sabato, 20 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Nuova fiction della Rai. Non dirlo al mio capo 2: due volte più impegnato
Pubblicato il 21-09-2018


capo 2

La fiction “Non dirlo al mio capo 2” (coprodotta da Rai Fiction e Lux Vide, per la regia di Gianluca Manfredonia), diventa ancor più impegnata nella seconda stagione. In onda, con altri 12 episodi avvincenti, si fa più corale con l’introduzione di nuovi personaggi e protagonisti. Ciò dà modo di scandagliare ulteriori problematiche; per una serie che, però, non dimentica – ancora una volta – di omaggiare un’altra grande fiction di fortuna di Rai Uno: “Don Matteo”; il primo ciclo di “Non dirlo al mio capo” era stato annunciato proprio dalla decima stagione di “Don Matteo”, mentre – in “Non dirlo al mio capo 2” – compare proprio in una scena, mentre i protagonisti guardano la serie alla tv sul divano di casa.

Procediamo con ordine e partiamo ad analizzare le singole novità. Innanzitutto, dicevamo, una storia che si fa sempre più corale. Non c’è più solo la storia d’amore tra Lisa Marcelli (Vanessa Incontrada) e l’avvocato Enrico Vinci (Lino Guanciale) a fare da perno centrale. C’è il ritorno anche della ex moglie di quest’ultimo, Nina Valentini (Sara Zanier). Ne nascerà, così, un triangolo curioso, che porterà a un contendimento dell’uomo tra le due donne – tra la moglie e l’amante -, tra cui lui non sa decidere. Tanto che, nei primi episodi, si dice che “il tre non è un numero perfetto” in amore, perché porta scompiglio, gelosie, invidie, dispetti. Tuttavia, ciò dà modo di comprendere meglio la personalità dell’avvocato: in amore, come sul lavoro, dava rispetto a chi meritava la sua stima, per avergli mostrato a sua volta onestà e rispetto; dunque non è il solito cinico, spietato e senza cuore. Però, quando c’è competizione, non sempre ‘amor vincit omnia’, ma anzi – si titola – ‘omnia vincit amor’; cioè non sempre è l’amore a vincere su tutto, perché spesso ci facciamo distrarre da altri interessi meno nobili; però, poi, alla fine un modo lo si trova per ritrovare un sentimento genuino.

E così si punta tutto a ribadire l’importanza della famiglia, ricordando anche quanto sia importante l’esempio e l’educazione dei genitori per i figli. In ciò l’arrivo di un nuovo personaggio serve proprio a ribadire tale aspetto. Si tratta di Aurora Marcelli (Beatrice Vendramin), sorellastra di Lisa, che se la ritroverà a carico a casa sua; è affetta da un disturbo della personalità, per cui subisce il peso delle emozioni più degli altri e del normale. Comunque ciò non giustifica il fatto che arriverà ad avere una storia e a far innamorare di sé il ragazzo della figlia naturale di Lisa, Mia (Ludovica Coscione): ovvero Romeo (Saul Nanni). All’inizio sembra esserci amicizia fra le due ragazze e l’interesse di Romeo per Aurora non sembra far vacillare la complicità della giovane con Mia. Quest’ultima la tollera, perché, come le aveva insegnato la madre: Aurora è malata e va aiutata. Sopporta fino a quando Aurora non esagera e vuole costringere la classe a danneggiare la scuola, per farla restare chiusa e saltare qualche giorno di lezioni. Allora la denuncia pubblica di Mia, davanti a tutti, della malattia di Aurora sarà ufficiale e ciò porterà all’allontanamento da parte di Romeo da lei, in quanto Aurora ne sarà umiliata. Dunque la condanna di ogni forma di discriminazione. E, a proposito di giovani e adolescenti, non manca il tema del bullismo molto ricorrente. Però, pronte per Aurora, arriveranno le scuse di Mia e di Lisa: perché lei vuole solamente qualcuno “che abbia il coraggio di provarci con lei”, anche una casinista come la sorellastra, per superare il suo ‘disagio’.

Quindi l’importanza della famiglia, ma anche i valori della solidarietà e dell’amicizia. E, a proposito di quest’ultima, non possiamo non citare la ritrovata consigliera di Lisa: Assuntina Cercilli (Chiara Francini), alias ‘Perla’. Sarà lei la sua confidente più intima e preziosa. Inoltre, dietro la scure dura di ‘Perla’, si nasconde la voglia di sentirsi ed essere ‘utile’, che gli altri abbiano bisogno di lei per aiutarli. Il suo personaggio, però, non è importante solo per questi due aspetti (l’amicizia per Lisa e il profondo senso di umanità che ha verso gli altri), ma anche perché diventerà segretaria dello studio Vinci, mostrando quanto sia rilevante la figura di una segretaria. Darà il suo contributo a fare ordine nello studio di Enrico, oltre che a cambiare l’uomo (un po’ nullafacente) che era Rocco Tancredi (Antonio Gerardi), che diventerà migliore grazie a lei. Insieme aiuteranno molto Lisa nel gestire la sua famiglia (i tre figli e la casa) e il lavoro (tra Enrico e Nina). Basterà tutto questo? Intanto Lisa si contraddistingue per il suo ruolo di assistente ineccepibile, abile e astuta; tuttavia non è ancora un avvocato esperto e ciò pregiudica la sua carriera. Come se non bastasse è donna e madre. E qui si sfiora l’altra tematica molto approfondita dalla fiction. Oltre al bullismo, anche la malasanità, ma soprattutto la discriminazione delle donne sul posto di lavoro. Se lei subisce le duplici angherie di Enrico e Nina, con un po’ di quello che potrebbe essere riconducibile al mobbing, sono due altre nuove figure che incrementano l’analisi di tale argomento. Si tratta di due giovani rampanti, ambiziosi e spregiudicati (anche troppo), aspiranti avvocati e che vogliono entrare a far parte dello studio Vinci. Ovvero, Cassandra Veggiani (Aurora Ruffino) e Massimo Altieri (Gianmarco Saurino). La prima deve tirare fuori tutto il suo cinismo per non soccombere e l’altro mettere da parte ogni forma di galanteria per non restare indietro. Se il secondo non vuole sfigurare per un forte senso di orgoglio personale, la prima è disposata a tutto pur di trionfare: anche a vendersi, ad andare a letto con chi possa darle un’occasione (e non perché non abbia moralità o sentimenti buoni), perché è la dura legge del mondo del lavoro; occorre sempre una raccomandazione e saper scendere a compromessi, soprattutto per una giovane donna e belle, intelligente e in gamba, di cui tutti sono pronti ad approfittarsi; ma sembrerebbe non Vinci, interessato più all’acume giuridico. Dunque c’è anche una sorta di satira sociale, dietro una parodia comica della donna in carriera e dell’aspirante giovane visto come una ‘futura promessa’. Di certo la comicità aspra, a tratti dura, non manca. Si ride, ci si diverte anche, si scherza – ma non su tutto, non su certe cose, sembra ammonire la serie -. Anche Lisa è buona e cara, sempre cortese, gentile, accondiscendente, disponibile, ma fino a un certo punto: su alcuni dettami non transige e non è disposta a venire meno ai suoi saldi principi morali, che vuole trasmettere ai figli.

Così, spesso, ci si ritrova a chiedersi (come il titolo di un altro episodio): di chi è la colpa? Ci si colpevolizza, ci si sente in colpa, ci si frustra e si è invasi da sensi di colpa mortali. E qui arriva l’altro importante insegnamento della fiction: tutti sbagliamo, abbiamo le nostre responsabilità e la nostra parte di colpa da doverci accollare. Dunque non è semplicemente una storia di triangoli amorosi; per questo ho titolato il pezzo “Non dirlo al mio capo 2: sempre più impegnato!”: sia perché è impegnata socialmente la fiction, che perché è impegnato tra due donne l’avvocato Enrico Vinci, oltre che sempre più occupato dal suo lavoro.

Ma se la storia diventa sempre più corale, allora questi nuovi personaggi non sono i soli. Come se non bastasse, infatti, oltre alle figure di Cassandra e Massimo arriva anche – da lontano – un amico di Enrico; ad incasinare ancor di più la sua vita e quella di Lisa, che incontra accidentalmente, come se non fosse più che sufficiente lo scompiglio che già ha portato il ritorno di Nina; lei ha deciso di lavorare nello studio con lui e Lisa, dunque la sfortuna e la maledizione del numero tre anche sul lavoro (oltre che in amore, per un triangolo di gelosie e invidie; anche nel lavoro genera una competizione esasperata e a tratti pericolosa); ma ci vuole invece collaborazione, come ammonisce ‘Perla’. Il cerchio dei legami sentimentali si allarga così, per enfatizzare la portata dell’amicizia complice e consigliera (anche con l’amico di Enrico). Invece, per quanto riguarda l’aspetto della competizione, ciò sarà ancor più esacerbato: come Enrico dovrà scegliere tra Lisa e Nina, così sul lavoro dovrà stabilire chi tenere a fine prova tra Cassandra e Massimo; solo uno dei due resterà nel suo studio: chi vincerà? E, soprattutto, come evolveranno le personalità dei personaggi? Questi ritorni dal passato (per Enrico e per Lisa, della sorellastra) come incideranno su di loro? Che ricordi ed emozioni faranno riaffiorare e come li cambieranno? E, tra Perla e Rocco è veramente pace fatta? Sono davvero entrambi più ‘buoni’? Mentre ci interroghiamo su questo ed attendiamo che la fiction ci sveli le risposte a tali quesiti, intanto subito un’altra domanda sorge spontanea: quali altri temi ci proporrà la fiction, su cui riflettere e che tratterà con la sua solita ironia vincente? Di certo non smetterà mai di farci sorridere e di divertirci anche, così come di sorprenderci, sempre pronta a stupirci. Una serie che potremmo definire perennemente in divenire e che, fino all’ultimo, lascia col dubbio e col fiato sospeso, pronta a prendere deviazioni inaspettate per finali stupefacenti. E questa è davvero la sua forza, aggiunta alla bravura e alla freschezza degli attori, perfettamente a loro agio nei panni dei loro personaggi, tutti protagonisti.

Intanto, curiosità, forse – notavamo – il nome Cassandra non è a caso: nota figura mitologica greca, che gli stessi Omero e Virgilio su tutti rammentano, era la gemella di Eleno (il figlio di Ecuba e di Priamo, re di Troia). Fu sacerdotessa nel tempio di Apollo, da cui ebbe la facoltà della preveggenza, in quanto capace di prevedere terribili sventure e per tale motivo odiata da molti. Il nome cala a pennello sul personaggio di Aurora Ruffino nella fiction, in quanto sarebbe adatta proprio per il suo rigore, per la sua precisione, per la sua possibilità – così – di controbilanciare il caos che a tratti regna nello studio (soprattutto da parte di Lisa); ma, come la Cassandra mitologica, anche quella della fiction deve superare le angherie, le inimicizie, le avversioni sul campo nel mondo del lavoro, da parte dei colleghi uomini come Massimo, e le antipatie delle altre colleghe femmine, invidiose della sua bellezza e del suo talento; non è sempre tutto facile per lei, in apparenza così ‘avvantaggiata’ e ‘fortunata’.

Ba. Co.

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