sabato, 20 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Draghi: chi critica la Bce nasconde la verità
Pubblicato il 25-09-2018


Draghi-Eurozona

La discussione all’Europarlamento a Bruxelles, questa settimana, si è aperta ieri pomeriggio con il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi, dinanzi alla commissione per i problemi economici e monetari sulle prospettive economiche e monetarie dell’area euro e, in particolare, dei piani della Bce per porre fine al quantitative easing. La commissione bilanci adotterà, fra domani e mercoledì, le sue proposte per il bilancio dell’Ue per il prossimo anno. Una nota ha spiegato: “I deputati sono invitati a privilegiare i programmi di potenziamento che sostengono gli scambi di studenti come Erasmus, le piccole e medie imprese, la ricerca, le reti transeuropee, i posti di lavoro, l’innovazione sociale e l’occupazione giovanile, nonché i fondi legati al clima. Possono inoltre aggiungere finanziamenti per ulteriori misure nel settore della sicurezza, delle migrazioni e dell’aiuto ai profughi, sia all’interno che all’esterno dell’Ue. I candidati per il Premio Sakharov 2018 per la libertà di pensiero saranno presentati giovedì in una riunione congiunta con le commissioni affari esteri e sviluppo e con la sottocommissione per i diritti umani. Quest’anno ci sono otto candidati. Le commissioni per gli affari esteri e lo sviluppo voteranno il 9 ottobre per selezionare i tre finalisti. La Conferenza dei presidenti del Parlamento selezionerà il vincitore finale il 25 ottobre”.

Il presidente della Bce, Mario Draghi, durante il suo intervento ha affermato: “Ho detto che le parole hanno fatto danni, perché le famiglie e le imprese pagano tassi più alti di prima, oltre per quanto riguarda le imprese a garanzie e clausole contrattuali diverse da quelle degli altri Paesi, che pagano ai tassi di prima o anche più bassi. Per le famiglie sono anche saliti i tassi sul credito al consumo, mentre per i mutui il processo è più lento, e questo è successo in Italia e non altrove. La Bce non ha trattato in modo diverso Italia e Germania, non è vero, punto e basta, perché la Bce non ha fornito prestiti, la Bce ha comprato i titoli sovrani in ogni Paese a seconda della chiave di sottoscrizione dei capitali della Bce, facciamo una politica monetaria in tutti Paesi, non in uno o in un altro”. Rispondendo anche a chi proponeva un limite ai pagamenti della Bce, Draghi ha detto: “Questo sarebbe fatale per l’eurozona, non ha nessun senso fare pagamenti sino a una certa soglia”.

Il numero uno della Bce, spiegando che a dieci anni dallo scoppio della crisi e dalle misure per farvi fronte, ha aggiunto: “Oggi il lavoro non è ancora finito ma stiamo raccogliendo i frutti dei nostri sforzi con la crescita positiva da oltre 5 anni, la disoccupazione al minimo da novembre 2008 e con il reddito disponibile delle famiglie in crescita al tasso più alto da 10 anni. In linea con quanto deciso a Riga di ridurre il ritmo degli acquisti netti di titoli a 15 miliardi di euro a partire da ottobre sino alla fine dell’anno, a questi punto prevediamo che, a condizione dei dati in arrivo che confermino le nostre previsioni a medio termine dell’inflazione, cesseremo gli acquisti, ha detto ancora Draghi, sottolineando che questo però non significa che la nostra politica monetaria cesserà di essere accomodante”.

In sintesi, coloro che hanno criticato la Bce, lo hanno fatto nascondendo la verità. La Bce ha svolto un ruolo molto importante per lo sviluppo dell’Unione Europea. Questo ruolo non finirà con la fine del quantitative easing, ma proseguirà equamente, anche con altri strumenti, in ottemperanza del suo ruolo istituzionale senza privilegiare nessun Paese dell’Unione.

Salvatore Rondello

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