lunedì, 24 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Buonanotte Italia
Pubblicato il 12-09-2018


Sono rimasto sconcertato dalla violenza con la quale Di Maio ha commentato la notizia dei ricorsi avanzata da centinaia di deputati sulla delibera dell’ufficio di presidenza della Camera a proposito dei vitalizi. Il leader pentastellato, nonchè vice presidente del Consiglio, ha insultato i ricorrenti parlando di “disonorevoli”, ha chiosato “vergogna”, ha dichiarato che costoro dovrebbero rifugiarsi in un “eremo”. Stava parlando dei rappresentanti del popolo italiano, dunque di un pezzo di storia della nostra democrazia. A costoro il nostro Giggino vuole negare quel che é un diritto di tutti i cittadini, e cioè la verifica cogli organi competenti se un provvedimento amministrativo é legittimo e costituzionale. La sera dopo il suo alter ego Salvini ha fatto di peggio. Ha attaccato la responsabile della commissione diritti civili dell’Onu, una socialista, già perseguitata dal regime di Pinochet, additandola al pubblico ludibrio perché intenzionata a svolgere un sopralluogo in Italia, discutibile fin che si vuole, su fenomeni di razzismo. E ha volgarmente attaccato l’Onu, in crisi fin che si vuole, ma tuttavia l’unico strumento di coordinamento e di dialogo tra le nazioni, minacciando di togliere i contributi dell’Italia. Sono parole pesanti, sono pietre lanciate in Italia e nel mondo alle quali quasi nessuno presta attenzione. Molto grave anche la completa subalternità di Vespa, il grande e astuto officiante il rito serale, al suo interlocutore. Se tutto va bene, madama la Marchesa, buonanotte. Tutti tranquilli? E allora buonanotte Italia.

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Commenti all'articolo
  1. Io non mi stupirei più di tanto della “violenza” e durezza delle parole, e del resto anche il passato ci consegna casi e circostanze che hanno visto il ricorrere ad un linguaggio piuttosto forte e ruvido, vedi il giudizio indirizzato diversi decenni fa a due politici dissidenti, bollati come “pidocchi nella criniera di un nobile cavallo da corsa”.

    L’importante, a mio avviso, è che non venga a mancare la possibilità, per chi viene fatto oggetto di tale “violenza”, di poter replicare, anche alla stessa maniera, e poter semmai reagire e rispondere con tutti gli strumenti che gli sono concessi, e di cui dispone, tra cui il rivolgersi agli “organi competenti”, di cui parla qui il Direttore.

    Il che può avvenire in un sistema che si sia dotato di “pesi e contrappesi”, e dove la buona politica non voglia essere una sorta di “pigliatutto”, ma sappia bilanciare il potere degli organismi elettivi, pur molto preziosi ed importanti, ed indispensabili, con quello di altri “soggetti” che elettivi non sono, dosando nel giusto modo le reciproche funzioni e i rispettivi limiti.

    Se tutto dipendesse dal voto, in un ipotetico Paese in cui chi ha laboriosamente cercato di risparmiare divenisse minoritario rispetto a chi non lo ha fatto, ossia dove le “cicale” sopravanzano le “formiche”, la politica potrebbe essere tentata di favorire le prime, per guadagnare maggior consenso, concedendo loro di accedere ai risparmi delle seconde.

    Ho fatto naturalmente un esempio paradosso, solo per far capire meglio il mio pensiero, e d’altronde, per quanto ne so, le moderne democrazie, almeno le più “avanzate”, hanno avuto tra i loro ruoli, fin dall’origine, quello di evitare che le classi sociali “egemoni”, per censo, ricchezza, numero, ecc…, avessero il predominio e il sopravvento sulle altre (e hanno pertanto cercato di organizzarsi di conseguenza).

    Paolo B. 14.09.2018

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