lunedì, 15 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Manovra, Di Maio minaccia il Governo
Pubblicato il 26-09-2018


di maio occhiataIl tempo incalza ed il Governo non ha ancora chiarito il contenuto della manovra finanziaria che resta ballerina. Le dichiarazioni dei vari rappresentanti di governo si susseguono repentinamente su posizioni diverse manifestando palesemente le divisioni endogene presenti.
Il vicepremier, ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, in una intervista a Radio Capital, ha affermato: “Sulla manovra e il livello di deficit si discute sicuramente su più dell’1,6 per cento. Siamo ben consapevoli che ci sono degli equilibri finanziari e dei conti da tenere in ordine. Ma non si possono solo tenere in ordine i numeri. Prima soddisfiamo le esigenze dei cittadini, qui la sfida non è sul deficit, ma sul mantenere le promesse. In base alla spesa supplementare si opereranno dei tagli, ad esempio alle banche o sulle piattaforme petrolifere, quello che avanza sarà un po’ di deficit positivo perché le misure faranno crescere l’economia oltre quello che prevedono le tabelle. In generale sono giornate importanti, perché noi vogliamo fare una manovra del popolo, con il superamento della riforma Fornero sulle pensioni e il reddito di cittadinanza. Tanta roba e tanti soldi, le abbiamo quantificate credo che queste cose possano entrare nella legge di Bilancio. Per con il reddito di cittadinanza dal primo gennaio 2019 i pensionati minimi non dovranno avere meno di 780 euro al mese. E se così non fosse, l’ho detto in tempi non sospetti: questo governo si differenzierà nel mantenere le promesse. Il Movimento Cinque Stelle vota una manovra coraggiosa. Il 2% del rapporto deficit-pil nel 2019 non è un tabù ma sia chiaro che voglio affrontare questo tema con la massima responsabilità”.
Il vicepremier Di Maio, però, non si è sbilanciato su cifre precise del disavanzo in vista della Nota di aggiornamento al Def attesa domani in Cdm.
Il ministro Di Maio ha anche aggiunto: “Le misure che stiamo mettendo in piedi produrranno crescita anche negli anni a venire. Il livello del pil? Dipende dagli investimenti che faremo. Per quanto riguarda la pace fiscale, che il governo Conte dovrebbe inserire nella Legge di Bilancio 2019, non può essere un condono perché non lo voteremo. Inoltre non ci saranno scudi e no alla soglia di un milione di euro perché per noi non è accettabile – aggiunge – spiegando che la pace fiscale dovrà andare incontro ai contribuenti onesti che vorrebbero mettersi in regola ma non hanno sufficienti risorse economiche”.
Sul decreto per Genova, ha detto: “In giornata questo decreto andrà al Quirinale, deve andare al Quirinale”.
Il decreto su Genova è finito ieri al centro delle polemiche per le presunte carenze di coperture finanziarie che sarebbero all’origine di un blocco da parte della Ragioneria e del conseguente ritardo della sua trasmissione al Colle per l’esame del presidente della Repubblica.
Su questa polemica, Luigi Di Maio ha detto: “Il lavoro alla Rgs per inserire e definire cifre e coperture del dl non lo interpreto come se si volesse fermare il decreto, il fatto è semmai che la Ragioneria generale dello Stato sta lavorando anche al Def e alla Legge di bilancio. Ad ogni modo il decreto è pronto”.
Quanto al nome del commissario per Genova ha precisato: “Ci sarà non appena il decreto verrà pubblicato in Gazzetta ufficiale”.
Di Maio non ha fatto il nome del commissario da designare e quindi si può pensare che ancora non è stato scelto dal governo.
Per quanto riguarda la relazione della commissione del Ministero dei Trasporti sul crollo del viadotto genovese, dalla quale è emersa una irresponsabile minimizzazione dei necessari interventi da parte di Autostrade, il ministro del Lavoro ha detto: “Il documento pubblicato ieri è inquietante in quanto si dice che Autostrade sapeva tutto e non ha fatto niente. La relazione ci apre una prateria per revocare la concessione ad Autostrade”.
In merito al rapporto con il ministro dell’economia Giovanni Tria Di Maio ha risposto: “Noi ci fidiamo, ma lo sanno tutti cittadini che dentro questi ministeri ci sono una serie di persone messe da quelli di prima che ci remano contro”.
Nella riunione con i ministri del M5S, il vicepremier Luigi Di Maio ha posto le condizioni: “La nota al Def non coraggiosa e senza reddito di cittadinanza, pensione di cittadinanza, quota 100 Fornero, risarcimento dei truffati dalle banche, non avrà i voti del M5s”.
Resta dunque alta la tensione sulla Manovra perché non bisogna parlare solo di deficit ma pensare alla crescita.
Nella trasmissione Porta a Porta il ministro Di Maio ha annunciato: “Da metà marzo 2019 saranno avviati i centri per l’impiego e sarà erogato il reddito di cittadinanza. Aboliremo la povertà. La Fornero ha ancora il coraggio di parlare per dire che non si può abbassare l’età pensionabile, come vogliamo fare noi. Lei ha sulla coscienza milioni di italiani, ha creato i poveri di oggi. Il superamento della sua legge è certo, come è certa l’introduzione della pensione di cittadinanza che aumenta la pensione minima a 780 euro”.
Il ministro agli Affari europei, Paolo Savona ha commentato: “Se il presidente francese Emmanuel Macron annuncia che il rapporto tra deficit e Pil sarà al 2,8 per cento, noi staremo ben al di sotto: il fianco scoperto del nostro Paese è il debito pubblico”.
Quello che ancora non è affatto certo è l’entità della manovra. Quello che è certo sono le divisioni interne al governo. Tra non molto, sapremo se, dalla legge di bilancio per il 2019 in corso di definizione, miglioreranno o peggioreranno le condizioni di vita degli italiani. Il rischio maggiore con il reddito di cittadinanza è l’aumento del lavoro nero. Inoltre, non è ancora chiaro come verrà considerato il reddito di cittadinanza ai fini pensionistici. Poi, per quanto riguarda le pensioni, con il superamento della legge Fornero, il rischio è quello di avere più pensionati che però sarebbero anche più poveri.

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