domenica, 23 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

IL RICHIAMO ALLA POLITICA
Pubblicato il 15-09-2018


La prima sera della Festa dell’Avanti 2018 si è conclusa con il dialogo tra l’ex Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni e il segretario del Partito Socialista, Riccardo Nencini, con la moderazione di Antonella Baccaro (caporedattore centrale del Corriere della Sera).

20180914_211320Riccardo Nencini. Sul ponte di Genova ci sono due inchieste aperte. Aspettiamo. Ma quello che sta emergendo è che c’è stata una mancata manutenzione e ora bisogna capire se è derivata da una carenza strutturale o da una valutazione errata ingegneristica. Ci sono anche altri aspetti preoccupanti ovvero dichiarazioni avventuristiche da parte del ministro competente e tutta la polemica su chi deve ricostruire. Con quello che sta emergendo si rischia di aggiungere danno a una tragedia. Una serie di dichiarazione avventuristiche. Poi manca un piano per Genova. Ossia che cosa fare per l’economia di Genova perché va ricostruito il collegamento con il porto. Tutta la polemica fino ad oggi si è fatta su chi deve costruire. Le norme europee obbligano ad andare a gare. Si parla di 200-300 milioni. Poi ci sarebbe da riaprire la partita della Gronda su cui governo non ha detto e non dice nulla.

Serve un’alleanza per il centrosinistra. L’occasione la abbiamo: le elezioni europee. Una normativa nuova prevede di definire la candidatura del presidente della Commissione europea. Questa è una ottima occasione non solo per il Pd e il Psi, ma anche per la sinistra riformista intera che può confrontarsi insieme sulla scelta del candidato. Un’occasione per presentare un fronte. Voglio sottolineare un paradosso: Salvini sale nei sondaggi fino a punte mai viste, e lo fa sbandierando un con forza l’arma dell’antipolitica. Poi si inventa l’internazionale nera. Che ha invece un taglio politico vero e proprio e ben definito. Noi come sinistra dobbiamo invece riproporre il tema del primato della politica.

Paolo Gentiloni. È importante impostare un’opposizione gagliarda in Parlamento. Va bene la bagarre in Parlamento e la mobilitazione di piazza. Ma il primo problema è capire chi si ha di fronte e non dobbiamo sottovalutare il fatto che questo Governo può fare molti danni al Paese con un gruppo di incompetenti messi lì. Non voglio fare allarmismo, ma questo Governo a tre mesi e mezzo ha al suo attivo solo un decreto insignificante e poi un decreto mille proroghe emanato ad agosto il che significa che se ne approveranno due uno ad agosto e l’altro a dicembre. Questo Governo non ha fatto ancora nulla. Ma nel non fare nulla sono state dichiarate delle cose e fatti dei gesti dimostrativi. L’Italia in 3 mesi e mezzo è stata isolata e questo è molto pericoloso”. Parlando della tragedia del ponte di Genova, Gentiloni ha aggiunto: “Io avrei fatto tre cose: occuparsi delle famiglie colpite, lavorare per capire cosa non ha funzionato e avrei riunito tutto il Paese, il Parlamento, perché di fronte al dramma in qualsiasi Paese democratico chi sta al Governo promuove un’unità nazionale. Noi invece ci siamo trovati di fronte a chi ha incolpato il Pd pur sapendo di mentire. Questa non è stata una reazione da Paese maturo perché se c’è un dramma tu chiami all’unità e non all’odio. Ma poi cosa è stato detto sul futuro di Genova? C’e’ un progetto oltre a quello generoso di Renzo Piano? Qui si semina odio e non si parla del futuro di Genova”.

“Guai – afferma ancora Gentiloni – a pensare che si tratta di un gruppo di sbruffoni che sarà travolto dall’inesperienza. Sono pericolosi e dobbiamo prenderli sul serio. Non fanno nulla, ma le loro dichiarazioni e i gesti dimostrativi hanno isolato l’Italia, provocando una crisi di fiducia verso il Paese, che con i precedenti governi aveva risalito la china. Oggi il livello di popolarità di questo governo non è superiore a quello di altri governi dopo pochi mesi dalle elezioni: il governo Renzi e Monti per esempio. Ma non mi faccio incantare dai sondaggi.

Ora guardiamo a due date. Il 6 novembre ci saranno le elezioni negli Stati Uniti, se Trump perde le Camere vi sarà uno stop alla sua spinta, ma può avvenire anche l’opposto. Sulle elezioni europee bisogna ragionare in modo più ampio possibile. Per il Pd sarebbe un grave errore non fare il congresso. Non dobbiamo avere nessuna paura del congresso e dobbiamo farlo il prima possibile. Il Pd ha bisogno di leader nuovi. Guardiamo la Spd: con un leader nuovo ha fatto un balzo in avanti nei sondaggi. Abbiamo bisogno di una alleanza e di una coalizione e spero di farlo insieme con voi.

Nencini chiudendo i lavori il giorno successivo ha osservato come “l‘analisi che prevale in questo dibattito è che tutto è cambiato. Prima della guerra mondiale vi era il Partito liberale, nel 1919 sparì. Lo schema novecentesco oggi non c’è più. Questo non vuole dire che il sistema dei  partiti sia destinando a terminare. Ma comunque che non è più quello di prima. Anche il ciclo della Merkel è finito e il fenomeno immigrazione sta cambiando il modo di sentire mettendo al centro del dibattito temi collegati come protezione e sicurezza sociale su cui si specula in modo inappropriato. Noi abbiamo lanciato l’ipotesi di una alleanza repubblicana. Bisogna riscoprire il primario della politica. Invece la sinistra ha rinunciato a difenderlo. Se cresce il tema del fronte repubblicano, ma se allo stesso tempo il Partito Democratico non scioglie il tema del congresso, allora si crea un problema. Lo stesso se il congresso si svolgerà dopo le elezioni europee. E noi nel frattempo che facciamo? Aspettiamo i tempi del Pd? Io sono per fare una cosa diversa con chi ci sta, ma bisogna iniziare a lavorarci da  subito. Le feste di partito servono per fare proposte. Ma poi servono le gambe per cercare di capire se questa è una barca che può tenere il mare.

Riunire a ottobre tutti coloro che alle prossime elezioni europee intendono costruire un’Europa federale. La scelta del candidato alla presidenza della Commissione Europea può essere il primo banco di prova: non una decisione presa solo da Pd e PSI in quanto membri del PSE ma un nome individuato da tutta la sinistra riformista; non una scelta fatta dai vertici ma un processo che coinvolga i cittadini con vere e proprie primarie da tenere prima del congresso del PSE a Lisbona nel prossimo dicembre”. Lanciamo subito questa proposta.

La diretta su RadioRadicale

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Commenti all'articolo
  1. Il dialogo iniziale tra Del Bue ed Intini, agile, fresco, ricco, ironico e profondo, centrato a tal proposito sulla ineludibilità della cultura come presupposto della politica, cosa drammaticamente assente oggi, è risultato la vera nota di qualità della festa.

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