mercoledì, 19 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Festa dell’Avanti!, “un futuro possibile” per la sinistra
Pubblicato il 11-09-2018


festa avanti logoUna tre giorni per discutere di politica, per riflettere e analizzare la realtà, per riunire la comunità socialista e per rilanciare una nuova proposta per il futuro in vista delle elezioni europee del prossimo anno. Tre giorni per “discutere dei tre cardini attorno a cui riorganizzare un’azione per il futuro possible della sinistra, in Italia come in Europa: libertà, inclusione e lavoro”. Lo ha detto il segretario del PSI Riccardo Nencini ospite di Radio Radicale, annunciando la festa nazionale dell’Avanti! che si terrà a Caserta, presso Parco Maria Carolina (viale Giulio Douhet 2014), dal titolo ‘Il Futuro Possibile’ nei giorni 14, 15 e 16 settembre.

“Saranno tre giorni di politica pura, e la scelta di Caserta non è casuale: si tratta di un omaggio al Mezzogiorno. Dopo aver letto la lista dei ministri, che include un ministro per il Mezzogiorno senza portafoglio, abbiamo deciso che bisognava dare un segnale forte, perché o l’Italia si salva tutta intera o non si salva”, ha sottolineato Nencini ai microfoni di Radio Radicale.

Il segretario socialista ha detto di aver “costruito un tavolo di appuntamenti che vedrà la partecipazione di Paolo Gentiloni, Marco Minniti e altri rappresentanti di PD, LEU, Radicali e dei democratici cattolici; tutti esponenti di un fronte europeista a cui si aggiungono i sindaci delle zone a rischio della Campania in cui si combatte in prima linea contro la criminalità”.

Tre giorni, insomma, di approfondimenti sul futuro possibile perché “la grande differenza con il passato è che i partiti sovranisti si presentano oggi con un’idea del futuro, rozza ma chiara, che è penetrata nel corpo elettorale a prescindere se poi riescano o meno a realizzarla”, analizza Nencini. “Quello che manca a sinistra è invece proprio un’idea di come si governano i grandi cambiamenti di questo secolo. E, senza una missione, non esiste una sinistra”, ha concluso Nencini.

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Commenti all'articolo
  1. Sul finire di queste righe troviamo una considerazione abbastanza precisa ed eloquente, laddove si dice “Quello che manca a sinistra è invece proprio un’idea di come si governano i grandi cambiamenti di questo secolo”, il che induce ad alcune riflessioni.

    Per prima cosa, se fosse effettivamente così, troverebbe conferma l’idea di quanti pensavano che il governo delle sinistre non sapesse gestire le criticità ed emergenze dei nostri tempi, e si spiegherebbe altresì la relativa e conseguente “fuga” di voti.

    Verrebbe poi da chiedersi cosa accumuni i socialisti con una tale sinistra, dal momento che sono ormai in pochi a non riconoscere la loro capacità a saper affrontare i problemi, sia interni che di livello internazionale, all’epoca della Prima Repubblica.

    C’è da augurarsi che dalla Festa dell’Avanti emergano proposte ed indicazioni che dimostrino come i riformisti siano qualcosa di diverso da chi non sembra in grado di andare oltre alle accuse di populismo, razzismo, fascismo…, nei confronti degli avversari.

    Se la sinistra non riesce a fare questo “salto di qualità”, ma si limita a “bollare” i suoi concorrenti/competitori nel modo che dicevo, viene da supporre che il “futuro possibile” del titolo di queste righe debba essere integrato con un bel punto interrogativo

    Paolo B. 12.09.2018

  2. Sul finire di queste righe troviamo una considerazione abbastanza precisa ed eloquente, laddove si dice “Quello che manca a sinistra è invece proprio un’idea di come si governano i grandi cambiamenti di questo secolo”, il che induce ad alcune riflessioni.

    Per prima cosa, se fosse effettivamente così, troverebbe conferma l’idea di quanti pensavano che il governo delle sinistre non sapesse gestire le criticità ed emergenze dei nostri tempi, e si spiegherebbe altresì la relativa e conseguente “fuga” di voti.

    Verrebbe poi da chiedersi cosa accumuni i socialisti con una tale sinistra, dal momento che sono ormai in pochi a non riconoscere la loro capacità a saper affrontare i problemi, sia interni che di livello internazionale, all’epoca della Prima Repubblica.

    C’è da augurarsi che dalla Festa dell’Avanti emergano proposte ed indicazioni che dimostrino come i riformisti siano qualcosa di diverso da chi non sembra in grado di andare oltre alle accuse di populismo, razzismo, fascismo…, nei confronti degli avversari.

    Se la sinistra non riesce a fare questo “salto di qualità”, ma si limita a “bollare” i suoi concorrenti/competitori nel modo che dicevo, viene da supporre che il “futuro possibile” del titolo di queste righe debba essere integrato con un bel punto interrogativo

    Paolo B. 12.09.2018

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