giovedì, 20 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Ilva, ultimi giorni di assemblee. Sì da Novi Ligure
Pubblicato il 12-09-2018


Ilva_Taranto_BluR439Domani, giovedì 13 settembre, volgono al termine le operazioni di referendum di tutti lavoratori del gruppo Ilva sull’accordo tra sindacati e ArcelorMittal, ovvero il colosso che nel 2017 ha vinto la gara per l’assegnazione dell’azienda siderurgica.
Nel frattempo i lavoratori dello stabilimento di Novi Ligure del gruppo Ilva hanno approvato l’accordo raggiunto con Arcelor Mittal sul rilancio dell’azienda. Quasi il 90% dei dipendenti ha detto si all’intesa con il colosso che nel 2017 ha vinto la gara per l’assegnazione dell’azienda siderurgica. Secondo fonti sindacali, dei 730 aventi diritto, hanno votato in 510. I voti favorevoli sono stati 456 (89,4%), i contrari 52 (10,2%), le schede nulle 2.
Venerdì scorso, 7 settembre, avevano detto sì all’accordo i lavoratori di Racconigi: su 153 aventi diritto e 111 votanti, i sì sono stati 93, i no solamente 15. Schede nulle: 3.
Attesa per Taranto dove l’adesione, secondo fonti sindacali, è stata alta. Le schede saranno tutte raccolte nelle urne fino a giovedì 13 settembre, quando avverrà lo spoglio. Nel corso delle due assemblee dei giorni scorsi sono stati coinvolti i lavoratori di nove reparti. Ieri 10 assemblee, mercoledì 7 assemblee e giovedì 13 altre quattro.
Intanto i sindacati metalmeccanici di Taranto replicano all’accusa lanciata da Massimo Battista, dipendente Ilva, ex sindacalista, ora consigliere comunale di Taranto, che ieri ha annunciato le dimissioni dai Cinque Stelle in netta contestazione con l’intesa al MiSe (“M5S ha tradito, aveva promesso la chiusura delle fonti inquinanti”, sostiene) e il suo passaggio come indipendente. “È un referendum farsa – l’accusa di Battista ai sindacati – si va tra i lavoratori ma l’accordo e’ già stato firmato al MiSe, tutto è già deciso”. Per Battista, che aveva aderito ai Cinque Stelle venendo dal movimento cittadino “Liberi e Pensanti” che vuole la chiusura dell’Ilva, anche le modalità di svolgimento del referendum sono “una farsa”. “Si vota senza riservatezza – spiega – e i lavoratori non vengono nemmeno identificati”.
Il sindacato FLMUniti-Cub ha denunciato violazioni e pressioni verso i lavoratori in un comunicato: “In queste ore molti lavoratori ILVA denunciano che nel momento di esprimersi sull’accordo attraverso il referendum, vengono fatti votare a scheda aperta davanti ai delegati e chi esprime la volontà di votare no viene richiamato dal delegato e invitato a votare sì. Inoltre a molti non viene chiesto nessun cartellino o documento”.
Hanno paura del dissenso. I firmatari stanno violando la riservatezza del voto. Sapevamo che l’esito del referendum rischiava di essere distorto poiché i seggi sono presidiati solo dai favorevoli al sì, è questo è quello che sta avvenendo”, si legge ancora nel comunicato. La FLMUniti-CUB nel “denunciare la violazione dello stesso accordo al punto VII (clausola finale) utilizzerà tutti i mezzi per contrastare i metodi vergognosi ed intimidatori utilizzati per comprimere la libertà di esercitare la propria opinione”.

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