domenica, 23 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Del Bue: Mai una sinistra così debole
Pubblicato il 15-09-2018


apreLa sintesi degli interventi della prima giornata della festa dell’Avanti!

Mauro Del Bue Mai la sinistra italiana è stata così debole. Mai l’insieme delle forze di centro sinistra è arrivato a un livello così  basso: il 25% circa. Il fronte popolare del ‘48, che viene ricordato come sconfitta storica della sinistra, era arrivato al 31%. Vedremo i temi che verranno allo scoperto. Immigrazione, economia, lavoro. Temi che orientano l’elettore in Italia e non solo in Italia. Si dice che le socialdemocrazie sono in crisi in tutto il mondo. Ma se diamo un’occhiata in Europa vediamo che ci sono governi socialisti in Spagna, Portogallo, in Svezia, in Germania, sia pure in coabitazione coi democristisni, mentre i laburisti sono al primo posto nei sondaggi in Inghilterra. E Macron chi é? Un ex ministro socialista nel governo di Hollande. L’anomalia Italiiana è costituita dalla presenza di un partito democratico e non socialista. L’andare oltre, il saltare la storia socialista, non ha impedito al Pd di scivolare al risultato più basso dei partiti socialisti europei, se escludiamo il dato del Partito socialista francese. L’anomalia italiana che con le ultime europee era divenuta modello per altri, oggi si é rivelata fallimentare. Serve un soggetto nuovo, che non rinneghi la storia e l’identità e sappia ricollegarsi ai bisogni dei cittadini.

Enzo Maraio I socialisti  lanciano un forte segnale. Noi siamo sempre stati un partito conflittuale, però abbiamo una rete radicata nel territorio che n mille amministratori locali. Siamo un partito vivo che vuole dare la sveglia a tutta la coalizione. Abbiamo uno spazio politico enorme da riempire di contenuti. Ma l’opposizione a questo governo deve essere credibile. Vi è una prateria politica davanti, non dobbiamo commettere errore di considerare sufficiente il Pantheon della nostra storia. Occorre elaborare idee e progettualità. Noi socialisti abbiamo la fortuna di essere abituati a superare periodi di tempesta. Grazie anche al nostro segretario Nencini e oggi ci proponiamo come  partito di mediazione tra le varie arie del centrosinistra.

Sono 100 giorni che il governo è all’opera e ha modificato tre volte la linea sui vaccini. Su l’Ilva hanno vinto una campagna elettorale. E alla fine non hanno cambiato nulla. Sono i grandi temi su cui dobbiamo lavorare: sicurezza, accoglienza e dignità. Allo stesso tempo la sicurezza che non è un tema di destra, ma di civiltà. Staremo decenni all’opposizione se non troviamo temi su cui rifondare la sinistra in Italia. Il Partito ha radici profonde che ci danno speranze per scrivere altre pagine di storia in Italia.

Ugo Intini. Il nostro partito è l’unico cha ha mantenuto inalterato il suo nome. E l’Avanti! è unico giornale, anche se ora online, della sinistra che ancora esiste. Dall’Avanti! purtroppo è nato anche Mussolini. Ma anche il comunismo con Gramsci che fu direttore dell’Avanti di Torino. All’avanti! è nata la Repubblica, con Pietro Nenni. Insomma attraverso il nostro giornale è passata la storia del Paese. Ma l’Avanti! ha anche meriti storici più recenti. Ha applicato la politica del partito ed è stato il primo giornale a fare quello che la stampa italiana non ha fatto. È stato il primo giornale a contestare la magistratura, vedi Tobagi. L’Avanti è stato anche il primo a contrastare le Brigate Rosse. Altre esempio viene dal più grande giallo accaduto in Italia. Il tentato assassinio del papa. Il nostro giornale fu l’unico che fece un’inchiesta sulla linea oggi più accreditata della pista sovietica. L’Avanti! fu distrutto 5 volte dai fascisti.

Oggi non c’è il fascismo, ma c’è il diciannovismo. Noi, l’Italia,  saremo presto individuati dalla Unione europea come peggiori di Orban. Questo è come porre una bomba ad orologeria all’interno dell’Europa. E l’Avanti! questo lo ha capito per primo.

La distruzione della politica passa attraverso la distruzione della storia. Sto organizzando un convegno su questo tema cercando di ricostruire la dignità della storia contro gli imbroglioni che vogliono cancellare la storia di questo paese.

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Commenti all'articolo
  1. Ha senso il pensare che “La distruzione della politica passa attraverso la distruzione della storia”, ma altrettanto può succedere quando la politica si dimostrasse incapace di “elaborare idee e progettualità”, e il sentir dire che c’è “uno spazio politico enorme da riempire di contenuti” lascia supporre che si sia formato un vuoto, rimasto poi tale nonostante tutti i propositi di volerlo riempire, proprio a causa della suddetta incapacità, e se così fosse si spiegherebbe il crescente distacco dalla politica, o da una certa politica, che avvertiamo nel sentire comune (giusto perché quella politica non sembra in grado di andare oltre agli enunciati di principio, per tradurli in azioni concrete, o è comunque in forte ritardo nel farlo).

    Paolo B. 15.09.2018

  2. Nel leggere che “non dobbiamo commettere l’errore di considerare sufficiente il Pantheon della nostra storia”, mi viene da pensare che siano parole indubbiamente sensate, ma vengono nel contempo alla mente altre considerazioni (riguardo al “buttarsi in avanti”).

    In primo luogo, quel Pantheon può tenere o rimettere insieme una buona quota del “popolo socialista”, ammesso che una tale prospettiva possa ancora interessare, visto che c’è chi vorrebbe invece tagliare i ponti col passato (nell’intento di rigenerarsi).

    Riguardo a quest’ultima tesi, ho più volte pensato, forse sbagliando, che chi la propugna, o caldeggia, punti a tagliare le radici coi trascorsi riformisti, per potersi poi amalgamare, o addirittura fondere, con quella parte della sinistra di altra cultura e tradizione politica.

    E’ una tesi che può non essere condivisa, e sono personalmente tra questi, ma che ha nondimeno una sua logica, e con la quale occorre “fare i conti”, perché i suoi sostenitori teorizzano che le socialdemocrazie sono in crisi, e occorre dunque avere “più sinistra”.

    Ma quando ci si mette insieme ad altri, o si vorrebbe essere accolti in casa loro, occorre tener conto dei loro “percorsi”, e proprio stamani le notizie di stampa ci dicono, se non ho frainteso, che nel maggior partito della sinistra c’è chi vorrebbe scioglierlo e rifondarlo.

    Le ragioni di siffatta intenzione possono essere varie, e potrebbe forsanche essere che si voglia far dimenticare una storia ritenuta poco “entusiasmante”, ma non credo che vorranno sostituirla col rivalutare quella socialista (visto come l’hanno sempre giudicata).

    Fossi nei panni di quella parte socialista che sta e guarda a sinistra, mi terrei ben stretta la mia storia, che non ha nulla da “far arrossire”, anzi, e starei anche attento a non sacrificarla troppo nel pormi “come partito di mediazione tra le varie aree del centrosinistra”, e avanzerei anche proposte che facciano ricordare in qualche modo quel “Pantheon”.

    Paolo B. 16.09.20918

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