lunedì, 15 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Ermini eletto vicepresidente del Csm. L’Ira del M5S
Pubblicato il 27-09-2018


ermini mattarella csm

Il plenum di palazzo dei Marescialli ha eletto Davide Ermini, esponente renziano del Pd, nuovo vicepresidente del Csm, l’organo di autogoverno dei magistrati presieduto dal Presiedente della Repubblica. Ermini è stato eletto alla terza votazione, con 13 voti. Un fatto inusuale nella prassi di Palazzo dei Marescialli: nelle consiliature passate, infatti, il vicepresidente è quasi sempre passato alla prima votazione, perché si era raggiunta prima l’intesa tra i suoi componenti.

Una elezione che manda su tutte le furie il Movimento 5 Stelle che va subito all’attacco: “È incredibile! Avete letto? Questo renzianissimo deputato fiorentino del Pd è appena stato eletto presidente di fatto del Consiglio superiore della magistratura. Lo hanno votato magistrati di ruolo e membri espressi dal Parlamento. Ma dov’è l’indipendenza? E avevano pure il coraggio di accusare noi per Foa che non ha mai militato in nessun partito. È incredibile”, scrive il vicepremier Luigi Di Maio in un post su Facebook, commentando l’elezione di David Ermini. Evidentemente Di Maio, dopo aver fatto insieme alla Lega man bassa di tutte le poltrone, aveva, in perfetto stile prima Repubblica, già immaginato una nuova casella da riempire a suo piacimento.

“Dedico l’elezione a mio padre, che ha fatto l’avvocato per tutta la vita e che oggi, se ci fosse, sarebbe più felice di me” ha detto Ermini. “Ho chiesto la sospensione dell’iscrizione al mio partito perché ritengo che quando si assume un incarico istituzionale si deve avere la possibilità di essere libero». Chi arriva al Csm, ha aggiunto Ermini, “dismette la propria casacca, e risponde solo alla legge e alla Costituzione”. Poi rivolgendosi al Capo dello Stato ha aggiunto: “Mi riporto alle parole che lei ha pronunciato in maniera forte durante la cerimonia di insediamento al Csm: la cosa principale è che nessuno di noi, dei cittadini, è al di sopra della legge. Dobbiamo tenere di fronte a noi la legge e la Costituzione. Il presidente della Repubblica è il garante della Costituzione – ha concluso – a cui mi rivolgerò in maniera pressante e continua durante il mio mandato”.

All’attacco anche il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede: “I magistrati del Csm hanno deciso di affidare la vice presidenza del loro organo di autonomia ad un esponente di primo piano del Pd, unico politico eletto in questa legislatura tra i laici del Csm. Da deputato mi sono sempre battuto affinché il Parlamento individuasse membri laici non esposti politicamente. Prendo atto che all’interno del Csm, c’è una parte maggioritaria di magistrati che ha deciso di fare politica!”.

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