mercoledì, 19 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Berlusconi non cambierà FI, Salvini punta sui moderati
Pubblicato il 06-09-2018


Berlusconi-Nazareno“Il tema del ‘partito unico’ semplicemente non esiste, non ne abbiamo mai neppure discusso, né al nostro interno, né con altre forze politiche: Forza Italia va avanti, perché il futuro del centro-destra è un futuro liberale”, è quanto fa sapere Silvio Berlusconi in merito alle voci di questi giorni su un eventuale accordo su un partito unico con Salvini, voci che si sono fatte insistenti in queste ore in cui è stata emessa la sentenza sui fondi della Lega.
“Da mesi stiamo lavorando in tutt’altra direzione, per un rilancio, una riorganizzazione, un rinnovamento profondo di Forza Italia. Naturalmente la nostra prospettiva politica rimane il centro-destra, che anzi vogliamo far ripartire, ma abbiamo ben chiaro il nostro ruolo politico – ben diverso da quello di altre forze della coalizione – e soprattutto i nostri valori di riferimento, la nostra identità, la nostra storia orgogliosamente liberale, la nostra concezione dell’impresa come nucleo vitale della società, i nostri programmi che hanno dettato quello della coalizione con cui ci siamo presentati agli elettori pochi mesi fa”, aggiunge l’ex premier. Anche se il leader di Forza Italia, aveva già smentito un mese fa le voci su un accordo con il Partito democratico e quelle sul cambio di nome di Forza Italia in ‘Altra Italia’. Berlusconi aveva detto di lavorare “al rilancio e al rafforzamento” di FI e annunciava “significative novità nel senso della partecipazione” e “della democrazia dal basso”. “Il nostro orizzonte politico è e rimane quello del centro-destra”, ribadiva l’ex premier, aggiungendo che “ogni altra prospettiva, e in particolare gli accordi con il Pd, sono ovviamente esclusi”.
E se ancora non è chiaro come si muoverà il partito degli Azzurri, la Lega dal canto suo prova a far incetta di voti moderati, almeno sul fronte economico. Non è solo sulla Flat Tax che il programma leghista converge con quello degli alleati di Fi, ma anche sul tema europeo, dove, dopo gli iniziali disaccordi Salvini sembra essersi ormai allineato alle direttive europee (e di Tria): non si sfora il tetto del 3% e acuendo ancora la spaccatura con i pentastellati. Per i leghisti va bene la propaganda sovranista, ma “qui il punto non è la rottura con l’Ue, bensì la sua conquista”.

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