sabato, 15 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Socialisti! Dibattito con Cicchitto, Pizzolante e Caldoro
Pubblicato il 16-09-2018


cicchito casini del bue tgFabrizio Cicchitto Nel conteggio delle repubbliche si dice che siamo alla terza, io ne conto due e mezzo. Quello del ‘92-‘94 è stato l’unico colpo di stato in Italia gestito da magistrati e due testate giornalistiche. Il partito più finanziato in modo irregolare era il Pci, solo che alcune forze politiche sono state distrutte ed altre no. La destra della Dc fu massacrata, altre correnti no. Vi fu un vero colpo di Stato con gli avvisi di garanzia. Lì scattò la seconda Repubblica. Berlusconi ha coperto quel vuoto e ha fatto nascere un bipolarismo, purtroppo all’italiana. Questa fase è finita nel 2013. Fu una fase intermedia durata fino al 2018 ma non è nata una terza repubblica.

Il ministro Marco Minniti è arrivato troppo tardi. Il Pd è stato spazzato via dal mezzogiorno. Il governo Renzi e poi quello Gentiloni per il sud non hanno fatto quasi nulla. Per il centro nord invece hanno fatto molto. Ma sono stati bloccati dal fenomeno immigrazione e dal crollo delle banche.

Oggi la stampa sta giocando di sponda con i 5 Stelle ed in adorazione di Salvini. Per questo la sentenza sui 49 milioni sta passando in cavalleria. Una volta in una situazione simile, ma anche per molto meno, si entrava nel tritacarne dei media non se ne usciva più.

Oggi quando sento parlare il segretario del Pd Martina vado in difficoltà. Alleato di Salvini è anche Moscovici con le sue uscite non fa cha rafforzare il vicepremier.

Oggi l’unica carta possibile da giocare è quella di andare oltre il Pd, i centristi e anche oltre Forza Italia. Ma purtroppo su questo non vedo buone intenzioni. Quando Berlusconi vota per Orban fa un grande errore. Per questa battaglia servono anche le persone. Vedo possibili leader solo Minniti e Renzi. Salvini è osannato, Berlusconi orami è retrò. Ipoteticamente l’unica via di uscita è un salto di qualità con costoro per una nuova leadership. Ne vedo esigenza, ma non ve vedo la fattibilità.

Per finire un parola sulla battuta su Draghi: è una cosa  gravissima. Draghi ha salvato l’Italia e la Ue. Che sia un esponente del governo ad attaccare Draghi come ha fatto Savona è di una gravitá inaudita.

Stefano Caldoro.  Nel momento in cui si chiudono i confini è il momento di rilanciare una idea di progetto unitario. Poi si vedranno i metodi, ma un progetto unitario va rilanciato, vendendo anche quello che succede nel Pd. Anche dalla mia parte politica questo sguardo va mantenuto e pensi anche da Forza Italia che può dare una mano a un progetto politico.

Il popolo della libertà era un progetto unitario. Così come lo era il Pd. Condivido il lavoro fatto sull’Avanti!, serve però un percorso organizzativo più concreto, con all’interno la proposizione dei contenuti sul perché fare questa battaglia. Quante volte abbiamo tenuto un filo con cui si siamo confrontati. Non ci è mancato il confronto di merito. Però non ritengo scontata la partita.

Salvini oggi si è preso in mano la regia. È al centro di tutto. Ma vediamo cosa è successo a Renzi. La rottamazione è stata una cosa negativa. Il rinnovamento è una altra cosa.

Sergio Pizzolante  Nel ceto politico c’è nostalgia del centro destra e del centro sinistra. Invece serve una capacità di lettura di quello che è successo altrimenti non si cambia nulla. Siamo di fronte alla frantumazione del ceto medio. Un 40% di italiani in pochi anni è passato a non sentirsi più ceto medio e a non sentirsi più protetto. Il ceto medio era diga al populismo, oggi invece ne fa parte. Le risposte di destra e di sinistra sono diverse. Da una parte la chiusura e dall’altra lo statalismo. E queste due proposte oggi sono nello stesso governo. È cambiato radicalmente tutto, e serve invece una risposta seria.

L’unione delle sigle ha sempre portato a risultati peggiori. Ma si parla di mondi diversi. Oggi i sondaggi danno risultati mai visti. In Emilia Romagna e Toscana il colore rosso non esiste più.  È vero che oggi le stagioni politiche sono corte. Ma non è vero che, finita una, la successiva sia migliore. Quando si imbocca la via sudamericana non si sa dove si va a finire. Bisogna fare l’esatto contrario rispetto a quello che è successo con il fascismo. Anziché dividerci di fronte all’avanzata dei fascismi bisogna unirsi ma non con le sigle ma con un programma e con una suggestione nuova. Con un programma che abbia una visione diversa, che parte da una analisi seria. E bisogna farlo presto, senza aspettare il Pd che vive in una visione conservativa ed è diventato un tappo a una visione nuova. Se va male pazienza ma se non lo facciamo andrà peggio. E peggio di così é difficile che vada.

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