sabato, 18 agosto 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Tav. La Francia aspetta una risposta ufficiale
Pubblicato il 01-08-2018


tav le maireIl ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, incontrando i giornalisti nella sede dell’Ambasciata di Francia a Roma, al termine degli incontri con il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio ed il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ha detto: “Siamo pronti ad aprire delle discussioni con il governo italiano sul tema della Tav  ma aspettiamo di avere una posizione ufficiale del governo italiano. Comprendiamo perfettamente che ci possano essere dei dibattiti all’interno del governo italiano su temi che sono difficili: in palio sono questioni finanziarie molto importanti, questioni in termini di trasporto molto importanti. Sulla Torino-Lione, quindi, spetta alla parte italiana presentarci le sue decisioni. Aspettiamo che la parte italiana prenda decisioni definitive. E’ giusto che ci sia un dibattito all’interno del governo italiano. Siamo pazienti, aspettiamo di vedere quali saranno le decisioni prese dall’Italia in questo ambito. Siamo consci delle posizioni rispettive all’interno del governo italiano. Il ministro Di Maio è stato più misurato e più didattico nelle sue parole: mi ha spiegato quali erano i punti di blocco e il perché dei suoi interrogativi su questo progetto. Rispetto perfettamente questi interrogativi, sono legittimi. Gli interrogativi del ministro Di Maio sulla Torino – Lione sono legittimi. È un progetto che ha un costo di diversi miliardi di euro. Quindi è un progetto a cui bisogna garantire la redditività al contribuente. C’è sempre qualcuno che paga. Sono ministro dell’Economia francese e quindi guardo all’interesse economico del progetto ma devo anche guardare all’interesse finanziario e al costo finanziario. C’è un sostegno finanziario dell’Ue ma è garantito finora fino al 2020. A un certo punto anche il contribuente dovrà partecipare: devo quindi garantire al contribuente francese la redditività del progetto. Gli interrogativi di Di Maio non mi sconvolgono. Sono legittimi e dobbiamo parlarne insieme. La discussione è aperta e deve essere aperta”.
Il ministro dei Trasporti e Infrastrutture, Danilo Toninelli, a margine di un’audizione alla Camera ha così commentato le parole del ministro francese dell’Economia Bruno Le Maire sul fatto di essere pazienti in attesa di una posizione del Governo italiano sulla Tav: “Lo giudico molto positivamente. Stiamo copiando positivamente quello che ha fatto il Governo francese un anno fa. Noi stiamo replicando. È una pazienza produttiva e costruttiva”.
Poco tempo prima, il ministro Toninelli, intervistato dalla trasmissione Agorà Estate, rispondendo ad una domanda ha affermato: “Lo sa quanto costa un chilometro di Tav? Sessanta milioni In Italia contro i venti milioni francesi. I Foietta e i Chiamparino dovrebbero rispondere a questa domanda: il differenziale di 40 milioni chi se l’è preso?”.
Toninelli, nel corso della trasmissione, ha ricordato di essere vincolato dal Contratto di governo che richiede di ridiscutere il progetto nell’ambito degli accordi con la Francia dicendo: “Per questo ho sentito immediatamente la mia omologa francese che appena si è insediato Macron ha fatto una verifica sull’opera: ha impiegato da giugno a febbraio, io ci metterò un po’ di meno. Non vado ad incontrarmi con Foietta finché non ho i dati scientifici: di cosa parliamo? Sarei obbligato ad ascoltare esclusivamente i suoi. Noi abbiamo un contratto di governo, a cui io sono vincolato, che dice: ridiscutere integralmente l’opera nel rispetto degli accordi con la Francia. Questo sto facendo”.
Piero Fassino ha così commentato le affermazioni del ministro Toninelli: “Mi auguro che, contrariamente a quanto ha dichiarato, il Ministro Toninelli incontri al più presto il commissario Tav Foietta. Libero il Ministro di acquisire informazioni da più fonti, ma il buon senso e la ragione dicono che per acquisire informazioni si parte da chi se ne occupa, che certamente dispone di informazioni più complete di altri; e da un incontro con Foietta il Ministro acquisirà conoscenze indispensabili per le decisioni che intende assumere”.
Il ministro delle Infrastrutture, con il suo atteggiamento, ha dimostrato di non fidarsi del Commissario Foietta. Ma, al di là dei personalismi, è importante sapere quale politica per le infrastrutture intende portare avanti l’attuale governo.
Ieri, nel corso di una audizione in Commissione Lavori pubblici al Senato, il ministro Toninelli ha dichiarato: “La cifra del nostro lavoro non sarà continuare a foraggiare grandi opere mastodontiche e dispendiose, ma dotare il Paese di una rete di tante piccole opere diffuse, che servano realmente ai cittadini. Penso alla manutenzione dei ponti e delle strade, alla creazione di varianti autostradali, alla riqualificazione del tessuto urbano”.
Davanti ai commissari del Senato, Toninelli ha parlato di  fallimento della Legge Obiettivo affermando: “Un modo di intendere le grandi opere contro il quale per molto tempo è parso non ci fosse alcuna alternativa, un programma di pianificazione di opere pubbliche che è stato al centro dell’agenda anche del Governo precedente. In 15 anni, la Legge Obiettivo ha realizzato circa il 15% del programma iniziale, impiegando appena un terzo degli investimenti previsti. Il suo fallimento definitivo è stato accettato solo dopo l’ennesima sequela di scandali che ne hanno dimostrato la permeabilità rispetto alla corruzione, alla speculazione e all’infiltrazione delle attività criminali. Rispetto a questo fallimento, un Governo del cambiamento deve porsi in necessaria e decisa discontinuità: per farlo, partire da posizioni preconcette non solo non è necessario ma sarebbe deleterio. Questo Governo non può che proseguire nel solco di smantellare un modello che è già fallito e che è stato definito ‘criminogeno’. I timori paventati riguardo ai possibili effetti negativi che potrebbero derivare dall’analisi costi-benefici sulla Tav non hanno alcun fondamento, in quanto l’analisi sarà condotta nell’ambito della situazione di contesto e del quadro normativo vigente. Si tratta di un programma di elementare razionalità. Ridiscuterne integralmente il progetto nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia è un piano del tutto analogo a quanto portato avanti dal Governo francese all’esito delle elezioni del 2017, avviando un piano di revisione delle infrastrutture sulla base della situazione di contesto e in particolare in relazione alla valutazione eminentemente politica del nuovo Governo dello stato delle finanze pubbliche. Non vi è pertanto alcuna ragione per la quale l’Italia, a prescindere dall’esito dell’analogo lavoro svolto in Francia, in applicazione del programma concordato dall’attuale maggioranza parlamentare, non ridiscuta integralmente il progetto, pur nell’applicazione dell’accordo tra i due Paesi e all’esito di una nuova valutazione complessiva di costi e benefici alla luce della situazione attuale”.
Le pesanti accuse di Toninelli ai governi precedenti meriterebbero autorevoli risposte.
Oggi, senza avere ancora ultimato l’analisi costi benefici, il ministro Toninelli si è dichiarato possibilista lodando l’intervento della Francia che, attraverso il loro ministro dell’Economia, Le Maire, ha sollecitato una risposta ufficiale dell’Italia sul proseguimento ineluttabile per il completamento della Tav Torino-Lione.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento