mercoledì, 21 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Conte non ha ritirato la sua candidatura per la Sapienza
Pubblicato il 10-09-2018


Conte

Non capita tutti i giorni che un docente universitario partecipa ad un concorso a cattedra e nel frattempo diventa capo del governo. La notizia suscita curiosità ed i mal pensanti possono sospettare che, dato l’importante ruolo politico assunto, possa esserne avvantaggiato. Oggi è stata diffusa la notizia, dal sito ‘Politico.eu’, che il  premier Giuseppe Conte non si è ritirato dalla corsa  per il posto di professore all’Università La Sapienza di Roma. Nella versione europea dell’omonimo sito giornalistico americano si legge: “Il primo ministro italiano Giuseppe Conte non ha ritirato la sua candidatura per una prestigiosa posizione universitaria, nonostante abbia promesso la settimana scorsa di ‘riconsiderare’ se andare avanti in seguito alle polemiche su un suo possibile conflitto di interessi”.

Il corrispondente di ‘Politico.eu’, Silvia Borrelli, su Twitter, ha annunciato: “Conte ancora in lizza per la cattedra, la sua prova di inglese è stata rinviata a data da destinarsi”.

A rivelare che il premier si trovava in lista per sostenere un esame di ‘legal english’, primo passo per concorrere alla cattedra di Diritto Privato alla Sapienza di Roma, era stato sempre ‘Politico.eu’. La domanda, spiegava però il servizio dell’organo di stampa, porta la data dello scorso febbraio, tre mesi prima che Conte ottenesse il mandato e poi, il primo giugno di quest’anno, la fiducia dal Parlamento dopo aver formato il governo.

Conte aveva così replicato frenando sulla sua partecipazione al concorso universitario alla Sapienza: “A inizio anno si era avviata una procedura di trasferimento all’università di Roma, alla Sapienza, confesso che feci domanda, perché, anche avendo un bambino piccolo, ero interessato al trasferimento, ma la mia nuova veste mi impone di riconsiderare questa mia posizione. Sicuramente lunedì non potrò partecipare alla prova di inglese per impegni pregressi”.

Ma il Pd non perde occasione ed ha presentato la seguente interrogazione alla Camera: “Conte avrebbe dovuto presentarsi per il concorso proprio oggi, lunedì 10 settembre, ma in seguito alla discussione sulla opportunità della sua scelta seguita alla diffusione della notizia, lui stesso aveva detto che considerava più opportuno rinunciare; sempre dalla stampa, però apprendiamo che il presidente Conte non avrebbe rinunciato ma avrebbe, invece, semplicemente chiesto lo spostamento dell’esame di inglese, che avrebbe dovuto sostenere oggi, per impegni istituzionali”. L’interrogazione è stata presentata al governo dalla deputata del Pd Alessia Morani. La Morani ha chiesto che vengano chiariti alcuni punti, poiché se veramente è stata prospettata agli altri candidati, dalla stessa Commissione esaminatrice, la possibilità di un mero spostamento della prova per motivi istituzionali, questo configgerebbe in maniera evidente con le dichiarazioni del presidente Conte in cui riferiva di avere rinunciato alla selezione. Infine, il deputato del Pd ha domandato: “Se il governo non ritenga assolutamente necessario chiarire in merito ad una vicenda che, se corrispondesse a quanto riportato dalla stampa, esporrebbe il Governo stesso a una situazione che, oltre agli evidenti aspetti di grave mancanza di opportunità, presenta anche profili riconducibili a conflitti di interessi”.

Ogni cittadino dovrebbe tenere la sfera privata ben distinta da quella pubblica. Sarà una libera scelta del Prof. Giuseppe Conte se rinunciare al concorso o andare avanti. Secondo le norme di legge vigenti, la commissione esaminatrice della Sapienza è tenuta ad esaminare i candidati sulla base dei meriti accademici prescindendo da qualsiasi altra motivazione.

In passato, quanti presidenti del Consiglio sono stati anche docenti universitari? Basta ricordare Aldo Moro o Amintore Fanfani. Ma il giudizio del Parlamento riguardava l’azione politica svolta e nessuno si è mai sognato di porre il conflitto sui due ruoli. E così è stato anche per Conte quando è diventato presidente del Consiglio. La novità è la concomitanza del ruolo istituzionale con la partecipazione ad un concorso a cattedra.

Saro

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