giovedì, 20 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Fondi Lega, Salvini: “Provano a bloccare il mio lavoro”
Pubblicato il 06-09-2018


salvini-bossi-ape10“Dunque la Lega è colpevole. 49 milioni, un bel gruzzolo. Il partito che espose il cappio in aula, che ha urlato la sua diversità. Tutto falso: più uguale degli altri. Voglio essere chiaro: io resto garantista e aspetto l’ultimo grado di giudizio. Ma Lega e grillini non lo sono mai stati”, scrive il segretario del Psi, Riccardo Nencini su Facebook, spiegando: “E allora mi aspetto che Di Maio chieda a Salvini di farsi da parte e che Salvini, prima che Di Maio glielo chieda, si comporti come ha consigliato di fare ad altri nelle sue condizioni”.
La sentenza è arrivata e non ha portato sorprese. Il tribunale del Riesame ha accolto il ricorso della procura sul sequestro dei fondi della Lega in relazione alla truffa ai danni dello stato, stimata in 49 milioni, per rimborsi elettorali non dovuti dal 2008 al 2010 per cui sono stati condannati in primo grado Umberto Bossi, l’ex tesoriere Francesco Belsito e tre ex revisori dei conti. Al momento i fondi sequestrati ammontano a circa 3 milioni e ora nelle casse del partito ci sono poco più di 5 milioni.
Nelle stesse ore in cui tutte le agenzie battevano la notizia, Matteo Salvini, restava però ancorato al suo programma elettorale contro l’immigrazione e ha twittato: “Confronto 2018-2017, sbarchi in agosto: -65%! Io ce la metto tutta, #dalleparoleaifatti”.
Ma nelle ore successive Salvini ha iniziato però a puntare sugli italiani e sul vittimismo:
“Lavoro per la sicurezza degli Italiani e mi indagano per SEQUESTRO DI PERSONA (30 anni di carcere), lavoro per cambiare l’Italia e l’Europa e mi bloccano tutti i conti correnti, per presunti errori di dieci anni fa. Non mollo, lavoro ancora più duro.
Sorridente e incazzato”.

La decisione del Riesame segue al provvedimento della Cassazione, che a giugno scorso ha ordinato il sequestro dei 49 milioni di euro della Lega, ovunque custoditi, ma anche presenti e futuri. Secondo la Corte la Lega avrebbe dovuto restituire i 49 milioni di euro allo Stato, per la vasta truffa del leader del Carroccio Umberto Bossi. Conti correnti bancari, libretti e depositi: per i giudici era necessario un sequestro “per equivalente ovunque e presso chiunque custodito”. La Corte ha, dunque, riconosciuto ai pm di Genova la possibilità di porre i sigilli sui capitali del Carroccio di Matteo Salvini “ovunque e prezzo chiunque custodito”.

Dalla parte del Carroccio, alcuni vecchissimi alleati di Governo come Maurizio Lupi (Ap), ma adesso per la Lega punta a impugnare la decisione e ricorrere ancora in Cassazione.

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