venerdì, 16 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Consob, Mario Nava si dimette per ragioni ‘politiche’
Pubblicato il 14-09-2018


mario navaLe dimissioni di Mario Nava dalla Consob, l’autorità per le società e la Borsa che stava guidando da pochi mesi, sono state sorprendenti. In una nota, il professore, ha scritto: “ La questione è solo politica. La questione legale della mia posizione amministrativa è stata decisa e validata da ben quattro istituzioni, Commissione europea, Presidenza del Consiglio, Presidenza della Repubblica e Corte dei Conti, e non necessita di miei commenti ulteriori. Responsabilmente quindi, senza alcuna vena polemica, e avendo come unico obiettivo l’interesse più alto dell’Italia, rimetto con dispiacere le mie dimissioni da Presidente della Consob”.
Le dimissioni dell’economista bocconiano sono arrivate dopo un lungo pressing della maggioranza di governo che aveva sollevato una questione politica.  Lega e M5S, scioccamente, cantano vittoria. Poco tempo fa il Movimento penta stellato, ha posto, capziosamente, un quesito alla Commissione europea in merito alla posizione di distacco di Nava. Nonostante le risposte della Commissione europea sulla regolarità della nomina di Nava alla presidenza della Consob, la maggioranza governativa ha continuato gli attacchi su un piano politico.
Apprendendo la notizia delle dimissioni di Nava, il vicepremier Luigi Di Maio ha commentato: “Finalmente arriva la presa d’atto da parte del presidente della Consob circa la sua incompatibilità tra il distacco dagli uffici tecnici della Commissione europea e la guida di una Autorithy nazionale come la Consob”. Poi, Di Maio si è complimentato con ‘chi nel Movimento 5 Stelle non ha mai mollato su questa battaglia’. Tra loro la pasionaria pentastellata Carla Ruocco, portavoce alla Camera del M5S ha scritto esultando: “Il Presidente illegittimo di Consob, Mario Nava, ha rassegnato le dimissioni dopo due mesi intensi in cui abbiamo portato il suo caso in commissione Finanze e su tutti i giornali. Un ‘lavoro di pulizia’ che permetterà di garantire ai risparmiatori un efficace ed imparziale controllo del sistema finanziario nazionale”.
Nava, da parte sua, ha spiegato: “Un sacrificio personale, un gesto che, rasserenerà gli animi, dimostrerà quanto tengo personalmente all’indipendenza di questa Autorità al di là dei miei interessi personali, e permetterà al Governo di indicare un Presidente con caratteristiche ad esso più congeniali. La Consob è indipendente ma non può essere isolata, deve poter lavorare non solo con le altre autorità indipendenti, ma anche con le istituzioni politiche”.
Poi, Nava ha anche spiegato: “Ho accettato l’incarico con gioia e entusiasmo. Ora però queste mie caratteristiche e questi obiettivi sembrano essere considerati un insormontabile ostacolo. Il segnale di totale non gradimento politico è chiaro e inequivocabile. Quindi, responsabilmente, senza alcuna vena polemica, e avendo come unico obiettivo l’interesse più alto dell’Italia, rimetto con dispiacere le mie dimissioni da Presidente della Consob”.
Due giorni fa i capigruppo alla Camera e al Senato del M5S, Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli, e della Lega, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo, avevano invitato Nava a rassegnare le dimissioni.
Lega e M5S avevano argomentato: “Nava, sui quotidiani nazionali si è dichiarato certo che non vi sia alcuna irregolarità nel suo operato e nella sua nomina. Eppure, rispondendo a un’interrogazione presentata al Parlamento europeo, il commissario Oettinger ha confermato che l’attuale presidente della Consob rimane soggetto agli stessi doveri e diritti dei funzionari della Commissione in attività di servizio”.
Quindi, avevano bollato il professore ‘incompatibile con la presidenza di un’autorità indipendente italiana’, il cui ruolo è quello di garantire l’ordinato funzionamento del mercato finanziario nazionale.
Ora, con le dimissioni di Nava, si è aperta la partita per sostituire il numero uno della Consob. Mentre Di Maio ha garantito la nomina di ‘un servitore dello stato e non della finanza internazionale, un presidente che possa esercitare pienamente e liberamente il suo ruolo’, il leghista Claudio Borghi ha ringraziato ‘il Dott. Nava per la sensibilità dimostrata con le sue dimissioni’ e poi ha chiosato: “Non si può dirigere un’autorità indipendente mentre si è dipendenti di Bruxelles”.
Il governo gialloverde, con il caso della Consob, contemporaneamente ha attaccato le quattro istituzioni che hanno validato la nomina di Nava: la Commissione europea, la Corte dei Conti, la Presidenza della Repubblica e la Presidenza del Consiglio allora guidata da Gentiloni.
Adesso, la Consob è rimasta senza una guida ed il Governo Conte non ha ancora un nominativo da indicare in sostituzione del prof. Mario Nava per svolgere la funzione di presidente dell’importante istituzione di controllo sul mercato borsistico e finanziario.

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