martedì, 18 dicembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Olimpiadi 2026, un flop tira l’altro
Pubblicato il 18-09-2018


giorgetti

Dopo il fallimento della candidatura di Roma per manifesta incapacità e per il rifiuto dell’amministrazione di prendersi in carico l’organizzazione dei giochi Olimpici del 2024, ne arriva un altro firmato 5 Stelle e governo. Infatti l’addio alle Olimpiadi invernali del 2026 sembra definitivo. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, ha messo fine al progetto che avrebbe dovuto portare i Giochi invernali in tre città del nord Italia: Milano, Cortina e Torino. “Il governo – ha detto – non ritiene che una candidatura fatta così possa avere ulteriore corso. Questa proposta non ha il sostegno del governo e come tale è morta qui”, ha detto, ribadendo con forza il concetto: “Io ritengo che una cosa così importante come la candidatura olimpica deve prevedere uno spirito di condivisione che non ho rintracciato tra le tre città”.

Si tratta di un altro duro colpo per Malagò e per i presidenti delle singole regioni, che vedevano nel progetto Italia 2026 un traguardo da raggiungere, con difficoltà ma possibile. Non a caso sono già sul piede di guerra. Infatti i presidenti di Veneto e Lombardia sono a favore dei giochi: “Impensabile buttare tutto alle ortiche, ribadiamo che Regione Veneto e Regione Lombardia hanno come unico traguardo quello di portare in Italia i giochi invernali ” Fontana e Zaia, presidenti delle rispettive regioni, sono desiderosi di proseguire, anche da soli. A conferma di ciò è già pronto un piano B, che il CONI potrebbe presentare domani candidando solo Milano e Cortina, escludendo Torino.

“La candidatura va salvata, per cui siamo disponibili a portare avanti questa sfida insieme – hanno detto – Se Torino si chiama fuori, e ci dispiace, a questo punto restano due realtà, che si chiama Veneto e Lombardia, per cui andremo avanti con le Olimpiadi del Lombardo-Veneto”.

Ma le parole di Giorgetti sembrano senza appello. Manca del tutto quello spirito unitario voluto dal sottosegretario. E una candidatura delle singole regioni senza l’appoggio del governo nasce senza gambe nonostante le intenzioni di Zaia e di Fontana di andare avanti da soli.

Non è sorpreso il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino perché “dal momento che Milano e la Lombardia non hanno accettato la clausola per il Governo imprescindibile che non vi fossero città capofila, il sottosegretario Giorgetti non ha potuto fare altro che prendere atto del fallimento della candidatura a tre. A me non risulta che il CIO possa accettare candidature che non abbiano l’esplicito sostengo del Governo. In ogni caso, se dovesse andare avanti una candidatura Veneto-Lombardia con il sostegno del Governo sarebbe l’evidente dimostrazione che eravamo di fronte a una manovra per tagliare fuori il Piemonte, manovra che la componente pentastellata non ha saputo in alcun modo fermare, neanche per difendere gli interessi di una città la cui sindaca è una esponente di primo piano del Movimento. Si rischia così di escludere l’unica città che poteva presentare impianti ancora adeguati e le condizioni per realizzare davvero un’Olimpiade sostenibile e di alto livello”.

La consigliera regionale veneta del Partito Democratico Alessandra Moretti aggiunge due considerazioni: “La prima è la totale inadeguatezza di un Governo, incapace di non litigare su ogni cosa, compreso il futuro del Paese, come in questo caso. La seconda è che nei miopi calcoli dell’esecutivo ci sia la volontà di riappropriarsi del tesoretto da 600 milioni messo a disposizione per i Giochi. In fondo meglio prendere quello che c’è oggi, per alimentare la scarsa possibilità di vedere realizzate le impossibili promesse contenute nell’accordo di governo, invece che pensare a chi verrà dopo di noi”.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento