giovedì, 20 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Confederare le forze per combattere gli sfascisti
Pubblicato il 04-09-2018


Fa davvero riflettere il perentorio monito dell’ex Ministro Calenda, ospitato a fine pagina del Corriere della Sera dell’11 agosto 2018 e così annunciato nel titolo: “Nuovo nome alle europee o il PD perderà”. La motivazione è altrettanto lapidaria: “Nel PD si continua a ritardare non solo la riflessione sulla sconfitta, ma sulla crisi della famiglia progressista internazionale e credo che il terreno del confronto debba essere primariamente questo e invece ci si continua ad occupare di altro e a rimandare un congresso che doveva svolgersi ieri e che invece non si vede ancora all’orizzonte”.

Insomma, quasi una dichiarazione di morte presunta. Il giorno innanzi, sempre sulle colonne del Corriere, che è ancora il quotidiano più importante d’Italia, Ciriaco De Mita così risponde a Tommaso Labate, che gli chiede se “Il PD ha ancora un senso”: <<Quando passi dal 41 per cento al 18 vuol dire che hai scambiato per una pista da ballo una semplice lastra di vetro. Che a un certo punto si è rotta. Il Pd oggi è come Garibaldi in Sicilia”. Poi, Ciriaco da Nusco spiega così la similitudine: “Quando stava in Sicilia e gli chiesero di ritirarsi, Garibaldi rispose: Sì, ma dove? Così il PD. Pure se si ritira non sa dove andare. La massima velocità che riesci a raggiungere è rimanere fermo”.

Se le cose stanno così, che fare, se non si vuole morire nell’era dello sfascismo di Salvini e Di Maio? E ancora: chi rappresenterà, e con quale nome, alle vicine elezioni europee il centro-sinistra liberale, liberalsocialista ed europeista? Non sono così presuntuoso da dettare la mia ricetta, ma è palese la necessità di organizzare un vasto movimento di opposizione alle forze che oggi governano l’Italia. Un’alleanza che, come ha icasticamente detto Carlo Calenda, deve andare oltre il PD: il partito sempre vulnerato dalle lotte intestine e impegnato a rinviare a marzo il congresso che servirebbe ora e subito.

Questa alleanza repubblicana deve giovarsi della elaborazione di un nuovo pensiero politico e programmatico idoneo a sconfiggere i “barbari” dell’attuale maggioranza governativa, abbandonando sia l’illusione di dividere le truppe pentastellate dai manipoli del truce Matteo Salvini , sia la speranza che sia possibile “romanizzare i barbari, come fecero i romani dopo la conquista della Grecia: insomma: “Italia capta, ferum victorem cepit”. Purtroppo i fieri vincitori stanno trascinando l’Italia fuori dal suo storico ancoraggio europeo ed atlantico. Quasi rara avis, Il Foglio del primo settembre ha ricordato agli smemorati che “Nel 1924 molti liberali italiani provarono a romanizzare i barbari fascisti entrando nelle liste di Benito Mussolini. I liberai vennero spazzati via, i fascisti governarono per vent’anni. Ieri fascisti, oggi sfascisti. Molti auguri ai romanizzatori.”.

Che fare allora per salvare la Repubblica, che è già sull’orlo del precipizio? Sarebbe delittuoso attendere che la riscossa arrivi dal congresso del PD sempre in lista d’attesa. E’ dunque urgente confederare tutte le forze che intendono combattere l’opera perniciosa del governo grillo-leghista dando vita all’alleanza repubblicana che sfiderà gli sfascisti, ora e subito, alle già prossime elezioni europee: occasione propizia per rinnovare e rinsaldare i vincoli europei dell’Italia.

I miei amici di Terza Repubblica la chiamano “Coalizione del Nuovo Risorgimento”, impegnata a contrastare “l’assopimento della ragione, sapendo che il suo sonno genera mostri”.

Non c’è tempo da perdere. Ci sono ancora nel sottosuolo della Nazione le energie politiche ed anche morali capaci di organizzare centinaia di manifestazioni ed incontri in ogni provincia, scuotendo ed associando le forze organizzate del mondo del lavoro e dell’impresa, interrompendo il quasi silenzio dei sindacati nei confronti dei nuovi barbari.

E’, insomma, tempo di promuovere un moto di rivolta e un nuovo progetto di governo . Questo risveglio politico e programmatico dovrebbe giovarsi anche dell’apporto delle Fondazioni del socialismo e della democrazia italiana ed europea. Deve anche ritornare nell’agone politico la “Riserva della Repubblica”, composta da personalità politiche di provata esperienza nel corso della ingiustamente vituperata Prima Repubblica. Mi esistono anche forze nuove che debbono essere associate alla rivolta anti-populista. Si tratta dei protagonisti e degli elettori delle centinaia di liste civiche, presenti e vincenti in ogni parte d’Italia nelle amministrative. Si manifesta inoltre la necessità di dar vita quanto prima al “Governo Ombra” dell’opposizione, deputato a smantellare giorno dopo giorno il malgoverno di chi è oggi al comando.

Negli anni del terrorismo trovò ascolto questo monito:” L’ora è grave; non serve la discordia: serve l’unità”. Ora il pericolo è gravissimo. Ed è sempre vera la massima che ho prima richiamato: il sonno della ragioni genera sempre i mostri.

Fabio Fabbri

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