sabato, 15 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

IL CAVALIERE A CAVALLO
Pubblicato il 21-09-2018


berlusconi tendaSilvio Berlusconi torna protagonista sulla scena politica, nonostante Forza Italia sia scesa nei sondaggi, e lo fa riallacciando i legami con i suoi alleati Salvini e Meloni, irritando ancora una volta i pentastellati e promettendo che il Centrodestra “sarà presto al Governo”. Il Cavaliere ha poi annunciato: “Il centrodestra si presenterà unito a tutte le prossime competizioni elettorali a partire dalle elezioni regionali di Piemonte, Abruzzo, Basilicata, Sardegna, con l’individuazione di un candidato condiviso, così come in tutti altri appuntamenti amministrativi”.
Il presidente della Camera Roberto Fico commenta la ritrovata unità del centro-destra in vista delle elezioni regionali, limitandosi a dire: “Loro sono un’alleanza. Non c’è nessuna novità”.
Ma Matteo Salvini non si è sbilanciato e ieri dopo l’incontro ha detto: “Abbiamo parlato di tasse, lavoro e immigrazione”, il leader leghista non ha bisogno dell’appoggio del Cavaliere a livello nazionale, ma a livello regionale sa che con il centrodestra unito molte regioni, anche quelle storicamente ‘rosse’, potrebbero passare a destra senza difficoltà.
L’altro alleato dell’alleanza, la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, plaude all’accordo: “È un fatto positivo quello di ieri, l’aver stabilito che il centrodestra sarà compatto alle prossime regionali non era scontato e per noi era importante, è un passo propedeutico anche a livello nazionale, per dare domani a questa nazione un governo che sia frutto di idee comuni e condivise. Poi, si sa che io penso che il centrodestra vada rifondato e non semplicemente riassemblato, ma sicuramente quelle idee che sono maggioritarie tra i cittadini devono avere una rappresentanza forte”.
Ma il primo successo agli occhi di tutti è la vittoria leghista con l’elezione di Marcello Foa alla presidenza del Cda Rai.
Foa è stato eletto con quattro voti a favore, hanno riferito le fonti: quelli dei consiglieri vicini a Lega, M5s e Fratelli d’Italia, più l’amministratore delegato Fabrizio Salini. Rita Borioni, vicina al Pd, ha votato contro, mentre Riccardo Laganà, che rappresenta i dipendenti Rai, si è astenuto. Ad agosto il giornalista e scrittore non aveva ottenuto la maggioranza qualificata durante la votazione in Commissione parlamentare di Vigilanza Rai per la mancata partecipazione di Forza Italia. Il partito di Silvio Berlusconi contestava infatti alla Lega, di cui resta formalmente alleato, di non essere stato coinvolto nella scelta di Foa. Adesso però l’imbarazzo è tutto nel Movimento cinque stelle che vedono eletto Foa grazie all’appoggio esterno di Silvio Berlusconi, proprio colui sul quale avevano giurato che “non avrebbe messo le mani sulla Rai”. Adesso però il M5S fa dell’elezione di Foa una vittoria contro l’opposizione e il Pd. “Il Pd, artefice del Patto del Nazareno, fa le pulci sul voto del Cda della Rai. Capiamo che a loro il profilo di Foa non piaccia, ma a un certo punto dovrebbero farsene una ragione”. Così, in una nota, Gianluigi Paragone, capogruppo M5S in Commissione Vigilanza Rai.
La dem Rita Borioni ha presentato una diffida formale a procedere all’elezione a causa dei “chiarissimi profili di illegittimità della stessa”, le sue parole a inizio seduta. Ma adesso la difficoltà del M5S è quella di ritrovarsi sempre più oscurati da una Lega sempre che al Governo ha le redini e le cui scelte sono spesso suggerite e sigillate dall’Alleanza con il Cavaliere di Arcore.

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Commenti all'articolo
  1. Può essere fondata la tesi qui riportata, ossia quella che “il leader leghista non ha bisogno dell’appoggio del Cavaliere a livello nazionale…”, vuoi per la forza numerica che gli deriva attualmente dall’alleato di governo, vuoi perché si potrebbe anche pensare che una buona quota dell’elettorato di F.I. sia dalla sua parte, e pronto semmai a traslocarvisi al momento delle prossime votazioni (europee e regionali).

    Ma potrebbe pure succedere – anche se il far previsioni in questo campo è sempre azzardato – che tale elettorato non lasci il Cav., anzi tenti di rafforzarlo cercando di far proseliti, proprio per convincere il leader leghista a dar vita ad un governo di centro destra, e non a caso le intenzioni di voto riportate oggi sulla stampa direbbero che la crescita della Lega, fino a sfiorare il 35%, non avverrebbe a scapito di F.I.

    Se dette intenzioni di voto venissero confermate nelle urne, e provocassero poi la non prosecuzione dell’Esecutivo in carica, potrebbe semmai succedere che riesca ad “averla vinta” quella componente del PD che guarda ancora ad una eventuale intesa col movimento 5Stelle, il che potrebbe anche spiegare l’apparente poco interesse che il PD pare mostrare verso i “solleciti” che gli vengono dai suoi tradizionali alleati (i quali sembrano per l’appunto lamentare il suo “immobilismo”).

    Paolo B. 22.09.2018

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