martedì, 18 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Riesumato Totò per vendere fontana di Trevi e pagare i patti elettorali
Pubblicato il 26-09-2018


L’Europa è nei nostri confronti tranquilla, i mercati sono sereni, gli investitori esteri bussano alla porta per far man bassa del nostro debito pubblico. In prospettiva, sembra andare tutto a gonfie vele per l’italia.

Ma qual è il segreto di questa scorpacciata di fiducia che ci concede il mondo? Accidenti, non penseranno mica che abbiamo riesumato Totò per vendere la fontana di Trevi? Assolutamente no! Sono certi, o quasi, che i gialloverdi troveranno la soluzione, più semplice e diretta, per recuperare i fondi necessari e far fronte ai debiti pregressi dell’Azienda Italia, oltre a mantenere le promesse elettorali.

Come? Incassando le tasse in sospeso, magari con un piccolo sconto, e far pagare a tutti – che più tutti non si può – le imposte di domani e pure di dopodomani. È il coniglio dal cilindro che tutti i governi tirano fuori ogni volta che gli elettori/spettatori chiedono a gran voce di mantenere le promesse elettorali. Che poi, va da sé, c’è sempre qualche giornalista o ficcanaso (a seconda del punto di vista dell’altro, di governo o d’opposizione) che chiede pure dove un governo possa trovare le risorse per passare dalle promesse ai fatti.

Il punto è che nelle precedenti legislature l’ipotesi di innalzare le tasse veniva paventata come minaccia per rimangiarsi le promesse (della serie: non ci sono soldi perchè il buco lasciato sal precedente governo è alto, a meno che voi non vogliate che vi alziamo le imposte).
Invece, questi signori vestiti dai colori sgargianti (giallo e verde, come al palio di Siena) lo faranno sul serio, alla faccia del popolo degli incazzati che li hanno votati, i quali, peraltro, ancora non hanno realizzato che saranno i primi ad essere chiamati a fare il loro dovere per la Patria.

Ora, non si capisce chi lo racconterà al 60% di simpatizzanti che sono saltati, e continuano a saltare sempre più numerosi sul carro dei vincitori, perché sembra che Matteo Salvini sia in partenza per la Libia dove andrà a parlare con oltre 100 tribù. E visti i riti e le usanze, per ora che entri in tenda, bevi il the mentre parli di cavalli e cammelli, hai voglia te a entrare in argomento per sbloccare la situazione. Ci vorrà del tempo prima che torni in Italia.
Mentre il presidente Conte, aiutato dal personal trainer della comunicazione Rocco Casalino, è preso dal pallottoliere e sta contando quanto conta. Lui, il Conte che non è nemmeno nobile, per nulla al pari del Marchese del grillo quando diceva “io so’ io… e voi non siete un cazzo!”.

Quindi, sembra proprio che sarà Luigi Di Maio ad assolvere questo compito, forte del suo sorriso tranquillizzante. E si rivolgerà agli impoveriti per dire: non c’è più motivo per essere incazzados, perché è grazie a tutti voi che risolveremo i problemi irrisolti del Paese. Paghiamo le tasse e come capo politico del Movimento 5 Stelle, Vice presidente del Consiglio, ministro del Lavoro, ministro dello Sviluppo Economico e pure depurato, vi prometto che cambierò l’Italia.
Certo, con tutti i titoli sopra citati, che sono quasi di più di quelli di un pari di Spagna, c’è da credergli.

Occhio, cari simpatizzanti dei gialloverdi, perché il prete di campagna Di Maio, detto Don Gigi, titolo che avevo volutamente omesso, lo farà sul serio, levando sulle nostre teste la spada di Damocle della giustizia.
Peraltro, con l’appoggio del collega ministro Alfonso Bonafede che, dietro ai 32 denti bianchi, nasconde parole di grande severità con coloro che non rispetteranno le centinaia di migliaia di leggi mai cancellate dall’Unita d’Italia. Sì, Luigi Di Maio le tasse le farà pagare davvero, alla faccia di quanti, tra gli antichi governanti, lo hanno sempre solo annunciato, senza seguitare coi fatti.
E tanto per far capire che andranno fino in fondo inizieranno subito con un condono… ops, pace fiscale.

Ah, quasi dimenticavo, i due ministri, Di Maio e Bonafede, avranno l’appoggio incondizionato anche del ministro Matteo Salvini, se vorrà rimpatriare i 500.000 immigrati che, secondo lui, non hanno diritto a rimanere in Italia.
E il presidente Conte? Ma ve lo abbiamo già detto…è preso dal pallottoliere, troppo impegnato a fare i conti di quanto conta.

Angelo Santoro

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