sabato, 15 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

L’Avanti Lombardia, la passione che si organizza
Pubblicato il 20-09-2018


lombardia

Foto Luciano Buscarini

Un giorno ritrovi i quaderni con gli appunti delle riunioni studentesche, poi quelli della rete per la formazione, un network per mettere in relazione le diverse agenzie formative, infine quelli per costruire la rappresentanza delle nuove identità di lavoro e quelli per l’autorganizzazione del bisogno sociale nei quartieri popolari. Autorganizzazione che per me, nel rispetto delle regole, non è un concetto così diverso dal riscatto o dalla sussidiarietà tutti intesi come maggiore spazio di libertà per il sapere e saper fare della persona, delle comunità sociali che sperimentano modelli organizzativi simili, ma non uguali, a quelli dello Stato; a dire il vero non è nemmeno così distante dal concetto di federalismo che nella mia accezione resta, come nel 2011 ho sentito ripetere più volte a Giancarlo Giorgetti, un processo di responsabilizzazione dal basso.

L’Avanti Lombardia intende occuparsi di questo: di raccontare come sia possibile dal basso favorire un rinnovato senso di intraprendenza delle persone, anche in forma associata, per coltivare una economia glocal capace di mettere a frutto le esperienze e le relazioni di generazioni che vanno per il mondo, e da esso si lasciano sedurre senza paure di scontri di civiltà o timori di non essere all’altezza degli altri. Generazioni mobili come devono tornare ad essere i capitali privati, e che possono realizzare un LINK con la nostra terra di origine selezionando i progetti migliori da proporre a partner asiatici, sud americani o americani; ad investitori tedeschi o russi, a quel pezzo di Africa che chiede scambio con l’Europa.
È la linea del Sindaco Sala che a partire dalla sperimentazione Apple intende distribuire sulle periferie milanesi gli oneri di urbanizzazione di un processo di internazionalizzazione avviato fin dai tempi di Expo.
È la linea dell’Ex Ministro Minniti quando parla di un’Italia che non si chiude in se stessa e che riscopre a pieno il suo ruolo di Diplomazia, di tessitura instancabile di riequilibri politici, modelli organizzativi per favorire riscatto e crescita culturale.
Grazie ai nostri autori racconteremo ,anche per immagini, il piano periferie dei comuni della Lombardia e le eccellenze che sapremo scovare nei nostri lunghi viaggi, daremo conto che degli sforzi delle comunità locali per coniugare sicurezza sviluppo e coesione sociale.
Saremo al fianco dell’Italia che non ha paura e che al contrario crede nell’Europa come la migliore piattaforma di valori a cui restare ben aggrappati per coltivare pace benessere ed equità sociale.
Grazie a Riccardo Nencini, Mauro Del Bue e Lorenzo Cinquepalmi per il coraggio del fare scommettendo su una sfida che tutta la redazione ha colto con entusiasmo e convinzione!

Silvia Davite

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