sabato, 20 ottobre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Il passato che ritorna
Pubblicato il 26-09-2018


Circolano pericolosissimi segnali che confermano la violenta marcia indietro impressa alla società occidentale e ai suoi valori. Un attacco senza precedenti che ci indica l’abisso in cui stiamo precipitando.

Davvero non c’è un attimo di respiro. E’ il momento di ricomporre il racconto della contemporaneità e rilanciare una grande sfida europea per fare in modo che il futuro non somigli a un terribile passato. Occorre il massimo da parte di tutte le forze che si oppongono alla “internazionale nera”.

Tanti, troppi eventi che messi in fila non danno altra spiegazione se non la conferma che è in atto un pianificato e strategico piano di distruzione civile.

In Europa è impera, come se non bastasse, un’ondata di antisemitismo senza precedenti negli ultimi settant’anni. Un cittadine ebreo su quattro lascia il continente. Spesso per andare in Israele. In Francia c’è un clima irrespirabile. Un odio palpabile che si concretizza con episodi continui di violenza e minacce che purtroppo spesso sfociano nel peggiore dei modi. A fine Agosto un’ala intera del Parlamento francese è stata evacuata a causa di una lettera contenente una minaccia di morte verso un parlamentare di origine ebraica, la busta conteneva oltre alla lettera anche della polvere bianca. Meyer Habib, il parlamentare, ormai è sotto scorta e rivela che lo hanno minacciato di decapitarlo. Nel frattempo interi quartieri si svuotano. In pochi anni la comunità si è dimezzata. Da ottocento famiglie si è passati a quattrocento, testimonia David Ruah , presidente della comunità di Vitry-sur-Seine. Anche a Parigi la situazione è pesante.

Nel diciassettesimo arrondissement oggi le persone di origine ebraica sono 42 mila. Prima erano 173 mila.

La questione è balzata anche agli occhi del New York Times che scrive che a Aulnay-sous-Bois da seicento famiglie ebraiche si è precipitati a cento! Ma il quotidiano fornisce ancora altri numeri che coinvolgono altre zone…la tendenza è generalizzata. E’ anche questo un segno dei tempi. Una barbarie. Come se ci fosse un sentore, ennesimo che qualcosa di terribile sta per accadere.

Il segnale fondamentale è l’indifferenza. Come sempre. L’intelligence francese è al lavoro e in massima allerta…per adesso non si prevedono attacchi terroristici, ma man mano che si avvicina la data delle elezioni europee la situazione sarà da allarme rosso. Quanti altri segnali dobbiamo cogliere prima di svegliarci nel grande incubo?

Massimo Ricciuti

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento