giovedì, 15 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Conte diserta primo Cdm post ferie, presiede Salvini
Pubblicato il 04-09-2018


Conte“Il Consiglio dei ministri è stato convocato, nonostante l’assenza del premier Conte, perché scadevano i termini per impugnare alcune leggi regionali. Si è trattata quindi di una riunione di routine per far fronte a scadenze”, si giustifica in una nota l’Esecutivo per la riunione di ieri del Consiglio dei ministri, la prima dopo la pausa estiva, nella quale erano assenti il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il vicepremier, Luigi Di Maio. Ha presieduto la riunione l’altro vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini che ormai non sembra presiedere solo il Viminale. Ma Salvini minimizza e In un’intervista al giornale Deutsche Welle, rispondendo ad una domanda se si senta lui il vero presidente del Consiglio, assicura: “No, noi due abbiamo personalità diverse. Lui è l’uomo dell’ascolto e della mediazione. È stato da Donald Trump, andrà in Cina, va ai summit europei. Io sono vicepremier insieme a Luigi Di Maio. Siamo leader di partito, dunque è chiaro che dati i nostri caratteri e i nostri ruoli tendiamo a essere più presenti, ma siamo una buona squadra“.
Se da un lato resta da chiarire se l’assenza di Giuseppe Conte sia stata dovuta a motivi personali o istituzionali (per alcuni era a Foggia, per altri all’Estero), più preminente resta invece da chiarire il vero motivo per il quale il Premier abbia disertato un appuntamento così importante visti i problemi interni (spread e Autostrade) ed esterni (caos Libia) dell’Italia. Tuttavia sembra che la sua assenza sia da ricollocarsi ai recenti malumori del Capo dell’Esecutivo sul continuo e “insostenibile” braccio di ferro tra Lega e Cinquestelle, che “Scredita il presidente del Consiglio”. Ma non solo, pare che Giuseppe Conte si stia collocando sempre di più vicino all’europeismo dei ministri Tria e Maovero Milanesi, a discapito delle continue ‘iniziative’ fuori luogo e fuori dall’Euro di Salvini e Di Maio. Quest’ultimo anche ieri ha proposto di sforare il famigerato 3% in nome di “Flat tax, legge Fornero e reddito di cittadinanza”.

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