lunedì, 22 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Case popolari Roma e l’ordinaria corruzione
Pubblicato il 17-09-2018


case aterUn’inchiesta partita già nel 2015 sull’assegnazione delle case popolari e commerciali Ater nell’Urbe e che ha portato agli arresti domiciliari sei persone. Tra gli arrestati un funzionario e un dipendente dell’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale e un dipendente del Comune di Roma che, secondo gli inquirenti, avrebbero creato un canale parallelo per l’assegnazione di alloggi Ater. I reati contestati vanno dalla corruzione per atti contrari a doveri d’ufficio all’accesso abusivo al sistema informatico.
Mille Euro per un indirizzo della casa popolare da poter occupare, fra i 1500 ed i 2000 Euro per ottenere dei nulla osta al fine di regolarizzare la residenza nell’alloggio popolare occupato in precedenza. È una storia di “ordinaria corruzione”, come l’ha definita il Procuratore Paolo Ielo, quella portata alla luce nell’ambito dell’Operazione Anaconda.
Il ‘sistema’ illecito era ben organizzato: si pagava il funzionario e si scalava la graduatoria per l’assegnazione delle case popolari o si ottenevano le carte per regolarizzare l’immobile già occupato. In pratica i funzionari accedevano nei registri interni dell’Ater e poi indicavano in taluni casi ai corruttori gli immobili da occupare. Sette i casi accertati dagli investigatori fra le zone di Montesacro, del Tufello e viale Marco Polo. Nel ‘sistema’ c’erano anche i “faccendieri” che intermediavano fra la domanda e l’offerta degli immobili Ater, che riguardavano non solamente le case popolari ma anche i locali commerciali che si trovavano negli stessi immobili di proprietà dell’Ente.

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