lunedì, 22 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

La buona storia. Il governo Craxi
Pubblicato il 15-09-2018


craxi 1Bobo Craxi. Non posso dimenticare che Psi arriva alla seconda esperienza di governo forte degli errori della prima. Il Psi arriva alla esperienza del pentapartito più debole numericamente ma più forte politicamente. Era il motore di quel governo nonostante la differenza di peso in termine di voti con la Dc. Rimini fu la riflessione di un partito che non cresceva elettoralmente ma cresceva politicamente dopo lo sfascio e il fallimento del compromesso storico. Il governo Craxi ereditò una situazione pre-argentina. Unico modo per governare era ritrovare il blocco del centrosinistra di cui il Partito socialista era il pezzo dinamico. Le condizioni internazionali lo favorirono e l’impulso della politica estera proseguì una visione euro-mediterranea. L’Italia cominciava a promuovere un certo protagonismo in campo internazionale.

Voglio sottolineare che nessuno dei reati contestati dal Pool mani pulite riguarda il periodo di governo di Craxi. Che non fu una storia a lieto fine. È vero che si passò da 11 a 14 per cento. Quando arrivò Craxi l’inflazione era all’11% e scese al  4%. L’Italia da forza sconfitta tornò a forza centrale nello scenario internazionali. Dopo tutto questo il Psi si aspettava di più. Anche se il risultato fu il migliore di quelli ottenuti dal Psi nella storia repubblicana

Oggi si arriva al governo dopo aver denigrato l’avversario, si arriva senza che le forze politiche abbiamo la capacità di leadership per governare. A Sigonella fu impedito l’assalto della Delta Force; a Catania, Salvini ha arrestato cento africani stremati: credo che il paragone sia un insulto all’intelligenza e alla Storia.

Gennaro Acquaviva Non dobbiamo qui fare una rassegna di rimpianti. Non faremmo un buon servizio. Occorre invece citare episodi, provvedimenti, situazioni. Io fui direttamente coinvolto sul tema della revisione del Concordato. Costituimmo una commissiibe mista e ne fece parte anche il nostro Tremonti che suggerì l’8 per mille per tutte le Chiese. Abolimmo la religione di Stato e l’obbligatorietà dell’ora di religione nelle scuole. Craxi aveva ben presente che solo in accordo coi cattolici e con la Chiesa si poteva tenere unita l’Italia. In fondo superammo quell’articolo sette della Costituzione votato da Dc e Pci ma non dal Psi, che introduceva i Patti lateranensi del 1929.

Luigi Covatta. Il governo Craxi fu adeguatamente preparato, a partire dalla Conferenza di Rimini del 1982. Ricordiamo che uno dei provvedimenti più importanti, il decreti di San Valentino, trovò il consenso di due sindacati, la Cisl di Carniti e la Uil di Benvenuto e che anche oa componente socialista della Cgil l’appoggiò. Quel che i comunisti berlungueriani non capironi era la trasformazione sociale ed economca dell’Italia. Erano fermi all’occupazione della Fiat del 1980.

Carlo VIzzinil Nessun governo della Repubblica suscitò tanta ostilità come il governo Craxi da parte dei Pci. Eppure i comunisti prima si erano astenuti e poi avevano votato a favore del governo Andreotti. Craxi era il nemico numero uno perché aveva iniziato a declinare a favore del Psi i consensi a sinistra. Ricordo bene gli anni dell’accordo con Reagan sugli euromissili ma anche le tensioni per Sigonella e ancor di più sui bombardamenti a Tripoli e Bengasi. Craxi salvò la vita a Gheddafi. Lo ha ricordato Bobo, che Gheddafi incontrò quando era sottosegretario agli Esteri. Il conflitto cogli amerucani, gli istaeliani, i sovietici é alla base di quel che succederà a Craxi in seguito.

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