro stesse non hanno saputo o potuto dar risposta (almeno secondo il pensiero avvertibile in molti, anche nel nostro parlare quotidiano).

    Può essere che vi siano in campo problemi particolarmente complessi, ma allora non si può obiettivamente pretendere che possano trovar soluzione nel giro di pochi mesi quando altri hanno avuto a disposizione diversi anni, e “un’opposizione imbelle” non è a mio vedere quella che usa toni morbidi, ossia non critica l’avversario con sufficiente veemenza, ma piuttosto quella che manca delle idee necessarie a farla percepire come una vera “concorrenza” rispetto alla maggioranza (tanto da renderla non competitiva).

    Ma al di là dei tempi occorrenti per realizzare “ le facili promesse elettorali”, e anche per superare le divergenze interne – fenomeno peraltro abbastanza comune in una coalizione – a me sembra che una buona quota di elettorato si sia orientata a scegliere tra una parte politica vista, a torto o a ragione, come quella del multiculturalismo, e del maggior carico fiscale, anche per sostenere il primo, e l’altra di segno per così dire opposto, identitario ed anti-tasse, e ancorché le semplificazioni e “suggestioni” abbiano sovente buoni margini di errore non credo si possano ignorare gli “umori” del Paese (che del resto non nascono mai a caso).

    Mi sembra infine avveduta l’osservazione del Direttore, laddove scrive “se l’opposizione resta ancorata a vecchi riti e slogan siamo alla frutta”, ma stando a quel che si nota, ascolta e legge, l’ancoraggio pare essere ancora piuttosto forte, e molto resistente, visto che la sinistra continua a cercare e soppesare il grado di “fascismo, nazionalismo, sovranismo, razzismo, xenofobia…” nelle parole dell’uno e altro esponente della maggioranza, e se l’azione “antagonista” si manterrà su questo piano mi sembra destinata a non trovare molto consenso nel corpo elettorale, salvo naturalmente i “fedelissimi” (ma potrei anche sbagliarmi).

    Paolo B. 05.08.2018

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