lunedì, 22 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Immigrazione. Tusk: “Ora basta con la retorica”
Pubblicato il 20-09-2018


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Va in soffitta il principio delle redistribuzione obbligatoria dei migranti. Dopo mesi di battaglie, il Consiglio europeo di Salisburgo archivia d fatto un sistema che non era stato mai accettato soprattutto dai paesi del nord Europa. Ieri era stato il presidente della Commissione Jean Claude Juncker ad annunciare per primo il nuovo meccanismo per la gestione degli sbarchi e di redistribuzione che non riguarderà tutti i Paesi con le stesse modalità. “Chi non partecipa alla redistribuzione partecipa finanziariamente”, aveva ribadito ieri notte Giuseppe Conte rientrando in hotel dal vertice.

In buona sostanza il governo italiano accetta la linea della monetizzazione della solidarietà purché, questo il senso delle parole del premier, siano pochi gli Stati che non accettano quote di redistribuzione dei migranti e si impegnano, in alternativa, a un contributo finanziario. Quanti al massimo dovranno essere questi Stati affinché si possa parlare di meccanismo europeo, non si sa. Conte ha usato il termini ‘residuale”riferendosi al numero tollerabile. Grossomodo si può indicare che sceglierebbero la via “finanziaria” i quattro di Visegrad più Austria, probabilmente i tre Stati baltici, la Finlandia. Dunque, una decina su 27. Tutto dipenderà però anche dalla consistenza delle ‘quote” redistribuite. La possibilità del sostegno finanziario agli Stati più esposti alla migrazione, Italia, Grecia e Spagna, come alternativa alla ripartizione obbligatoria, era stata più volte sollevata dai paesi di Visegrad.

Insomma comincia sotto i peggiori auspici il vertice sui migranti di Salisburgo. Dopo un lungo silenzio è tornato a parlare il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk: “Basta al gioco delle colpe sull’immigrazione, non possiamo più essere divisi tra coloro che vogliono risolvere i problemi e coloro che vogliono usarli per un guadagno politico”, ha ammonito. “Bisogna affrontare il tema dell’immigrazione – ha aggiunto – senza retorica e puntare a risolverlo cooperando tra i diversi Paesi”. Un chiaro attacco ai sovranisti, e alle politiche del nostro Paese.

 

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