martedì, 18 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Atac, licenziata sindacalista Quintavalle
Pubblicato il 25-09-2018


micaela_quintavalle_atac_fbDopo esser stata ‘sospesa a tempo indeterminato’ la sindacalista Atac, Micaela Quintavalle, ha ricevuto la lettera di licenziamento. Lo ha annunciato lei stessa con un video pubblicato sul suo profilo Facebook: “È appena arrivata la lettera di licenziamento da Atac – dice cercando di trattenere le lacrime -. Comunque nel male si è usciti dal limbo, dall’empasse. In questo modo, dopo 128 giorni di sospensione nei quali non ho potuto lavorare e dove ho potuto vivere grazie alle vostre donazioni, posso riprendere in mano la mia vita. Ovviamente fa male, non ho idea di quello che accadrà adesso. Impugnerò questo licenziamento. Paradossalmente ho sempre amato questa azienda e mi sono sempre mossa a difesa. È tutto assurdo. Oggi sono solo lacrime, domani tornerò acciaio”.
La donna era stata sospesa dall’azienda per “aver utilizzato impropriamente la divisa e la vettura aziendale e la documentazione messa a disposizione dall’azienda per scopi non attinenti alla sua prestazione lavorativa” durante un servizio della trasmissione televisiva “Le Iene” in cui denunciava le pessime condizioni delle vetture Atac e sui casi dei tanti autobus andati a fuoco a Roma.
Nell’intervista dello scorso 10 maggio sosteneva che sui bus romani “non c’è manutenzione, non ci sono i pezzi di ricambio”, mostrando foto e video di mezzi danneggiati che sarebbero stati messi comunque in circolazione. E da qui l’esplosione letterale delle vetture, quei roghi che scoppiavano (e si accendono tuttora) nei motori delle vetture in servizio. Non solo. Denunciava anche che ai colleghi che sui documenti ufficiali della corsa scrivono “vettura guasta” vengono inseriti in una specie di black list, a loro “vengono fatti dispetti, ad esempio vengono tolti dagli straordinari”.
Già una settimana dopo, il 17 maggio di quest’anno, l’azienda la sospendeva perché “con i comportamenti e le dichiarazioni rilasciate violava i principi di buona fede e correttezza, diligenza e riservatezza, generando inoltre la convinzione negli ascoltatori che l’azienda faccia circolare su strada vetture che non sono idonee a garantire le basilari norme in materia di sicurezza di esercizio e sulle quali l’azienda non esegue le più basilari attività manutentive”. Inoltre, per l’Atac, non avrebbe chiesto l’autorizzazione preventiva per il rilascio dell’intervista.

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