lunedì, 15 ottobre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

L’Europa non è ancora Orba(n)!
Pubblicato il 17-09-2018


E’ partita con due botti del Parlamento europeo la campagna elettorale europea con gli immancabili riflessi anche sul piano interno dei singoli Stati. Il via libero alle sanzioni all’Ungheria per le riforme contrarie al “valori UE” prelude allo scontro tra europeisti e sovranisti, terzo incomodo gli euroscettici come gli italiani grillini che sono entrati in rotta di collisione con i loro alleati leghisti in soccorso di Orban.

Ci si interroga su questa presa di distanza tra i due azionisti maggiori nel governo italiano. Scontato dopo lo stretto rapporto tra Orban e Salvini che quest’ultimo votasse contro la messa in moto delle sanzioni attivando l’articolo 7 del trattato, mentre i grillini hanno dimostrato consapevolezza che non era un buon viatico opporsi per il confronto ormai prossimo con l’attuale Commissione europea sul DEF.

Poiché è incontestabile che la Merkel è stata decisiva per la compattezza dei parlamentari del PPE, il voto di FI, meno Tayani astenuto in ossequio alla prassi dei presidenti del Parlamento, getta una luce di inaffidabilità su Berlusconi e company .proni verso l’alleato in mezzadria ed ai suoi affidamenti che la roba del Cavaliere non si tocca, il tutto nell’auspicio del ritorno del figliuol prodigo che intanto lo sta sfrattando dal suo elettorato.

Chi l’ha dura la vince, dice un vecchio proverbio corretto e già le europee potrebbero essere lo spartiacque. Ma a proposito di opportunismo non è che i grillini abbiano fatto una migliore figura quando si è toccato votare contro i giganti del Web per obbligarli a retribuire gli editori e più in generale gli autori per i contenuti online. L’amletico Di Maio, in ossequio alla linea Casaleggio, ha mandato la palla in calcio d’angolo gridando:”Vergogna questa è censura preventiva”. Faccio notare che la motivazione data viene alla luce nella stessa giornata in cui sono state avviate le sanzioni ad Orban per il non rispetto dei valori Ue. Solo avanzare il sospetto di una censura preventiva da parte dell’Unione fa capire di chi si è fatto portavoce il salvifico Di Maio.

Roca

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento